Parcheggio funambolico per la nostra contenuta aut...

Recensione di del 31/12/2005

Violino Rosso

68 € Prezzo
9 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 68 €

Recensione

Parcheggio funambolico per la nostra contenuta auto, tenendo conto che nella notte pioveranno anche piatti, sedie o quant’altro.
Entriamo in questo “luogo”, accolti e salutati familiarmente, ci accomodiamo nel soppalco, preparato adeguatamente per la serata; i tavoli un po’ troppo accostati, ma la cosa non ci spaventa: sappiamo che la serata sarà piacevole e piena di sorprese e questo ci basta.

E’ già tardi, siamo bagnati dalla pioggia e infreddoliti dal vento tagliente di Genova; apriamo subito un aperitivo: Jaques Selosse Gran Cru Blanc de Blancs.
Il tempo di finire il calice e subito una patata affumicata, filetto di sgombro e salsa di broccolo. Divorato. La patata: un inno; chi ha affermato che lo sgombro è grasso? Dipende da come si cuoce.

Lo Champagne è finito, apriamo un Trebbiano d’Abruzzo di Emidio Pepe 2001 bio Teramo. Fuori della zona dei Trebbiani ma prodotto ad un’altezza diversa, elegante, perfino per certi aspetti migliore del Valentini, gran sapidità e lungo al palato, ventaglio inesauribile.

"Polipo laccato, saltato alla soia con lenticchie, zenzero e crema di lenticchie".
Eccellente, magari un po’ di soia in più per contrastare lo zenzero.

"Capesante con cannelloni di carciofi cotti sotto vuoto e fegato d’oca".
La capasanta la vedrei lamellata per coniugarsi con il fegato, ma i sapori erano di rara concentrazione e il fondo colloso avvolgente e gratificante per il carciofo e la croccantezza del cannellone. Ottima interpretazione.

Con questo piatto un grande Anjou 2001 bio, Francia. Acidità e gran sapidità.

"Raviolo ripieno di gallo, con creste di gallo e il suo fondo".
Un tantino rappreso, ma di un gusto potente.

Mersault 2000 bio, per opporsi al terroso del piatto. Bello anche sul maialino che seguirà.

"Maialino di Cinta di Paolo Parisi laccato, con radici di Chiavari glassate e spinaci di collina".
Mozartiano.

"Mandorlato di Cologna" affiancato da un Millennium Dulc 97 Rosso passito di vitigno garnaxa. Terre Alte Priorat Spagna. Gran coniugazione.

Non ci siamo accorti che eravamo entrati nel 2006, meno male, ma abbiamo brindato con un Dom Ruinart Blanc de Blancs 90, scevro Chardoney, dolce, stupido e impastato al palato.
Insomma il 2006 non è cominciato proprio bene.

Questo giovane chef sta dando parecchio fastidio ai blasonati, si fa per dire, ristoranti genovesi, goffi e ripetitivi. I genovesi fra l’altro non lo aiutano, fermi nella loro convinzione che sanno mangiar bene.
Storditi se non addirittura offesi dalla genialità di questo ragazzotto autoctono che non molla il territorio e che da materie povere fa fiorire sensazioni, gusti e fragranze ignote al popolo genovese.
Questa sera era in cucina da solo, il secondo mancava e il lavapiatti stordito dai tempi d’esecuzione della cucina arrancava. I coperti ventuno.
Il servizio è stato all’altezza per la cagionevole serata, sempre sorridente e amorevole.

La carta dei vini davvero interessante per le scelte rivoluzionarie con ricarichi giusti.
L’augurio per lo chef Fabio Fauraz e la sommelier Francesca è di trasferirsi un po’ più al centro di Genova per poter lavorare alla pari con gli altri agiati ed adagiati fin troppo, ristoratori genovesi.
Il futuro è tutto suo e fra cinque anni sentiremo parlare di lui e non soltanto dai genovesi. Parola.

Il conto è di 68 euro, esclusi i vini che lo chef ci ha consentito di portare.


Bruno Catapano

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