Per festeggiare un piccolo evento decidiamo di tor...

Recensione di del 02/10/2011

Hostaria della Macina

35 € Prezzo
6 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 35 €

Recensione

Per festeggiare un piccolo evento decidiamo di tornare in questo locale di cui abbiamo un ricordo gradevole. Prenotiamo per le venti, a quando arriviamo notiamo che il grande parcheggio a disposizione è già tutto pieno (strano, di domenica sera). Perplessi entriamo temendo una serata di banchetti. In effetti la prima sala, la più grande, è piena, si festeggia un battesimo e il suono delle voci supera parecchio lo standard dei decibel sopportabili. Il nostro sconforto dura pochissimo, perché una gentile signorina ci conduce nell'ultima saletta retrostante, (sono in tutto tre sale) molto tranquilla, dove staremo bene. Questo locale mi fa allegria, pareti bianche, design moderno, ma con le sue tovaglie a fiori riporta un tocco di campagna a smorzare il tono freddo dell'arredamento. E' un mix particolare che me lo rende acccogliente.

Ci portano l'acqua e la carta, il pane è già nel cestino sul tavolo, affiancato da buoni grissini artigianali. Nel menu tante le proposte sia del territorio che di pesce; decidiamo di prendere antipasto e secondo.

Mio figlio non si fa mancare la solita battuta di fassona al coltello con scaglie di parmigiano, per me un uovo affogato su fonduta di toma e porcini e per mio marito del salame della duja al coltello. Il salame si rivelerà strepitoso, mai mangiato un salame della duja così buono, nella norma la battuta, forse un po' pesante la fonduta di toma con l'uovo, ma me lo immaginavo già al momento della comanda....quindi mea culpa.

Ai secondi una volta tanto ci mettiamo d'accordo e siccome mio figlio ha un ottimo ricordo del tapulone (carne d'asina macinata cotta nel vino), il piatto tipico di questa zona, optiamo tutti e tre per questa scelta.
Il vino che scegliamo per accompagnarlo, un Nebbiolo abbastanza giovane, di facile beva, un po' troppo magro di corpo per i miei gusti, ma a mio marito non piacciono i "vinoni".
Il tapulone arriva, contornato da due fette di polenta grigliata, ma è diverso dagli standard del borgomanerese. Qui per esempio c'è la presenza di pomodoro che per la patria del tapulone, Borgomanero appunto, è una eresia. Comunque mio figlio se ne mangia due piatti (sì, anche il mio, a me non va, anche l'odore non mi è gradito). Mio figlio condivide la mia idea che non sia proprio eccezionale, ma se lo mangia.

Ancora un po affamati (quanto manca la pasta, eh?), prendiamo tre dolci.
Una millefoglie con salsa di ricotta al caramello per me, una crema di nocciole cioccolato e caffè per il figliolo, mio marito godrà di more calde con gelato alla vaniglia.
Tutti i dessert sono buoni, la sfoglia del mio dolce è davvero fragrante e leggerissima. Li abbiniamo a un Passito di Donnafugata (così così) e ad uno Sherry 12 anni (decisamente buono).
Se ne va un'altra bottiglia di acqua minerale e mi bevo un caffè decaffeinato.

La cena è finita, la simpatica signora che ci ha seguiti è stata sempre molto affabile, qualche pietanza non si è rivelata conforme alle aspettative, ma rimane comunque un locale dove scegliendo in maniera accorta si può uscire soddisfatti. Il conto nel dettaglio: coperti (tre) 9 euro (mannaggia a 'sti coperti...); tre antipasti 29 euro; tre secondi piatti 30 euro; tre dessert (comprensivi di due bicchierini di vino abbinati) 19,50 euro; una bottiglia di Nebbiolo 13,50 euro; due bottiglie di acqua minerale 4 euro; un decaffeinato 1,20 euro. Totale 106,20 arrotondato a 106.

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