A Fagnano Olona, tra l’enoteca ed il ristorante, i...

Recensione di del 17/10/2012

Enoteca Menzaghi

60 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 60 €

Recensione

A Fagnano Olona, tra l’enoteca ed il ristorante, il Menzaghi offre un ambiente tranquillo, caldo ed ospitale, nella semplice cornice di una situazione dal tono familiare, che strizza l’occhio al passato ed i suoi ricordi, illuminati dal calore di un camino al centro della sala.
Essenziale ed efficace, curato e senza troppi fronzoli, con quello strascico di memorie di tempi lontani che ti sussurrano alla mente le parole dei nonni ed i pranzi di una volta, dove la tavola era il momento in cui cuore e palato gioivano senza la fretta e lo stress dei nostri giorni.

Al tavolo troviamo il cestino dei pani, tutti fatti in casa, crosta croccante ed un cuore sofficissimo: pane con paprika, alle olive, focaccia all’origano, pane bianco e grissini al sesamo. Ottimo calibro sulla sapidità, caratteristica che riscontreremo lungo tutta la cena.

L’aperitivo col fresco e fruttato Zardetto Private cuvee con una goccia aggiunta di Cassis, ci introduce la graziosa entrée, ricotta con spezie e verdurine marinate. Il formaggio di latte vaccino, lavorato con un mix di spezie, risulta morbido e goloso al palato. L'assaggio è intervallato dai vegetali tra cui spicca, senza essere arrogante, il tono vivace del peperone.

Il Marcalberto metodo classico rosé brut 2012, composto da Pinot nero 80% e Chardonnay 20% accompagna il primo antipasto, la tartare di salmone scozzese con insalatina profumata agli agrumi, pesce che subisce una marinatura di 24 ore con sale e zucchero. Successivamente viene battuto al coltello e condito con olio e pepe. Si presenta al palato con un sapore “vivo”, piacevolmente selvaggio, morbido.
La briosa insalatina che l’accompagna è di carpaccio di finocchio, songino e scorza d’arancia: l’agrume va a cercar il salmone per una perfetta simbiosi tra carne succulenta ed accento amarognolo che sgrassa, mentre il filo d’olio fa ben scorrere l’insalata, fresca e leggera. Croccanti sfoglie di dorata pasta fillo chiudono, a decorazione e complemento della portata.

Un piccolo calice di Verduzzo La Tunella 2010 con la sua dolcezza gradevole e non pressante, beverino e profumato, ci accompagna nell’assaggio del patè d’anatra con confettura di mirtilli e rafano, pane nero ai cereali. Perfetta la scelta del vino che valorizza gli elementi del piatto, richiamando le tonalità zuccherine e ben calibrate della confettura che si intervallano all’immancabile volo del paté sul crostino, per un morbido e croccante atterraggio sul palato.

Ritorniamo al concept di tartare, questa volta su tonalità di terra con la carne cruda all’Albese, composta di ortaggi al balsamico e crostini all’olio di oliva extravergine. Il girello di Scottona piemontese, condito a mano leggera con olio, sale e pepe rivela i suoi profumi e la morbida consistenza, esprimendo pienamente i suoi toni naturali. Nell’insalatina che accompagna troviamo tra gli ortaggi cubetti di mela che regalano un piacevole crunch all’insieme ed una maliziosa sferzata appena dolciastra.

Il Nebbiolo DOC Bric del Baio Ca’ del Baio 2009 introduce i primi, “Non fa barrique, solo botte grande, è un vino non troppo impegnativo, si lascia bere” ci racconta Vittorio.

La vellutata di fagioli borlotti con filetti di pesce persico si presenta con due foglie di alloro, che come due antenne catturano ed avvolgono piacevolmente i nostri sensi con il loro marcato profumo. La vellutata è un tutt’uno con il pesce, ne esalta fortemente il carattere marino, un vero e proprio “spezzatino di mare”, rusticamente elegante!
Il vino pulisce il palato e prepara la bocca, per un boccone che non avverte una netta distinzione tra la parte carnosa e quella morbida, trovando sempre una godevole parte masticabile. Per la preparazione viene fatto un soffritto di cipolla di Tropea a cui si aggiungono i fagioli, sale e pepe ed il tutto viene sfumato con del vino. Una volta cotti, si frulla e si passa con il passaverdure. A parte si fa saltare il persico con un goccio d’olio e lo si aggiunge alla crema di borlotti.

