Immersa tra i vigneti del Prosecco di Conegliano –...

Recensione di del 05/08/2011

Locanda Marinelli

85 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 85 €

Recensione

Immersa tra i vigneti del Prosecco di Conegliano – Valdobbiadene DOCG, la Locanda Marinelli si conferma come un punto di riferimento per i “mangioni” che hanno la fortuna di visitare questi luoghi. Tra questi colli tutto è vino: il vino, infatti, non rappresenta solo la spina dorsale dell’economia locale, ma rappresenta la linfa stessa di un territorio in cui si respira vino; persino la breve scala, che dal parcheggio riservato porta al dehors e all’ingresso della Locanda, si snoda attraverso le vigne.
I tavoli all’aperto, neanche a dirlo, sono circondati da viti e la carta dei vini, soprattutto triveneti ma non solo, sembra essere un volume enciclopedico; i ricarichi, cosa tutt’altro che secondaria, sono corretti. L’interno è arredato con garbo a tinte pastello e con arredi generalmente in realizzati con materiali naturali.
Il menu è prevalentemente di pesce ma non mancano certo i piatti di terra.

Iniziamo con due antipasti di pesce crudo con carpaccio di branzino, mazzancolle e scampi il tutto abbinato a una deliziosa dadolata di pesche fresche e condito, a scelta, con un filo di un eccellente extra vergine dall’acidità equilibrata e il gusto delicato oppure con del latte di mandorle. Abbinato al piatto ci è stato servito un bicchierino di sorbetto al limone e prosecco, perfetto per pulire la bocca prima di continuare la cena. È, inoltre, veramente degna di nota la presentazione curata nei dettagli cromatici e di forma.

La cena continua, per me, con ravioli di pasta fresca con ripieno di baccalà, burrata e olive taggiasche conditi con “saor” di alici cantabriche e con un piatto di “radici e fasoi”, una ricetta tradizionale a base di pasta e fagioli molto densa e foglie di radicchio per il mio collega. Entrambi i piatti sono molto ben preparati e impiattati; personalmente, dopo aver assaggiato il piatto del collega, ritengo la mia scelta più indovinata: i ravioli erano estremamente gustosi senza essere stucchevoli e l’abbinamento di un prodotto con una marcata tendenza dolce come la burrata con alici e olive, decisamente più sapide, regalava al palato grandi sensazioni. Ottima la pasta: sottile ed elastica

I secondi continuano col pesce e, in particolare, con un filetto di orata al cartoccio con “fregula” sarda, zucchine e pomodorini e con branzino e cappasanta in guazzetto di cozze con fagioli cannellini stufati: entrambi i piatti erano estremamente curati, dal gusto deciso e di ottimo equilibrio. La fregula è una delle varianti del cous cous mediterraneo ottenuta lavorando la semola con pochissima acqua usando la punta delle dita per formare delle minuscole palline.

I dessert, forse la parte meno riuscita della cena, sono consistiti in un tiramisù al bicchiere e in tortino al cioccolato con cuore di fondente caldo: entrambi buoni ma decisamente normali.
La cena è stata accompagnata da una bottiglia di pinot bianco Collio DOC di Doro Princic piuttosto deludente considerando la grande tradizione di quest’Azienda: vino sottile al naso e non particolarmente entusiasmante in bocca; decisamente fresco vivo, poco morbido, non perfettamente equilibrato a causa del prevalere delle durezze e poco persistente.
La cena si è conclusa con un eccellente rhum agricolo annata 1998 dai profumi suadenti e un’ottima nota di cacao.

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