Dopo tre anni di assenza, ho avuto l'opportunità d...

Recensione di del 25/05/2005

Enoteca Pinchiorri

300 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
10 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 300 €

Recensione

Dopo tre anni di assenza, ho avuto l'opportunità di passare una splendida serata nel ristorante fiorentino.

Tralascio la descrizione del luogo che ormai, in più di un'occasione,
altri prima di me hanno riportato con dovizia di particolari; mi limito soltanto a dire che, dopo la ristrutturazione avvenuta due anni fa, il locale ha guadagnato ancora di più in fascino e, con riferimento ai locali della cucina, funzionalità.

Sono arrivato con 10 minuti di anticipo e ho raggiunto altri 3 commensali
all' interno della saletta di attesa dove siamo stati omaggiati di un calice di
Krug 1990 - strepitoso (!), accompagnato da piccole cialde ricoperte di
pistacchi di Bronte.

All'arrivo delle persone mancanti, siamo stati fatti accomodare in uno splendido tavolo rotondo (non capisco perchè non ne hanno preferito uno lungo e stretto tipo fratina da sette), unico tavolo all'interno di una saletta dove purtroppo è consentito fumare.
Da quanto so è l'unico ristorante fiorentino che è riuscito ad adeguarsi alla ferrea normativa del fumo nei locali pubblici.

Abbiamo mangiato:
- filettino di sogliola con panatura al pomodoro secco su melanzana grigliata e purea affumicata sempre di melanzane.. ottimo..
- trancio di rombo arrostito su passatina di cipolle e.. qualcos'altro.
- aragostina panata alle olive verdi con gnocco di semolino e mousse di baccalà... strepitoso.
Piccolo appunto che posso fare è che tutte e tre le preparazioni avevano una panatura che, seppur con ingredienti diversi, dava un senso di ripetitività poco piacevole (giusto per spaccare il capello).

Questi piatti sono stati accompagnati da un Mersault 1er Cru Les Charmes del 2001, splendido chardonnay di Borgogna estremamente secco con sentori di menta piperita.

Sono seguiti dei piccoli rotolini di pasta della dimensione appena maggiori di un garganello, riempiti con salsiccia di capra su una passatina dal gusto dolce che ben contrastava la sapidità dell'insaccato e uno splendido petto di piccione cotto al puntino su un tortino di patate e verdure accostato ad un cubetto di polenta grezza e lardo.
Questi ultimi due piatti sono stati accompagnati da uno splendido Pinot nero di Borgogna di cui purtroppo ho dimenticato il produttore... ho passato le ore con il naso infilato nel bicchiere per sentire tutte le evoluzioni che questo vino ci ha regalato, fine elegante e allo stesso tempo complesso e austero, sentori di caffè, cacao, tostatura... una meraviglia.

Piccoli assaggini di dolci; siamo stati letteralmente circondati da ogni ben di dio, ciotoline, biccchierini, alzate, scodelline contenenti granite di moscato, sorbetti di frutta, mousse di cocco e menta... e quant'altro... tutto questo accompagnato da un calice di Tokaji Aszu 5 puttonyos.

Al termine del pasto abbiamo visitato l'enorme cantina, oltre alla cucina.
La descrizione di quanto ho visto lì sotto è assai difficile, quasi inimmaginabile: muri e muri di casse di tutti i migliori vini di Bordeaux, di Borgogna, della Loira, della valle del Rodano, verticali di Chateaux d'Yquem di
impressionanti annate come il 1890 (o giù di lì), muri di casse di Romanèe conti di tutte le annate possibili, magnum, doppie magnum, imperiali di vini di cui, purtroppo si può solo sentir parlare..
La visita è durata quasi un quarto d'ora passato attraversando un dedalo di cunicoli formati dalle casse sovrapposte l'una all'altra ed in tutto questo tempo vi confesso che non ho mai smesso di avere la pelle d'oca, un brivido lungo la schiena che non mi ha abbandonato se non dopo essere risalito al piano superiore dove la signora Feolde si è intrattenuta in una amabile conversazione.

Siamo ritornati nella saletta dove tre signori americani hanno chiesto di visionare di nuovo la carta. (era mezzanotte passata) e da lì hanno scelto Cheval Blanc 1966 !

Abbiamo finito la serata con una lunga chiacchierata con il simpaticissimo sommelier napoletano di cui non ricordo il nome e con Luca Gardini, giovane promessa della sommellerie italiana, già campione italiano.

Arturo

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