Il riso al salto con fonduta di funghi porcini è il classico risotto allo zafferano racchiuso in una cupola croccante di parmigiano, che qui siede su una crema che sprigiona grande intensità fungina, è avvolgente e le papille ne rimangono lentamente ipnotizzate. Una perfetta idea per il “risotto del giorno dopo”, che ne valorizza i profumi e gioca con forme e consistenze leggermente diverse dal canonico risotto, scomponendo l'elemento cereale dal vegetale e rendendolo speciale.

I tagliolini di pasta fresca con ragù di salsiccia cotto nella Barbera d’Asti riverberano intense note e sfumature dolciastre. Condimento ricco, gustoso, aromatico, si avvolge sensualmente sull’ottima pasta per un assaggio morbido, corposo dal finale speziato. La sua grassezza percepibile e non eccessiva viene soavemente fatta scivolar via dal sorso di vino.

Con lo Schioppettino La Tunella 2008 entriamo nel mondo dei secondi piatti, partendo dalle morbide sfumature del baccalà mantecato e crostini di polenta bianca accompagnato da sottili verdurine crude (crauti, carote e zucchine).
Succulento, di gran soddisfazione, ben intervallato dalla freschezza delle verdure e la punta croccante e pastosa della polenta. In fase di preparazione si rosola l’olio con prezzemolo, rosmarino, cipolla bianca, dopodiché si aggiunge il baccalà. In ultimo si effettua una mantecatura con panna e latte al 50%, che gli conferisce la sua tipica morbidezza.

La faraona disossata ripiena cotta al forno e caponata agrodolce di ortaggi ha una tenera carne che avvolge la sua gustosa farcitura di salsiccia, carne di manzo, uvetta tritata e verdure. La preparazione parte da un soffritto, sfumato con del rhum, in cui viene adagiata la faraona con un po’ di pancetta, poi bagnata con del brodo per tre quarti e lasciata cuocere dolcemente. Assaggio facile e decisamente piacevole, sempre idealmente in compagnia di colorate e gustose verdure che non abbandonano mai il piatto.

In ultimo uno squisito carrè d’agnello al timo e rosmarino, roesti di patate e verdure croccanti, in cui il crunch del rösti è bilanciato dalle tenere verdure che si alternano all’intensità delle carni d’agnello, morbide e ricche di intenso sapore con quella tipica persistenza dal finale lungo ed avvolgente.

La selezione di formaggi italiani con confetture, mostarde, miele e pane all’uvetta è un’evoluzione di sapori in crescendo: formaggio di capra dell’alto luinese, formaggio di capra del basso Piemonte stagionato in cenere, paglierina di pecora del Piemonte, tomellina di capra del luinese, taleggio della Valsassina, toma di Gressoney (più gialla), formaggio sardo (mix di latte di pecora e capra), pecorino sardo, Blu del Moncenisio, gorgonzola a fermentazione naturale.
Gustoso ventaglio ottimamente proposto in scala, ben accompagnato da confettura di fichi e pomodori verdi, miele di castagno, confettura di lamponi, mele e cannella e pezzi di fichi e pera freschi. A coronare il piacere latteo arrotonda le nostre papille gustative il Moscato passito "La Giribaldina” doc 2007, che fa da perfetto ponte anticipatore del poker di dessert.

La crostata di fichi freschi con salsa alla vaniglia è un piccolo tocco dalle sfumature casalinghe, ottima la pasta e perfetto il tasso zuccherino che non cade nella tentazione dell’eccesso. Servita tiepida, piacevolissima nella sua salsa che la lambisce morbidamente.

Il semifreddo all’uva fragola con crema pasticcera rinfresca e disimpegna il palato, facendo rimbalzare le note d’uva che risuonano dolcemente, intense e piacevoli, richiamate dagli acini che si tuffano nel burroso ciuffo di panna per un vizioso finale.

Il cremino di nocciole con salsa al biscotto è una piccola piramide di cremosità, con quell’aroma avvolgente di frutta secca che lambisce il palato e la base appena ruvida e croccante che stuzzica, sfizia e convince.

Il gelato morbido al Campari Bitter e scorza d’arancia chiude il tour dei dessert con una scioglievolezza sensuale, appena graffiante l’amarognolo del Campari che si intona col percepibile sentore d’arancia amoreggiando in un fresco brivido autunnale, delizioso.

Consueto epilogo con caffè e coccole: canestrelli e praline d’orzo ricoperte di cioccolato.
Piacevolissima serata al Menzaghi, tra il tepore del camino ed una cucina dalle sfumature casalinghe, ma curate nel dettaglio, precisa ed impeccabile nelle preparazioni, facile da apprezzare e che arriva diretta al cuore del gusto. Ottima anche la politica dei prezzi, decisamente contenuti, motivo in più per apprezzare lo spirito dei fratelli Vittorio (in sala) e Luisa (in cucina).

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