Ostriche che non fanno rimpiangere le bretoni

Recensione di del 25/04/2019

Matt the Thresher

67 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 67 €

Recensione

Questa sera niente pub. Optiamo per una cena di pesce in un locale che sembra non essere male. Si trova in un quartiere del centro cittadino nei pressi di Merrion Square poco frequentato da turisti, soprattutto la sera, anche se si raggiunge in una decina di minuti a piedi da St. Stephen Green. Tentiamo l’azzardo di presentarci senza prenotazione e siamo fortunati: ci fanno accomodare ad un tavolo per due della sala principale, che potrebbe essere l’ultimo disponibile. Dopo di noi arriva altra gente che non trova posto…

L’ambiente è luminoso, vivace; non manca il bancone bar di mescita delle birre dove si accomodano gli avventori per una bevuta al volo, ma nel complesso l’atmosfera è da ristorante di buon tono. Mi pare che la clientela sia quasi esclusivamente del luogo.

Scorrendo il menù ci facciamo attrarre dalle di ostriche: ne vengono proposte due qualità, una proveniente dalla baia di Carlingford e l’altra da Galway. Indecisi sulla scelta, non essendo competenti, ne ordiniamo una dozzina, sei più sei, che ci dividiamo come antipasto. Ci vengono servite con il classico accompagnamento alla francese: ciotolina di aceto bianco con scalogno sminuzzato, fettine di pane nero e burro. Le ostriche sono squisite, grandi e carnose, una delle due qualità (non saprei dire quale) dal sapore particolarmente balsamico.

Come piatti principali prendiamo poi: Filetto di merluzzo ( servito con cavolini di Bruxelles brasati e adagiato su una purè di spinaci, bagnato con una salsa al Porto ) e Rana pescatrice (preparata a tocchetti in umido, con vongole, chorizo e cavolfiore, su una salsa all’astice ). Preparazioni entrambe belle alla vista ed azzeccate al palato, per come il sapore dei due pesci, molto delicato, è stato arricchito da quanto li contornava.

Niente dolce, per finire, ma due espressi, inaspettatamente carichi e molto “italiani”. Oltre all’ acqua servita in caraffa, abbiamo bevuto una più che discreta bottiglia di Sauvignon della Loira, Domaine de Chézelles.

Una buona serata, in un locale piacevole e rilassante, con un servizio attento e cortese. Abbiamo speso 134 euro, che mi sono sembrati corretti.

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