Cena di San Valentino: solitamente non proprio un ...

Recensione di del 14/02/2012

Retrò

55 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 55 €

Recensione

Cena di San Valentino: solitamente non proprio un test attendibile per un ristorante mai provato, ma mia moglie ed io decidiamo di correre questo rischio. Il locale è di recente apertura ed è sito nel centro di Genova: il parcheggio (a pagamento fino alle 20, gratis successivamente) di Piazza della Vittoria dista poca strada dal ristorante.
Appena entrati veniamo accolti da un gentilissimo cameriere che ci accompagna immediatamente al nostro tavolo, decorato per l'occasione da un palloncino rosso a forma di cuore e da una candela accesa: petali di rosa punteggiano tutto il pavimento delle sale.
L'ambiente è caldo, intimo, con luci soffuse: nel non grandissimo locale, i tavoli di legno antico (o che così appaiono) sono distanziati quel tanto che basta per non pensare di far parte di una tavolata di amici e la musica di sottofondo contribuisce ad una maggior privacy.
Il cortese cameriere, alla richiesta delle nostre preferenze sulle bevande, ci comunica che nonostante il menù sia fisso, avremo la possibilità di variare eventuali piatti non di nostro gradimento. Soddisfatti della precisazione ci affidiamo comunque ai menù previsti (due, ognuno composto da quattro portate) scegliendone uno di terra e uno di mare per gustare le varie proposte. Da bere, scelta da una valida e nutrita lista, una bottiglia di Gewurztraminer e una di acqua naturale.
Dopo pochi istanti, accompagnato dal cestino del pane (integrale, segale e normale) arriva il vino che, stappato in nostra presenza, si rivela essere un'ottima scelta.
La cena si apre con un entrée a cucchiaio composto da un tortino vegetale su di una base croccante con emulsione di zafferano e uno spicchio di pomodoro: riuscitissimo accostamento di sapori che ci predispone ottimamente alle portate successive.
Il servizio è rapido, ma mai invadente, ad ogni intervento per il cambio di piatto o posate non viene mai disdegnato il rabbocco dei bicchieri semivuoti.
Ecco giungere gli antipasti: tartare di ricciola con julienne di mela verde e sciroppo di rossese per me e carpaccio di manzo su salsa al tartufo per mia moglie. La mia tartare è semplicemente eccezionale: il pesce, freschissimo, si sposa sapientemente con le acidule lamine di mela e con lo zuccheroso retrogusto dello sciroppo di vino, formando un mix di gusti in continuo contrasto.
Anche il carpaccio di manzo, servito su un letto di insalatina fresca, si dimostra un piatto riuscitissimo: la carne, morbidissima, viene esaltata dalla salsa al tartufo, certamente non industriale e di una leggerezza rara a trovarsi.
Gli antipasti superano l'esame a pieni voti e anche il pane si dimostra all'altezza della situazione: fresco e croccante.
Nell'attesa dei primi piatti un gradito intermezzo non culinario: una rosa rossa gentilmente offerta dalla casa alla mia consorte (e ovviamente a tutte le altre rappresentanti del gentil sesso alle prese con la cena).
Dopo una giusta attesa dalla cucina ecco giungere i miei taglierini al nero di seppia con gamberi e porcini agli agrumi e una lasagnetta aperta al ragù di selvaggina e crema di patate al timo per mia moglie. Anche in questo caso due ottimi piatti con una menzione in più per la preparazione di mare: i taglierini, di fattura casalinga, impastati con il nero di seppia risultano sodi e al dente, mentre i crostacei e i miceti, in ragguardevole quantità, costituiscono un collaudato condimento. Inoltre, la presenza di sottili filamenti di arancia lievemente croccanti, conferiscono al piatto un lieve sapore acidulo che lo rende particolarmente appetitoso. Il primo di terra, invece, è costituito da una lasagna casalinga, consistente e porosa, appoggiata su una crema di patate leggermente più consistente di un purè e aromatizzata al timo: lo strato di pasta è poi ricoperto da un denso ragù di selvaggina, decisamente appetitoso nonostante non sia riuscito ad individuarne la composizione. Piatto, questo, più tradizionale al palato rispetto all'omologo del menù concorrente ma di tutto rispetto.
L'intervallo tra le portate inizia a farsi leggermente più marcato, forse anche a causa dell'aumentato arrivo di nuovi avventori, ma non siamo in pausa pranzo e i tempi non risultano comunque fastidiosi.
Gong! Terzo round! Fuori i secondi...dalla cucina: trancio di ricciola in crosta di pistacchio con carpaccio di rapa rossa e tagliata di manzo in crosta di pistacchio e cacao al ristretto di porcini. Il mio piatto marinaro questa volta non regge il paragone con i precedenti e risulterà la portata meno azzeccata della serata: la crosta è poco consistente e dà più l'idea di una scialba panatura che di un croccante involucro. Inoltre, il pesce, privo del suo partner gastronomico non rilascia sapori degni di menzione e si accontenta semplicemente di sfamarmi: il contrasto di sapori favorito dalla rapa rossa non è di per sè sufficiente a salvare il risultato. Di diverso tenore è la carne della mia dolce metá: morbidissima e di perfetta cottura con un accentuato contrasto donatogli dall'amaro sapore del cacao presente nella crosta, questa si degna di tal nome. Inoltre il ristretto di porcini unito a quello della carne compone una saporitissima amalgama in cui intingere i bocconi e se avanzata, rende assolutamente obbligatoria la scarpetta finale.
Terminiamo con il dolce, identica proposta per entrambi i percorsi culinari: foresta nera con salsa alla sambuca. Non si tratta, però, della classica ricetta tedesca ma di un dolce al cucchiaio composto da un cuore di cioccolato morbido intervallato da strati di sfoglia accompagnato da una salsa liquorosa: piatto ottimo.
La cena si conclude con due caffè e un amaro gentilmente offerti dalla casa.
Facciamo due conti:
- per i due menù fissi il prezzo era pari a 40,00 euro l'uno e la bottiglia di vino 30,00 euro: come già detto il resto è stato offerto.
Quindi abbiamo una spesa totale di euro 55,00 a testa, assolutamente in linea con la qualità del cibo gustato e del contesto del ristorante: inoltre, avendo il vino inciso parecchio sul conto finale, sarà possibile ridurre quest'ultimo orientandosi su una diversa scelta enologica permessa dall'ampia carta.
Per concludere un ottimo ristorante che abbina un ambiente raffinato (senza intimorire) ad una cucina ricercata che tende a stupire con gusti contrastanti, il tutto condito da una squisita gentilezza dello staff: attingendo un pò all'astronomia e un pò al mondo dello spettacolo, potrei dire di aver appena assisitito alla nascita di una stella...

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