Siamo giunti a Finale Ligure dopo una giornata di ...

Recensione di del 09/09/2011

U Recantu da Ciassa

18 € Prezzo
4 Cucina
4 Ambiente
4 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 18 €

Recensione

Siamo giunti a Finale Ligure dopo una giornata di lavoro in previsione della due giorni di "Finale for Nepal". Naturalmente essendo la stagione ancora in pieno regime e venerdi sera, molta gente è arrivata anch'essa per la manifestazione, veniamo rimbalzati dei ristoranti che frequentiamo di solito.
Ci torna in mente questo ristorante/pizzeria nella quale avevamo mangiato molto tempo fa, giusto fuori le mura del Borgo.
Stranamente, quando arriviamo c'è poca gente e il posto sembra non essere più lo stesso. Siamo affamatissimi e nonostante i cattivi presagi ci accomodiamo ad un tavolo all'interno del locale che ci viene apparecchiato mentre siamo seduti da un ragazzo che poi si rivelerà essere il pizzaiolo.
L'ambiente è veramente spartano; tutto sul tono del giallo ocra dalle pareti alla sovratovaglia di cotone. Tavoli quadrati sparsi un po' qua e un po' là senza un'apparente logica con vista sul bancone del bar/postazione pizza/spina delle bevande. Apparecchiatura con piatti posate e bicchieri entry level.

Ci vengono portati i menu. Poche le proposte, direi quattro o cinque per categoria, e poi un elenco di pizze di numero sufficiente.
Per un po' veniamo dimenticati da tutti, mi alzo dal tavolo giusto per chiedere se possono portarci almeno da bere e del pane. A questo punto ci viene portato un cestino di pane fatto con la pasta di pizza, discreto, dei grissini industriali e mezzo bianco della casa (cattivon che poi non berremo prendendo invece una birra media, insapore ma bevibile).

Finalmente viene la signora (proprietaria?) a prendere le ordinazioni. Io prendo un fritto misto con delle verdure grigliate, mentre il mio consorte al volo, visto che non era stato considerato come "ospite mangiante", una pizza al salame piccante. Nel frattempo arrriva un piattino con dei piccoli pezzi di farinata fredda/gommosa e unta. Ringraziamo per il pensiero ma il tutto rimane dove era.

Arriva la pizza. Pasta decente, non proprio cotta bene e pomodoro non acido, ma la copertura lascia a desiderare. Mozzarella industriale e salame piccante tipo tedesco (riconosciuto dalla grana tipo ungherese e leggera affumicatura)tagliuzzato invece che a fette, anche questo rimarrà nel piatto.
Arrivano in un secondo momento il fritto e le verdure. Fritto: composto da gamberi e anelli di calamaretti. Decenti i primi anche se unti, "tostati" vista la minuscola dimensione i secondi; verdure grigliate tre fettine di zucchina, tre di melanzana e una falda di peperone direttamente, a mio parere, dalla "busta dei surgelati".
Ne abbiamo abbastanza e anche se non particolarmente sazi nè soddisfatti paghiamo il conto e ce ne andiamo da Tia Pepa, chissà se con due buoni rum spiced la serata possa prendere una piega diversa, ma questa è un'altra storia.

Dov'è andato il vecchio ristorante di una volta? Sigh. Questa nuova gestione a scartamento ridotto (tre persone in tutto; un pizzaiolo, un ragazzo in cucina e la signora a gestire la sala) e materie prime veramente low cost ha fatto si che il livello (onesto) di una volta precipitasse nel baratro.

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