Avendo sentito, e letto anche su ilmangione.it, po...

Recensione di del 05/11/2010

La Bigoncia

65 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 65 €

Recensione

Avendo sentito, e letto anche su ilmangione.it, positivi commenti di questo ristorante, decidiamo di provarlo e prenotiamo per otto.
Il locale è in una casetta che un tempo era una vecchia osteria con annesso gioco di bocce, e nonostante sia a poche centinaia di metri dal traffico di Corso Europa e dai palazzoni del nuovo quartiere di Quarto Alto, si trova in una nicchia di verde e tranquillità che mantiene una piacevole aria campagnola.
L’interno consta di due salette non grandi, in una delle quali è apparecchiato il nostro tavolo. Arredamento e mise en place semplice ma con tovaglie, tovaglioli, stoviglie e bicchieri di discreta qualità.
Ci accoglie la moglie del proprietario-chef, che cura il servizio coadiuvata da un giovane cameriere, mentre il marito sta in cucina e ne emergerà solo a fine serata.
Insieme ai menu ci portano un’eccellente focaccia ancora calda di forno con un bicchiere di prosecco.
La carta offre cinque-sei proposte per portata, tutte piuttosto allettanti, tanto che decidiamo tutti di ordinare antipasto, primo e secondo.
La lista dei vini è piuttosto ricca, con ricarico medio del 100%, e di ogni bottiglia sono spiegate origine e caratteristiche; scegliamo per cominciare una Freisa Pelissero Le Nature, amaro e leggermente frizzante, gradevole, che mi accompagnerà per tutta la cena, mentre altri commensali ordineranno poi altre bottiglie: Nebbiolo Langhe Batasiolo, Barbera d’Asti Tre Vescovi, Lagrein Terlan 2009.

Dopo un intervallo ragionevole arrivano gli antipasti.
Il mio è lingua salmistrata con lenticchie, servita con accompagnamento di salsa verde e una salsa a base di pomodoro. Piatto ineccepibile: lingua tenera e tiepida, le lenticchie di contorno ben stufate,e salse saporite ma non aggressive.
Ho assaggiato anche la cima di vitello ripiena di seppie: un’insolita rivisitazione della nota preparazione genovese per un piatto che trovo, anche se buono, un po’ azzardato.

Il mio primo è ravioli di ricotta con ragù d’oca e funghi porcini; si tratta, in realtà, di piccoli gnocchetti di ricotta e spinaci, con un condimento di oca e funghi semplicemente strepitoso per sapidità e leggerezza.
I miei commensali hanno molto apprezzato i ravioli al “tocco” (tradizionale sugo di carne senza carne trita, come il ragù napoletano).

Il mio secondo: costine di cinghiale con puré di pere caramellate. Anche questo un piatto eccellente: le tre costine, avvolte nella pancetta, sono morbide e gustose e il purè di pere è un accompagnamento perfetto.
Assaggio il secondo scelto da altri, piccione disossato con salsa d’aceto ai lamponi e spinaci, e lo trovo superbo. Rimane un po’ deluso, invece, chi ha optato per lo stoccafisso accomodato alla ligure, che viene giudicato solo discreto.

A questo punto siamo satolli, ma, tralasciata la degustazione di formaggi per cui ci viene portata un’apposita carta, non rinunciamo ad assaggiare i dolci. Si rivela una scelta felice: tutti di preparazione casalinga sono uno migliore dell’altro, e per di più presentati con gran gusto. Purtroppo non rammento le scelte di ognuno, posso solo dire che l’entusiasmo è unanime. Io ho ordinato un semifreddo allo spumante semplicemente delizioso e ricordo un sontuoso piatto di piccola pasticceria secca, ricchissimo e sfizioso.
Mentre sorseggiamo chi un Rhum, chi un sorprendente e amarissimo Barolo chinato artigianale, compare lo chef, che s’intrattiene simpaticamente con noi parlandoci dei piatti che abbiamo mangiato e in generale della sua cucina.
Alla fine il conto, 65 € a testa, considerate le sette bottiglie di vino bevute, ci pare assolutamente proporzionato.
Oltre all’ottima qualità della cucina, semplice ma tutt’altro che banale, va segnalata la precisione del servizio: tempi perfetti, rapidità nel soddisfare le richieste (di vino, pane, acqua ecc.), cortesia.
In conclusione, un’esperienza del tutto positiva. Da ripetere.

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