Questo locale è un ristorante "storico" di Domodos...

Recensione di del 16/04/2008

Strabiglia

30 € Prezzo
5 Cucina
6 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 30 €

Recensione

Questo locale è un ristorante "storico" di Domodossola che fino a poco tempo fa si chaimava Biglia ed era noto per l'ambiente elegante e la cucina ricercata, almeno questo è ciò che ho sentito in passato in quanto non ci ero mai stato.
Ora il padrone ha pensato bene di stravolgere il tutto, ha creato un locale diviso in quattro ambienti: quello principale denominato Lounge Bar dove vengono serviti aperitivi e dopo cena diventa locale notturno aperto fino a tarda notte; il ristorante è diviso in due ambienti, lo Strabiglia, che consiste in un soppalco adiacente al luonge bar e il Luigi XIV, ristorante più riservato in una sala a parte. Vi è infine la Baccheria che risulta essere una specie di sala seminterrata per degustazione vini.
Quello che andrò a recensire è il ristorante Strabiglia, infatti fino ad ora mi ero intrattenuto solo per aperitivi (notevole la quantità e varietà di tartine e simili servita con essi, considerando la scarsa propensione dei locali della zona) oppure per cocktail nel dopo cena.
Devo ammettere che la tipologia di ristorante non rientra nei miei canoni ed infatti accetto l'invito degli amici un po' titubante.

Dopo due "giri" di aperitivi nel luonge, ci spostiamo nel soppalco dove sono presenti alcuni tavoli apparecchiati in modo classico, da censura le sedie in plexiglass trasparenti.
Il cestino del pane ne offre una sola tipologia e mi pare anche leggermente raffermo, molto più commestibili i grissini. Il servizio è celere e in poco tempo ci viene presa la "comanda" e susseguentemente servito l'antipasto.

La lista dei vini è piuttosto fornita e il ricarico nella media, ma le etichette non sono fra le più diffuse e rinomate, scegliamo una bottiglia di Roero Nebbiolo del 2005 (25 euro)che andremo poi a raddoppiare, buon vino ma ne ho assaporati decisamente di migliori.

Come antipasti, scegliamo tutti e cinque un misto di mare crudo (ma che c'azzecca con il Roero ? Nulla ma le donzelle volevano il pesce per tutti!); bene mi dico è parecchio che non mangio del pesce crudo. La delusione è immensa, il piatto è così strutturato: una fetta di carpaccio di salmone e una fetta di carpaccio di spada (senza infamia e senza lode, solito gusto stereotipato), cinque gamberetti coperti con una salsina tipo tartara piccantissima che ne copriva completamente il gusto, una insalatina mista con due/tre cozze e “affogate” nei finocchi, veramente anonima e per concludere, di guarnizione, un lampone! Voto 5.

Come primo mi lascio tentare dal cameriere che ci comunica a voce la possibilità di scegliere Raviolini del Plin con burro fuso, mi ispirano, finchè non li assaggio. I raviolini sono piuttosto duri e il burro fuso di condimento non riesce a dare il giustoa amalgama nè tantomeno un po’ di sapore aggiunto (voto 6).

A questo punto, vedendo anche le poco invitanti tagliate ai carciofi di alcuni miei commensali, decido di passare direttamente al dolce, scelgo una fetta di sacher che si attesta nella norma (voto 6,5).
Caffè e via, anche perché la gente cominciava ad arrivare per il dopo cena e quel poco del concetto di ristorante che io apprezzo, stava ormai sparendo.

Unica nota favorevole, il conto, infatti compresi i due giri di aperitivi (dieici bicchieri di vino in totale) abbiamo speso 30 euro a testa quindi più che onesto. Rimane però la sgradevole sensazione di trovarsi in un ambiente dove si è poco considerati, o meglio, dove il pensiero di fondo sia: ”Ma sì, tanto questi son ragazzi che poi si tracannano i cocktail, quindi ne capiscono poco, non sforziamoci troppo“. Questa è una mia semplice supposizione, non voglio puntare il dito contro nessuno, ma ciò che ho percepito è questo. Inoltre la presenza di un’altra sala, che viene chiamata con un altro nome ed è a tutti gli effetti un altro ristorante più ricercato, non fa altro che corroborare le mie sensazioni.

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