Da quando ho scoperto “ilmangione.it”, le mie fuor...

Recensione di del 10/02/2012

Nuovo Cicot

13 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 13 €

Recensione

Da quando ho scoperto “ilmangione.it”, le mie fuoriuscite dalla routine, in compagnia di mio padre, sono diventate ancora più piacevoli perché, oltre ad essere più informato su trattorie, agriturismi e piole, alla sera, mentre mi godo il ripasso della giornata, mi diverto a scrivere qualche riga di commento sul posto che ha sfamato due giovincelli di sessantadue e ottantotto anni.

Oggi siamo stati da Nuovo Cicot di Frinco. Il ristorante era già noto a mio padre, perché circa trent’anni fa era stato a festeggiare la conclusione di un corso di preparazione finalizzato all’assunzione, come aiuto macchinista, da parte delle Ferrovie dello Stato, ma l’aggettivo “nuovo” lo incuriosiva, per cui è stato subito contento che lo riportassi in quel luogo.
Ci ha accolto una signora gentile e sollecita nell’indicarci il posto in cui accomodarci, ma il suo sorriso non è andato oltre alle labbra (direi: un po’ freddina).
La saletta conteneva una decina di tavoli ben distanziati fra loro, alla parete una pendola con alcune appliques d’epoca cercavano di dare un tocco di originalità ad una camera perfettamente cubica, un po’ anonima, illuminata da due finestroni aperti sull’ampio parcheggio antistante l’ingresso del ristorante.
La cameriera, mentre prendevamo posto, ha subito chiesto se volevamo il menù turistico o quello completo e cosa desideravamo da bere. Abbiamo optato per il primo e una caraffa da litro di vino rosso: uvaggio misto locale, ma di discreta qualità.

La serie delle portate si è aperta con una squisita insalata russa, artigianale, con bei quarti di uova sode a corredo di una mescola di verdure cotte dalla cuoca, legate da maionese e tonno. Una buona, vecchia insalata russa dei tempi andati, a mio parere.
Il primo, tagliatelle (industriali, di buona marca) al ragù casalingo, aveva il sapore di quello cucinato in famiglia: pomodoro fresco, carne macinata grossolanamente e aromi da orto contadino (non i soliti insaporitori che rendono i sughi italiani tutti con lo stesso gusto dal nord al sud).
La proposta dei secondi: cotoletta di tacchino, braciola di maiale, bistecca ai ferri o faraona al forno, ci ha invogliati a scegliere faraona e tacchino. Le due portate, contornate da patate al forno e fagiolini, sono state un’ulteriore conferma della semplicità della cucina e della ricerca di offrire ai clienti più sostanza che forma.

La cuoca, prima dei dolci, è venuta a sincerarsi che tutto stesse andando bene, ma che, soprattutto, avessimo apprezzato la qualità delle materie prime usate: tutte provenienti da fornitori di Frinco o di paesi limitrofi.

Il dessert, una bella fetta di zuccotto e una di “bunet dla nuna” (per i non piemontesi: budino di cioccolato, amaretti, uova e latte cotto a bagnomaria in forno), ha conclusa il pranzo.
Chiacchierando con il titolare, attardandoci ancora un po’ a tavola, abbiamo poi sorbito un buon caffè ed una grappa Bosso.

La spesa è stata di 13,00 euro a testa.
Sicuramente da ritornarci in giornate festive in cui l’abilità della cuoca venga messa alla prova su menù più impegnativi. Se il buon giorno si vede dal mattino...

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