Nell’ultimo scampolo di ferie, decidiamo a caso, c...

Recensione di del 21/08/2010

Monte del Re

60 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 60 €

Recensione

Nell’ultimo scampolo di ferie, decidiamo a caso, curiosando in Internet, per un breve soggiorno romantico in un luogo di charme. Troviamo infine questo stupendo Hotel del circuito Dimore d’epoca: Monte del Re, recuperato da un vecchio monastero. Dalle foto ci piace molto.
Arriviamo nel primo pomeriggio. L’hotel è posto proprio in cima ad un monte, comodo, non distante da Bologna ed Imola ed immerso nei colli dell’appennino tosco-emiliano. Lo stesso paesaggio della confinante toscana.
L’edificio è maestoso, nasconde due chiostri interni e una chiesetta sconsacrata, ora divenuti location per eventi. Lo spazio per parcheggiare certo non manca, sul piazzale antistante oppure, ancora più grande, sul retro della piscina.
Affascinati da tanta eleganza, dopo un giro di “ricognizione” per sale e corridoi, decidiamo di prenotare un tavolo per la cena. L’atmosfera è fervente di preparativi: stanno allestendo i tavoli per un ricevimento nuziale. Fuori, sul grande terrazzo è un tripudio di tovaglie bianche, fiori rossi, foglie verdi lucidissime. Ci domandiamo solo come sarà la nostra cena se il personale è impegnato nel banchetto.
Quale sorpresa invece nello scoprire, la sera, il nostro tavolo riservato, a bordo piscina, a nostra disposizione camerieri numerosi, giovani, competenti, professionali e molto simpatici (che non guasta, ma d’altro canto la regione è famosa per il bel carattere degli abitanti). Ci sono cucine e personale separati, per il matrimonio in corso e per il ristorante.
Luci suggestive nella notte emergono dall’acqua. Ambiente perfetto per una cena a due guardandosi negli occhi.

Scegliamo con curiosità e senza troppo rispettare la sequenza di un pasto ordinario.
Nell’attesa ci portano un piccolo “Appetizer” (adoro questo genere di raffinatezze!): piccole code di scampi ai ferri con palline di melone al porto.
A seguire, delicati Fiori di zucchine fritti con ricotta e menta.
“Timballetto” di tonno e pesche: fresco ottimo accostamento insolito ma azzeccato).
Risotto allo zafferano e capesante: risotto giallo della migliore tradizione lombarda, ma col tocco “esotico” del pesce. Altro accostamento azzeccato!
Vino: Roero Arneis (Bruno Giacosa) che nel tempo ho imparato ad amare nella sua aspra simpatia.

Il culmine della gola è raggiunto dallo strepitoso assaggio di dolci:
cono di miele e pinoli con ricotta, gelato al cocco e salsa alla sambuchetta (scura e amarina, toglie l’eccesso di dolce del resto); cupolina con meringata al limone e chutney di frutta con salsa di lamponi (forse una punta troppo dolce); coppette di crema catalana con uvaspina (deliziose, la frutta smorza il sapore forte della crema).
Per finire, due caffè, che arrivano con il giusto “corredo” di pasticcini mignon (curatissimi: mini-crostate alle pesche, bignè al cioccolato in formato “Lilliput”) delicati e buonissimi.
60 meritati euro a testa.

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