Spinto dalla recensioni positive presenti sul sito...

Recensione di del 25/10/2008

Crott del Vecc

40 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €

Recensione

Spinto dalla recensioni positive presenti sul sito, aprofittando di una serata autunnale priva di impegni, mi sono recato con buone aspettative in questo ristorante di Fino Mornasco. Purtroppo raggiungere il luogo non è una delle imprese più semplici in quanto il navigatore satellitare mi conduce nella piazzetta antistante una chiesa di Fino, ma del ristorante non c'è traccia. Dopo una breve telefonata con la proprietaria del locale, capisco che le indicazioni sono completamente errate e causa delle spiegazioni approssimative al telefono ci impiego parecchi minuti prima di giungere sul posto. Il parcheggio non è agevole e lascio l'auto lungo la strada. Finalmente entro nel locale.
Il nostro tavolo è proprio nella saletta d'ingresso, abbastanza semplice e piccola ma piacevole a guardarsi, mentre intravedo altre due stanze che mi sono sembrate ancora più carine. Dopo aver chiarito i disguidi nel trovare il posto con la proprietaria (disguidi che peraltro colpiranno un'altra coppia giunta successivamente) ci sediamo al tavolo e consultiamo la carta.

Ordiniamo come antipasto del culatello di Zibello con burrata per me e polipo con olive taggiasche su crema di patate per Paola. Il culatello è davvero buono e il piatto abbondante, tuttavia la burrata è un po' troppo fredda e non si sposa perfettamente al salume (uuna temperatura ambiente sarebbe stata più gradita). Il polipo è invece favoloso. Il sapore è delicato ma caratteristico e si scioglie in bocca. Ancora una volta la mia lei ha fatto la scelta migliore. Essendo entrambi amanti dei salumi, colpiti dallo zibello, ordiniamo un altro antipasto da dividere in due e optiamo per i salumi della casa. Tutti molto buoni, dal prosciutto al salame d'oca, che però ci saziano già abbastanza.

Ci buttiamo poi decisamente sui tanto decantati primi e la scelta non può che essere delle migliori. Io opto per la calamarata già abbondantemente descritta in altre recensioni. La pasta fatta in casa a forma di calamaro è morbida al palato e il sapore del sugo di pesce ne costituisce un condimento eccezionale, fortunatamente non troppo invadente, delicato e gustoso. Ottimo piatto.
Ma l'apoteosi è la chitarra alla norcina scelta da Paola. Assolutamente il miglior primo piatto che io abbia mai assaggiato. Il sapore è forte e decisamente invitante e l'uso abbondante di burro, da me adorato, crea un sodalizio fantastico con la salsiccia. Un piatto da 10, anzi da 9,5 in quanto un difetto ce l'ha. Il piatto è troppo abbondante e il sapore superbo e forte alla fine "stanca" un po', ma siccome è un peccato avanzare qualcosa di questo primo, aiuto la mia lei a finire la prozione. Ad ogni modo consiglierei al ristoratore di proporne un assaggio, senza esagerare con la porzione.

Al termine dei primi siamo oltre che sazi. Come bevande abbiamo accostato ai piatti dell'acqua e una caraffa da mezzo di vino della casa, o almeno questa era l'intenzione in quanto ci viene portata una bottiglia di Chianti, mentre al tavolo dei commensali vicini portano una caraffa di vino sfuso da mezzo litro. Non ho fatto notare il possibile errore alla cameriera in quanto tutto il servizio mi è sembrata un po' frettoloso e distratto.

La cena viene conclusa con dolce e caffè per la mia compagna e amaro per me. Il dolce, la torta di grano saraceno con marmellata di frutti di bosco non entusiasma nè Paola nè me, anzi l'impressione è che la marmellata non sia di qualche produzione di zona, bensì volgarmente presa dal supermercato.
Il conto finale è di 80 euro, spesi bene a parte qualche episodio singolo come quello del dolce. Il giudizio è di sicuro positivo, da rivedere il servizio. Ci torneremo di sicuro, magari provando i secondi e dare così una opinione completa, offrendo una seconda opportunità all'accoglienza non caldissima, la nota stonata di una cena quasi perfetta.

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