Avevo notato che Gaia faceva eccezione al deserto ...

Recensione di del 07/08/2007

Gaia - Vini & Cucina

34 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 34 €

Recensione

Avevo notato che Gaia faceva eccezione al deserto di Agosto in città e appena ne ho avuto l'opportunità non ho esitato a tornare ad assaporare la sua cucina e a controllare se i miei positivi ricordi sarebbero stati confermati. Questo piccolo ristorante rappresenta infatti, a mio modo di vedere, una sicurezza a Genova: lo frequento da oltre dieci anni e vi ho sempre mangiato in modo soddisfacente.

Il locale si trova nella parte non medioevale del Centro Storico di Genova, e precisamente nell'ultimo vicolo che scende da Via Cairoli verso Via Lomellini prima dello sbocco in Largo Zecca.
Ci troviamo nella zona posta fra l'Università e il polo museale della magnifica Via Garibaldi (anche conosciuta come Strada Nuova, inserita dall'UNESCO nell'elenco dei siti Patrimonio dell'Umanità), ma pure l'Acquario e il Porto Antico di trovano a breve distanza.
Via Cairoli, che dista forse neppure una decina di metri dall'ingresso del ristorante, è una strada settecentesca che rappresenta la continuazione verso ponente di Via Garibaldi (è detta anche "Strada Nuovissima"). Dal 2004 è stata resa pedonale, al pari della quasi parallela - e sottostante - Via Lomellini, e da allora è divenuta un piacevole passeggio per i Genovesi e per i turisti alla scoperta dei sontuosi palazzi per cui la Superba è celebre. La zona, un tempo non troppo raccomandabile la sera, è diventata trendy negli ultimi anni ed è oggi sicura, anche se sicuramente meno frequentata e viva della porzione occidentale del Centro Storico. Gaia è dunque un'ottima opzione per chi ricerca soprattutto tranquillità.

Il ristorante, non certo di lusso ma qualcosa di più di una trattoria, è formato da un ingresso, dal quale si procede, da una parte, verso la cucina e, dall'altra, verso due salette, capaci ciascuna di circa venticinque coperti. Luci soffuse, colori caldi alle pareti, tavoli ben distanziati. L’ambiente è un po’ quello del ristorantino francese.
D'estate viene montato un piacevole dehors in Via Cairoli ed è proprio là che, senza aver prenotato (ma soltanto perché siamo ad Agosto), veniamo fatti accomodare nell'unico tavolino rimasto libero.

Il menu propone piatti di tradizione ligure, talvolta rivisitata con estro ma con rispetto dei sapori locali. Pur essendo la cucina decisamente orientata sul pesce, sono tuttavia disponibili portate di carne.

Discretamente assortita la carta dei vini, nella quale dominano i vini liguri. Fra le proposte di Pigato, scelgo un Pigato di Albenga DOC - Aimone Gio Batta Vio 2006, servito freddo, profumatissimo, che accompagnerà degnamente le portate. Giusto il rapporto qualità/prezzo.

Un cavallo di battaglia della Gaia sono i testaroli al pesto, ma, incuriosito, mi oriento sui taglierini allo zafferano con ragù di gamberi su pesto leggero, mentre la mia ospite sceglie un antipasto, insalata di polpo alla rivierasca.
I piatti, giunti dopo una non eccessiva attesa, sono ben presentati. I miei taglierini sono fatti in casa e la cottura è perfetta. Il piatto è davvero squisito: il sottile strato di pesto (correttamente preparato) su cui è sistemata la pasta conferisce alla medesima e al condimento un particolarissimo profumo. Un abbinamento, quello fra gamberetti, zafferano e pesto che mi ha piacevolmente stupito.
Assaggio pure il piatto scelto dalla mia commensale ed apprezzo la tenerezza del polpo e la buona qualità dell'olio d'oliva con cui esso e le patate sono conditi.

Secondi piatti.
La mia ospite sceglie a colpo sicuro Buridda di seppie in zemin, da sempre un classico del ristorante. Anche questa volta il piatto non tradisce, anche se le seppie mi sono sembrate appena un po' durette. Lo zemin (sorta di zuppa di ceci e bietole, spezie, funghi secchi) è eccellente.
Io ordino un caposaldo dell’antica cucina genovese, lattughe ripiene, che mi vengono presentate con un sugo di pomodoro un po’ troppo abbondante, perché finisce per sovrastare il ripieno delle lattughe: ripieno stranamente non di magro, gustoso e delicato per via dell’abbondanza delle spezie e delle erbe - maggiorana in primis - di cui esso è ricco, come vuole la tradizione.

Come dolce, scelgo sfogliatina calda con chantilly e frutti di bosco della quale apprezzo la leggerezza e che dunque ben si sposa con la crema dolce e i frutti di bosco, mentre la mia amica ordina ananas al naturale. Si termina con caffé decaffeinato.

Il servizio è stato rapido, discreto, cortese. La composizione dei piatti viene spiegata solo a richiesta del cliente, come pure la provenienza e la tipologia dei vini presenti nella carta. In un tempo in cui le spiegazioni non richieste sono purtroppo la regola, interrompendo la conversazione conviviale, sento di apprezzare anche questo piccolo dettaglio.

Conto: detto del coperto a 2 €, per un antipasto, un primo, due secondi, un dolce, una frutta, due caffé decaffeinati, una bottglia di minerale, una bottiglia di vino (13 €) spendiamo 68,00 euro, prezzo che giudico equo in considerazione della buona qualità del cibo gustato e debitamente presentato in questo ristorante che certamente mi sento di raccomandare.

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