Bistecca da gran premio della giuria

Recensione di del 28/04/2015

Da i' Coco Filippo

30 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 30 €

Recensione

Firenze, collega Inglese che vuol mangiare carne, possiamo andare in un posto nuovo oppure provare il Coco Filippo che da tanto volevo testate ma che non avevo mai provato perchè la Domenica tiene chiuso.

Si prende un taxi, siamo semicentrali come location, piccolo avvertimento attenzioen alla R del numero civico perché sta per 22ROSSO e senza quella il posto non lo trovate anche perché da fuori è proprio piccolo e difficile da vedere.

Detto questo nell’ingresso c’è solo il bancone bar e cassa e si viene fatti scendere dalla solita scala angusta nella sala da pranzo nell’interrato. Niente finestre ma ambiente ben illuminato, alle pareti testimonianze di caccia, campeggia una grande scaffalatura con le bottiglie di vino. Tavoli ben distanziati ma un po’ angusti, molto tipici in legno con tovagliette della solita carta grezza, un bel coltellaccio da carne ed il calice per il vino già pronto.

Menù tipico che più tipico non si può, per me scelta difficilissima vista la quantità di tentazioni ma alla fine vado sul peposo dell’Impruneta mentre ovviamente i due colleghi vanno sulla Bistecca (che si ostinano a chiamare Fiorentina malgrado continui a correggerli ). Plauso al cameriere che quando il collega Torinese chiede al collega Inglese il livello di cottura lo interrompe, con un tono gentile ma imperativo, con la sicurezza che è solo dei giusti, facendo notare che la bistecca ha un solo livello di cottura e quello deve essere!

Carte dei vini ben costruita, 95% ovviamente toscana e suddivisa per zona di produzione, ricarichi buoni. Avevo già adocchiato un Chianti Classico La Vendemmia 2011 di Dievole e quello prendo, con grandi risultati: ottimo vino, uno spettacolo al naso, bacche, sottobosco, tostature, in bocca rotondo e persistente.

Nell’attesa ci portano un piatto di salumi ed il pane sciocco, primo commento sul pane, morbidissimo, fresco, soffice. Buon livello i salumi, straordinaria la coppa che è stranamente delicata, tagliata ancora con la sua pelle, ottimo il prosciutto, basso e salato e molto rustico, bello grasso come piace a me. Non male salame e finocchiona ma niente di più, forse perchè sono troppo assuefatto a quest’ultima.

Cominciamo dal mio peposo, bei pezzi di carne scurissima appoggiati su un fettone di pane, una abbondante dose di sughetto sul fondo e tanti grani di pepe nero, stiamo fondamentalmente parlando di uno stracotto. Sapore molto speziato che domina finanche quello del vino, molto forte, molto gustoso, unico difetto una carne non ancora sufficientemente tenera, forse un’altra mezz’ora di cottura non gli avrebbe fatto male.

La bistecca è uno spettacolo per gli occhi, un pezzo da un chilo e due abbondante servito già tagliato in un piatto, con un incredibile contrasto cromatico fra il rosa intenso dell’interno ed il marrone scuro dell’esterno. Passando alla prova d’assaggio il giudizio positivo è ribadito ed anzi amplificato, qualità della carne molto alta, umori ben trattenuti durante la cottura che si diffondono in bocca quando la si addenta, perfettamente croccante la parte esterna e morbida al punto giusto quella interna. Come hanno detto loro, la sua cottura ideale, non troppo crudo l’interno, non troppo cotto l’esterno, veramente una delle meglio preparate che abbia mai preso.

D’accompagnamento un classico ovvero dei fagioli cannellini serviti in un piatto di peltro e delle patate al forno su un piatto di ceramica, ottimi entrambi.

Saliamo per pagare il conto, sono 30 euro a testa che con un chilo duecinquanta di bistecca ed il vino è veramente un prezzo interessante. Da tornarci più spesso.

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