Dopo le fatiche pasquali, ci concediamo tre giorni...

Recensione di del 11/04/2006

Violino Rosso

38 € Prezzo
6 Cucina
5 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 38 €

Recensione

Dopo le fatiche pasquali, ci concediamo tre giorni di vacanza al mare, nella mia terra natia e non potevamo esimerci dal provare questo ristorante di cui tanto bene si parla tra gli amici mangioni.
Purtroppo non è stata un'esperienza felice. Pazienza.

Il locale è sito in Via Donghi, lungo serpentone tutto curve e salita, che da P.zza Martinez si inerpica nei quartieri alti, in zona Terralba-S.Fruttuoso fra la staz. Brignole e l'ospedale S.Martino. Parcheggio selvaggio, abbiamo lasciato l'auto in mezzo alla fermata dell'autobus.

Una porticina in legno ove in alto campeggia una bella e grossa insegna rossa raffigurante appunto un violino.
Il locale è su due piani; al piano terra sulla sinistra il banco bar, sulla destra un frigorifero con bottiglie al fresco, tutto tappezzato di carta di giornale, e alcuni scaffali con libri e altre bottiglie; in fondo sulla sinistra una porticina che porta ad un cortile esterno; la toilette, piccola ed angusta; un tavolone rotondo e la porta della cucina. Al piano di sopra una saletta con i tavoli.

Appena entrati una giovane signora si alza dal tavolo e ci viene incontro, accompagnandoci al piano di sopra e facendoci segliere un tavolo di nostro gradimento
Optiamo per un tavolino appoggiato alla balconata con vista sul piano sottostante. In attesa delle comande, ci guardiamo intorno e, almeno ai nostri occhi, notiamo una certa trascuratezza nell'ambiente ed una pulizia non perfetta. Il passamano in legno in fianco al nostro tavolo mi lascia una striscia di polvere sul gomito del maglione, i bicchieri sono tutti e quattro "macchiati" di calcare, notiamo ragnatele pendenti ai faretti a muro, togliendo il mio tovagliolo dal sottopiatto fuoriescono delle briciole: insomma non si presenta granchè bene.

Ci buttiamo sul menu e notiamo che fra le proposte, circa quattro per portata e con un solo dessert a degustazione, spiccano pochi piatti di pesce.
La carta dei vini, che presenta solo prodotti biodinamici almeno a detta di precedenti mangioni che hanno visitato il locale, è a parer mio un po' vaga; non è specificato che trattasi solo di vini biodinamici, non ci sono due righe informative sui prodotti; optiamo, a casaccio non essendo ferrati in materia di biodinamici, su un "Etna rosso", vino Siciliano rivelatosi ottimo.

La tavola è apparecchiata con sottopiatti decorati, il mio scheggiato, bicchieri da vino di qualità, bicchieri da acqua in stile osteria, posate e tovagliato normali; in centro tavola troviamo una specie di fiore di legno tristemente appoggiato sulla tovaglia.

Insieme ai menu ed alla carta dei vini, la signora ci appoggia a lato tavolo due piattini con un piccolo croissant di sfoglia ed un bicchierino con la "Pasqualina liquida"; un fondo verde caldo dal sapore identico al ripieno della pasqualina, sopra una schiuma di prescinseua fredda; interessante e buono l'accostamento.
Niente aperitivo. Il "cesto" dei pani è un grande contenitore in vetro un po' unto, con quattro fette di pane a cassetta; nulla di che.

La cena.

Tartara di manzo con variazione di verdure per me.
Ottima e tenerissima carne di manzo tagliata a dadini, mantecata con olio e capperi e impiattata tipo tortino. Veramente ottima la materia prima; la variazione di verdure trattasi di una gelatina di pomodoro, due filetti di peperone, un cucchiaino con una salsina verde che non ho compreso, un bicchierino con una spuma di porri, un gomitolo di "spaghettini" bianchi, credo di riso, ma non ci giurerei, comunque una variazione di verdure curiosa che poco influisce sul piatto in generale e che io non ho mangiato per non "inquinare" la bontà della carne.

Polpo all'orientale su passatina di lenticchie e zenzero per Elena.
Un grande piatto con una "zuppa" di lenticchie ove sono adagiate a rosa quattro fettine, troppo poche, di un buon e tenero polipo; accostamento non gradito, sapori un poco piatti, zenzero non pervenuto.

Vitello all'uccelletto con carciofi al timo per me.
Piatto fondo con una tagliata di ottima fesa di vitello cotta pochissimo, anzi praticamente cruda,; carne tenerissima, guarnita con quattro fettine sottili di carciofo saltato. Buone materie prime, piatto semplice semplice.

Cinghialetto scottato con salsa al vino rosso e purè di patate per Elena.
Anche qui materia prima ottima e cottura perfetta, quattro fette di carne scaloppata, due quenelle di purè e un filo di salsa al vino rosso a decorare il piatto; forse se la carne fosse stata "nappata" con più salsa, il piatto sarebbe stato completo.

Due caffè senza un pasticcino o altro.

Conto: una bottiglia di vino 20 euro; una bottiglia di acqua Panna 2 euro; due antipasti 18 euro; due secondi 30 euro; due caffè 3 euro; due coperti 4 euro.
Totale 77 euro in due: 38,50 a testa.

Conclusioni.
Sicuramente la mano dello chef è sapiente e la scelta delle materie prime di assoluta qualità, ma non abbiamo notato questa fantasia da chef emergente come di lui si dice qui su ilmangione.
Il servizio è svolto da una signora gentile, ma troppo sbrigativa, senza una "divisa" da cameriera, sorrisi e parole centellinate col contagocce. Dello chef neanche l'ombra, forse era impegnato con alcuni amici a discutere al piano di sotto di cucina e ascoltare Milan-Barcellona.
Il locale fa anche pizzeria, anche se questo non è indicato nel menu e almeno noi non lo abbiamo notato, però abbiamo notato un continuo via vai di un ragazzotto munito di casco e scooter che consegnava le pizze a domicilio.
Insomma, sicuramente lo chef è bravo e le materie prime sono di assoluta qualità, ma complice il locale assolutamente, per nostra opinione, angusto e trascurato, lo scarso ordine, pulizia e cura dei dettagli, hanno sicuramente influito a rendere negativo il nostro giudizio.
Peccato.

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