Dopo che praticamente all’unanimità il forum e le ...

Recensione di del 04/02/2006

Violino Rosso

43 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 43 €

Recensione

Dopo che praticamente all’unanimità il forum e le recensioni de ilmangione mi avevano consigliato a Genova il Violino Rosso, sabato a cena ho voluto provare questa esperienza.
Il locale si trova in una zona periferica e anonima, 25 € di taxi per andare e tornare dal centro, è piccolo, praticamente un loft con soppalco, un tavolo tondo a piano terra, otto o nove piccoli nel soppalco.
Il tutto è semplice con una certa eleganza.

Nell’attesa dell’ordinato ci servono come introduzione offerta una Pasqualina Liquida, cioè un frullato verde con sopra una schiuma bianca, il tutto in un piccolo bicchiere trasparente, e un piccolissimo, quasi invisibile cornettino salato. Superato l’impatto visivo di questo esperimento, al gusto non è male, anche se della schiuma se ne poteva fare a meno.

Per antipasto un Baccalà con patate a sfoglia, purtroppo il nome esatto non lo ricordo, buono, solo che il pesce poteva essere al massimo 20 grammi.

Come primo piatto abbiamo ordinato.
Polpo cotto all'orientale con passatina alle lenticchie ed al profumo di zenzero.
Veramente buono, il miglior piatto della serata, dove gli accoppiamenti erano equilibrati e molto piacevoli; se mai un piccolissimo appunto per il polpo, in quanto cotto e condito con salsa di soia e quindi leggermente salato.
Mezzelune di mozzarella di bufala con bottarga e crema di cavolfiore.
Piatto che può dare giudizi diversi secondo i propri gusti in quanto molto delicato: stranamente, visto la presenza, anche se accennata, della bottarga che anzi dovrebbe avere un gusto fin troppo forte. Per cui può sembrare con poca personalità o piacere molto proprio ai palati amanti dei gusti deboli; per me poteva andare, anche se la quantità era veramente ridotta.

Secondi piatti.
Carrè di cinghialetto scottato con salsa al vino rosso e purè di patate.
Stranamente era in porzione normale; però per me aveva un difetto terribile: era praticamente semi-crudo. Io amo la carne rossa al sangue, ma per il cinghiale non mi sembra il caso.
Alle mie lamentele, la proprietaria, che è moglie del cuoco, mi ha risposto che lo fanno così per mantenerlo più morbido e che potevo dirlo subito e me l’avrebbe cotto maggiormente. Ma, a parte che ricuocere un tocco già tagliato non è la stessa cosa che cuocerlo intero, penso che, visto che non a tutti può piacere la carne sanguinolenta, potevano chiedere il modo di cottura alla comanda. Così la parte edibile è tornata ad essere una microporzione.
Maialino, di cui non ricordo il nome, cotto con la cotenna e il grasso, almeno qui ti avvisano prima, ma, tolta la cotenna, era in quantità veramente ridotta. Peccato perchè era buono e accompagnato da un mini contorno di spinaci e di un tubero amarognolo, che ben si accompagnava al grasso della carne.

Per finire.
Quartetto dolce del Violino Rosso.
Un unico piatto con quattro dessert: "Crema catalana", un "Tortino al cioccolato con salsa di pere", una "Sacher Torte" in bicchiere ed una "Mousse all'arancia", salata.
Il tutto gradevole.

Mi ha meravigliato tra i dessert proposti una insalata di arance con olio e sale. Alla mia domanda mi hanno risposto che è un piatto siciliano che hanno ritenuto valido. Ho rispettosamente ribattuto che essendo io di Palermo conosco bene il piatto e che da noi era un piatto povero che si mangiava per secondo o tuttalpiù come contorno.

Da bere acqua minerale e un boccalino da un quarto di vino rosso senza infamia nè lode.
Il tutto 86 euro.

Giudizio complessivo.
Sinceramente mi aspettavo molto di più visto le sperticate lodi che avevano espresso altri recensori; il menu è composto da pochi piatti, anche se questo per me non è difetto, le porzioni sono molto piccole e sembra che ci sia la volontà, che vedo comunque premiante, di offrire una cucina un po' "alternativa", secondo le mode attuali, per cui un ristorante per essere lodato deve offrire accoppiamenti più o meno strani se non arditi e porzioni buone per chi è a dieta o ha appena mangiato qualcosa prima o andrà ad aggiungere altro ad uno stomaco non ancora sazio.
Ma questa è una discussione che merita altra sede.

P.S. E’ stato detto che questo ristorante merita un viaggio da Milano. Se non avessi molto ben gustato le trattorie milanesi potrei pensare che a Milano siete messi proprio male.

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