San Silvestro alla carta, o quasi

Recensione di del 31/12/2014

Antica Osteria Cicchetti 1860

50 € Prezzo
5 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 50 €

Recensione

Rimasti senza valide alternative decidiamo di fare la cena del 31 dicembre in questo ristorante, che già avevamo sperimentato, per vedere se in questa occasione festiva offra qualcosa di più. Prenotiamo per due persone, dopo che abbiamo visto che il menu di San Silvestro offre la scelta fra diverse portate e quindi una certa possibilità di modulare gusti e costi.

Arriviamo verso le 21 e già alcuni tavoli sono occupati; veniamo accompagnati al nostro, vicino alla finestra (è una serata gelida), ma anche a un caldissimo termosifone. La serata aggiunge al menu un po' di musica dal vivo, con repertorio di canzoni italiane, per fortuna non troppo invadente per l'udito e che presto sarà quasi superata dal vociare dei commensali delle tavolate più numerose.

Prima di sedermi, debbo aspettare che qualcuno mi prenda cappello e cappotto perché accanto al tavolo e comunque nella nostra sala non ci sono attaccapanni. Poi ci sediamo e guardiamo il menu e la lista dei vini; sul tavolo apparecchiatura natalizia (tovaglioli di carta!), due bicchieri, una bottigletta di olio e.v.o., un cestino con datteri e pistacchi tostati: manca il cestino del pane che dobbiamo chiedere e ci viene poi recato con debite scuse: contiene dei panini freschi e dei grissini sfusi piuttosto buoni.

Mentre scegliamo ci viene portato un piccolo 'benvenuto' dalla cucina: quattro vol-au-vent tiepidi farciti di una maionese aromatizzata; a me pare che la sfoglia tiepida avrebbe preferito essere guarnita da una piccola fonduta o da una crema al formaggio e non da una salsa fredda e acida come la maionese, comunque. Ordiniamo acqua frizzante (viene portata Sanpellegrino in bottiglia) e 1/4 di vino bianco Cortese del Piemonte. Dal menu, che offriva anche un flan di fagiolini e un antipasto di mare (con baccalà, polpo e salmone), scegliamo le capesante gratinate di antipasto, che ci arrivano a spron battuto e si riveleranno forse il piatto più apprezzato: due a testa, calde, morbide e gustose, velate di pane grattugiato e aromatizzato.

Dei primi, che includevano anche delle trofie di castagne condite con pesto e prescinseua, scegliamo ravioli di pesce (quale?) in crema di gamberi e ravioli di carciofi ai formaggi. Le vivande arrivano presto, calde, ma non bollenti, in porzioni giuste (non abbondanti): dei ravioli di carciofi (dovrebbero essere nel ripieno, ma anche la pasta è verde) si può dire che la cottura non è proprio al dente e che il condimento a base di formaggio (parmigiano? taleggio? gorgonzola?) oscura del tutto il sapore dei carciofi; dei ravioli di pesce, appena un po' meglio cotti, il gusto è accettabile, si distingue quello del ripieno ittico dalla cremina di gamberetti (boreali? surgelati?), ma l'esecuzione lascia comunque a desiderare (il condimento conterrà della panna, temo).

Il servizio è gentile, ogni volta ci vien chiesto se il piatto è di nostra soddisfazione, forse un po' più premuroso agli altri tavoli, dove siedono commensali che sembrano già noti ai gestori. Dei secondi piatti, escluso il manzo con ratatouille di verdure, optiamo per lo spiedino di pesce e il soufflé di zucca con fonduta casearia. Ci viene fatto attendere un poco di più, che farebbe pensare a una preparazione espressa, ma il bello è che il soufflè arriva tiepido e non caldo e parimenti lo spiedino (ma questo forse si capisce perché i gamberi e le seppie che lo compongono, insieme ai pomodorini e agli spicchi di ananas, risultano così appena scottati, serbando il sapore del pesce crudo - se piace).

Dei due piatti sicuramente lo spiedino, oltre che scenografico (sono due schidioni con gli ingredienti appena descritti), è quello più gustoso e riuscito, soprattutto per i quattro grossi gamberi; si sarebbe gradito un piattino per gli scarti. Poiché è il 31 dicembre il menu prevede, offerto dalla casa, il cotechino con le lenticchie: ci viene chiesto se lo desideriamo, perché c'è da aspettare un po' (c'est bizarre, come direbbero i francesi: il cotechino si può preparare con anticipo, come le lenticchie, e si possono poi rapidamente riscaldare al microonde prima di impiattarli).

Ci sono poi anche dei dolci della casa a scelta: visto che siamo indecisi sul dolce e ci dispiace privarci del cotechino rituale, dopo breve conciliabolo con la cucina, ci viene detto che possiamo aver subito il cotechino con lenticchie (ne chiediamo una sola fetta, essendo già abbastanza sazi).

Dopo poco infatti ci viene servito bello caldo: ovviamente gustoso, ma nella norma (lenticchie al dente: personalmente preferisco quelle preparate in casa mia, anche per la sapidità complessiva).

In fondo, i dolci fanno sempre piacere: perciò ci facciamo ripetere in cosa consistono e scegliamo una fetta di panettone con salsa allo zabaione e una fetta di meringata. Del panettone che dire? non si capisce se sia secco, perché esposto all'aria per troppo tempo o addirittura leggermente 'biscottato' e coperto da uno zabaione, pure freddo. Non proprio quello che ci aspettavamo.

La meringata, senza storia, è decorata con salsa al cioccolato (probabilmente confezionata). Intanto si è fatto tardi e vogliamo rientrare per la mezzanotte, perciò ci avviamo al guardaroba, dribblando il musicista, e poi alla cassa. La ricevuta assomma a 100 euro, con abbuono di 4 euro di coperto.

Data la serata e la numerosità delle portate (benvenuto, antipasto, primo, secondo, assaggio di cotechino, dessert) il rapporto quantità/prezzo si può valutare favorevolmente, ma se parliamo di qualità/prezzo allora è un altro discorso.

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