Non si giudica un libro dalla copertina e, forse, ...

Recensione di del 31/12/2011

Baldin

145 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 145 €

Recensione

Non si giudica un libro dalla copertina e, forse, non si dovrebbe giudicare un ristorante dal cenone di Capodanno ma tant'è.
Dopo 15 anni, i figli dai nonni, mia moglie mi chiede di festeggiare il capodanno al ristorante. Titubante perchè sostanzialmente non amo l'evento, scopro su internet il menù di Baldin (ristorante che tenevo d'occhio da tempo) e prenoto. Appuntamento alle 20:30, telefonata di conferma il giorno prima da parte loro(?).
Serata tutto champagne (Perrier Jouet Grand Brut), si inizia con l'aperitivo in saletta. Secondo me il top della serata con prosciutto a coltello, tartine con salmone affumicato, morbida focaccia, crudo di pesce al cucchiaio nature ed alla ligure, tempura di mazzancolle arricchito da un goccio di salsa di soia e ostriche eccellenti servite al naturale (il top), con zenzero e cipollotto, con acciuga e con salsa di scalogno e aceto balsamico.
Ci accomodiamo in sala da pranzo dove i tavoli sono ben distanziati e ci viene riservato un ampio tavolo rotondo.
La sala, non grande, è abbastanza luminosa, bella la boiserie in betulla che trasmette un senso di ordine e pulizia.
Grazioso il bicchiere per lo champagne con serigrafato il fiore Perrier Jouet.
Acqua gassata ed un ottimo servizio di pane e grissini (di certa produzione propria) che viene rifornito con attenzione così come avviene con lo champagne.
La cena prevede quettro portate.

Antipasto: aragosta con fagioli di Pigna. Ottimo e cotto alle perfezione il crostaceo, ho invece faticato a comprendere l'abbinamento ai fagioli, appena lessati e conditi con un filo di olio e limone.

Primo servizio: tortelli di granchio reale con zuppa di zafferano. I tortelli eccellenti sia per la pasta che per il ripieno, peccato per una zuppa eccessivamente saporita e stucchevolmente profumata dallo zafferano (apprezzabile l'utilizzo degli stigmi e non della polvere da bustine). Risultato la mortificazione di un ripeno che, da solo e profumato forse da un goccio d'olio e timo, sarebbe stato eccellente.

Pietanza: cardi, gamberi, fonduta di parmigiano e tartufo bianco. Ammetto di non essere un grosso estimatore degli abbinamenti pesce formaggio per cui un giudizio prevenuto ma, a mio parere, il piatto meno riuscito. Il cardo un pò acquoso ed un po' troppo cotto, il gambero che nella circostanza si perdeva fra l'amaro della verdura ed il salato della fonduta, il tartufo (distribuito per fortuna con grande parsimonia) che anzichè arricchire un piatto neutro come da sua missione, complicava la percezione dell'insieme.

Dolce: sorbetto al passion fruit con polpa fresca del medesimo frutto. Ottimo, senza riserve, perfetto per pulire il palato.
Dopo il brindisi della mezzanotte la cena si è conclusa con i tradizionali mandarini e uva, alcune fettine di panettone tradizionale e genovese, peccato non di fattura artigianale, e dolci al cucchiaio a libero servizio che non ho assaggiato. Caffè decoroso in tazzine strane e di non facile utilizzo.
A proposito di servizio poco perdonabili, visto il locale, errori grossolani quali il porgere il piatto all'uomo prima che alla signora piuttosto che una certa confusione circa il lato di posa e prelievo dei piatti.
Che dire? Se non ribadire la premessa a questa recensione: tornerò perchè sono convinto che il locale non meriti queste mie riserve.
Oggi è così, domani chissà.

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