Cena per due al Violino Rosso.
E' sabato ser...

Recensione di del 28/01/2006

Violino Rosso

48 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 48 €

Recensione

Cena per due al Violino Rosso.
E' sabato sera, ma, complice la recente intensissima nevicata, il ristorante è pieno solo a metà. Tanto meglio per i fortunati presenti.

Il locale si presenta piacevole e molto accogliente, con una dominante cromatica rossa e luci soffuse. Alcuni elementi sarebbero da rivedere, ma, siccome esiste un progetto di trasferire il ristorante, che ora si trova in una sperduta strada periferica, in centro, non avrebbe senso investire troppe risorse in questa location provvisoria.
Il servizio, curato dalla moglie dello chef, è informale, ma efficiente, disponibile e sempre sorridente, tale da garantire una serata piacevolissima.

Innanzitutto la scelta dei vini: la carta non è enorme, ma di sicuro interesse, infatti include esclusivamente prodotti biodinamici e spazia un po' in tutti i continenti, o quasi. Questa volta abbiamo optato per un Sovana Rosso Superiore "Terre Eteree" 2003 de La Busattina (uvaggio di Sangiovese e Ciliegiolo) che ben si è sposato sia con i piatti di carne che con quelli di pesce.

L'appetizer è un cavallo di battaglia del ristorante, "La Pasqualina" servita in forma liquida, in pratica un frullato di bietole e prescinseua(o cagliata che dir si voglia) servita con una brioche salata mignon. La presentazione, molto particolare, ricorda un cappuccino e, d'altro canto, la sfoglia della brioche richiama quella della torta pasqualina a cui la preparazione deve il nome.

Per iniziare ho preso il "Polpo cotto all'orientale con passatina alle lenticchie ed al profumo di zenzero": l'abbinamento pesce-legumi non è certo una novità, ma la realizzazione è perfetta e lo zenzero dà quel qualcosa in più che rende il piatto eccellente.
Per lei "Cappesante scottate con porri fondenti e fondo di vitello": anche questo piatto è stato magistralmente realizzato, con le enormi cappesante cotte al punto giusto e perfettamente sposate con gli altri ingredienti.

Per proseguire ho optato per un secondo, il "Carrè di cinghialetto scottato con salsa al vino rosso e purè di patate" e, aggiungo io, foglie di spinaci: eccellente da ogni punto di vista.
Per lei invece un primo, le "Mezzelune di mozzarella di bufala con bottarga e crema di cavolfiore": la mia avversione per il cavolfiore mi ha impedito di apprezzare appieno questo piatto, che per la mia ragazza è stato invece il migliore della serata. Stupefacente la morbidezza della mozzarella, nè gommosa, nè filante.

A questo punto abbiamo voluto assaggiare un altro paio di portate: un piatto di "Guanciale affumicato del Parisi" ed uno di "Polpettone genovese cotto a vapore e gratinato con bloody mary solido", proposto nel "Menu del Territorio" e stranamente non à la carte. Il guanciale era ottimo, ma dal tenore lipidico tale da non consentirci di finirlo.Eccellente invece, nella sua apparente semplicità, il polpettone, servito in piccole piramidi perfettamente gratinate ed accompagnato da un pomodorino condito.

Per concludere abbiamo condiviso un "Quartetto dolce del Violino Rosso": particolare la scelta di proporre come unica soluzione per il dessert una selezione di quattro assaggi. Questa volta erano previsti una "Crema catalana", un "Tortino al cioccolato con salsa di pere", "Sacher Torte" in bicchiere ed una "Delicata all'arancia". Tutti buoni, ma piuttosto tradizionali, tranne la Delicata, caratterizzata da una forte componente salata, mantre per la Sacher "nuova" solo la presentazione.
Per accompagnare il dolce un bicchiere di eccellente Sherry Pedro Ximenez "Murillo".

Conto finale a 96€ in due per: 3 antipasti(27€), 1 primo(10€), 1 secondo(15€), un piatto di salume(7€), 1 dolce(6€), 1 bicchiere di sherry, 1 bottiglia di vino(18€), 2 bottiglie d'acqua(4€) e 2 coperti(4€).

Per le considerazioni filosofiche rimando alla recensione di Talebano, che condivido appieno. Da parte mia aggiungo solo che la cucina è "alta", almeno nell'accezione data da Davide Oldani (anche qui le materie prime sono piuttosto povere), con ovvie influenze regionali liguri e con risultati "al palato" a mio parere anche superiori a quelli del maestro di Cornaredo, almeno per questa mia prima visita.
A fine cena, complice la serata tranquilla, abbiamo avuto modo di chiaccherare a lungo e piacevolmente con lo chef, Fabio Fauraz: e così abbiamo scoperto che nel suo passato ci sono alcuni anni trascorsi nella pizzeria di famiglia, sempre a Genova, poi il netto cambio di direzione, già in nuce da tempo, e la decisione di imbarcarsi in questa eccitante avventura. Da cliente non posso che ringraziarlo per tale decisione.

In conclusione un locale che è diventato istantaneamente il mio punto di riferimento per cenare a Genova: se poi si considera che casello-casello è a solo un'ora da Milano, mi azzardo a dire che valga anche la trasferta ad hoc. Rapporto qualità prezzo memorabile, in virtù soprattutto dell'entusiasmante livello della cucina. Complimenti allo chef!

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.