Arrivati a Ferentillo si deve prendere la strada p...

Recensione di del 01/06/2005

Piermarini

40 € Prezzo
5 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €

Recensione

Arrivati a Ferentillo si deve prendere la strada per Ancaiano, la segnaletica del ristorante è comunque molto chiara e difficilmente ci si perde, poco dopo aver imboccato tale strada si raggiunge la "Residenza Di Campagna Piermarini".
Necessitavo di un ristorante in zona, e, alla fine, non ho avuto voglia di immettermi in un traffico cittadino di Terni con possibile difficoltà di parcheggio, quindi ho scovato questo posto sulla guida dell'Espresso 2005.

La piccola piscina vicino all'entrata è parecchio invitante sotto questo sole cocente dei primi di giugno. Di fronte alla piscina c'è una veranda molto old fashion che pare essere ancora in fase di finitura, poco dopo troviamo l'entrata del locale.
Apparecchiatura curata, i toni pastellini con predominanza di giallino e verdino, confesso che il primo impatto è, da parte mia, piuttosto sospettoso. Spesso in località un poco fuorimano è facile imbattersi in posti che più che eleganti tendono ad esser pretenziosi e la cui cucina rispecchia fedelmente la spocchia senza sapienza né sostanza dell'ambientazione, gli avventori di simili giardini di delizie spaziano dal turista all'azienda con i suoi pranzi di lavoro.

Quindi con sopracciglio leggermente inarcato mi accosto al menù; questo è presentato su fogli un po’ slegati fra loro e molto grandi rispetto all'esiguo numero delle proposte, con il cartoncino non proprio immacolato. Trovo piatti interessanti soprattutto fra antipasti e secondi.
Ordiniamo degli Assaggi di stagione della casa che si rivela essere davvero un bel piatto ricolmo di vari e allettanti piccole entrate: ciliegine di mozzarella con ricciolini di insalata (molto fresco anche se, come spesso accade, la mozzarella risulta assolutamente anonima e con poco sapore) stessa cosa per una sorta di sandwich di mozzarella farcito di ricotta e condito con qualche goccia di salsa tartufata fatta, comunque indubbiamente in casa (quelle comprate le riconosco immediatamente), come dicevo ottima idea ma per la mozzarella manca una buona materia prima; due fette di prosciutto buonissimo servite a conchetta con dentro palline di melone bianco, due fette di salame molto morbido locale, strepitose, e vari triangolini di pane bruschettato farciti di formaggio, eccellenti; ancora, un crostino con salsa di fagioli cannellini e filo d'olio.

Personalmente decido di saltare i primi in quanto le proposte non mi invogliano più di tanto: non sono una grande amante del pomodoro quindi escludo le fettuccine di farro e anche la pasta locale tipo stringozzi alle erbe, ho troppo caldo per un risotto e gi spaghetti mi deprimono pure se sono al tartufo. Infatti questi ultimi risultano essere normalissimi spaghetti nemmeno di pasta secca di alta qualità (personalmente sono pochissime le paste secche che concepisco possano venire servite in un ristorante ma anche in una trattoria), in particolare più che spaghetti al tartufo erano conditi con una salsa di porcino e tartufo fatta in casa ma molto cremoso-vellutata, io preferisco il tartufo nudo nella sua essenza, comunque ci sarebbe stata meglio una pasta più ruvida, ovviamente fatta a mano.
Al posto del primo prendo un altro antipasto: fagioli alla boscaiola (credo) con fetta di pane all'olio, ottimo olio, curiosi i fagioli con sospetto di pomodoro e con le immancabili gocce di salsa tartufata.
Il timore che l'agnello disossato tartufato che avevamo ordinato come secondo, si presentasse anche esso, nuotante nella salsa tartufata aveva già preso possesso delle nostre menti. Fortunatamente non è stato cosi', ci viene servito l'agnello in piccoli bocconcini di giusta cottura e consistenza (giustamente cotti perché trattasi di zona nervettata, molto gustosa, non di polpa da dover mantenere rosata) accanto, dei fagiolini perfettamente sodi, cotti con spruzzata di aceto. Il tartufo non era in salsa ma nel fondo di cottura dell'agnello (ricordo che il tartufo umbro non si "gratta" sopra ma viene sbriciolato normalmente nel fondo di cottura).

Come dolce un corretto crem caramel su letto di crema al profumo di mandorla ed un insuperabile cestino di croccante con mousse di ricotta e mandorla amara, bella anche da vedere con le lamelle di mandorle a guarnite il tutto. Perfetta la consistenza del croccante e la freschezza ed il sapore della ricotta.

Due caffè finali. Conto di circa 40 euro senza vino. Un posto comunque interessante che deve ancora rodare un po’ ed affinare le proposte a partire dalle materie prime. Se come termine di paragone, allineato come prezzo trovo le trattorie della mia città, questo è un posto veramente notevole, ma c'è anche da dire che qui il paragone viene spontaneo farlo con il vicino Cantico, vicino in termini chilometrici ma parecchio lontano come qualità per poter anche solo pensare ad un raffronto.

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