Andare a cena da Laura al ghetto

Recensione di del 04/01/2019

Osteria del Ghetto

33 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 33 €

Recensione

A Ferrara si trova, come in molte altre città italiane d'altronde, un antico quartiere ebraico ricco di vicoli e scorci caratteristici. Nel quartiere è possibile trovare alcuni locali che, insieme ai piatti della cucina ferrarese, propongono piatti della tradizione ebraica. Stasera decidiamo quindi di cenare in uno di questi, che gode di buona fama in città.

Le sale (due) allestite per accogliere i clienti si trovano al primo piano; sono accoglienti anche se arredate con semplicità, sedie rustiche impagliate a sottolineare il tratto da “osteria” del locale. La gestione è in mano alla signora Laura, la proprietaria, che sovrintende il lavoro in sala ed appare l’anima del locale: abbiamo imparato che molti qui infatti dicono di andare a mangiare “da Laura al ghetto”.

Una volta accomodati consultiamo il menù, che peraltro abbiamo già avuto modo di studiarci all'ingresso, e quindi siamo in grado di fare rapidamente le nostre ordinazioni. Scegliamo due primi piatti: io resto sulla cucina ferrarese con i cappellacci di zucca al burro e salvia, mentre mia moglie sceglie un piatto che viene segnalato come ebraico, i maccheroni con melanzane, pomodorini e menta. I miei cappellacci sono buoni, ovviamente dolci, ma non troppo (come a volte capita di assaggiarne) da risultare stucchevoli, la pasta è soda e consistente: una scelta azzeccata. Il primo di mia moglie è decisamente più saporito, ricorda i sapori del nostro meridione, il profumo della menta è evidente e conferisce particolarità al piatto.

Come secondi piatti prendiamo Faraona con pere, cannella e zafferano e Tajine di agnello. In entrambi i piatti la derivazione etnica risulta evidente e li caratterizza molto piacevolmente. Mia moglie ed io ce li siamo divisi, per poterli gustare entrambi: morbidissimo e saporito lo spezzatino di agnello in un intingolo di verdure, molto particolare il sapore della faraona, addolcito e profumato dalla presenza dei tocchetti di pera e delle spezie.

Le porzioni abbondanti ci rendono completamente sazi e quindi passiamo direttamente ai caffè. Abbiamo bevuto una bottiglia di un discreto Sangiovese superiore, l’ Epipogio della azienda Bulzaga, buon corpo e morbido nei tannini. Paghiamo un conto onestissimo di 65 euro.

Serata estremamente piacevole; abbiamo assaggiato piatti con caratteristiche particolari, presentati in maniera semplice, senza fronzoli ma preparati con l’attenzione che si deve alle ricette tradizionali. Unica pecca il servizio. La signora Laura controlla come meglio può, ma le due ragazze che la aiutano sono risultate un po’ approssimative e confusionarie. Poco male, cresceranno…

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