Di ritorno dalla Malpensa, siamo diretti in Engadi...

Recensione di del 06/08/2012

La Madonnina

11 € Prezzo
7 Cucina
9 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 11 €

Recensione

Di ritorno dalla Malpensa, siamo diretti in Engadina e non vogliamo ripassare da Milano. Pensiamo di fare la strada orientale del lago di Como e di arrivare, via Menaggio, a Dubino per poi riprendere la solita strada per Chiavenna. Con noi c'è il figlio reduce da due settimane in Inghilterra dove ha mangiato, dice lui, decisamente male. Dunque al bivio di Lainate prendiamo l'autostrada per Como e arriviamo a Lugano; poi Gandria e via, per tutto il lago. Panorami suggestivi, ma strada stretta e di conseguenza lenta. Contavamo di essere a Chiavenna per le nove di sera, ma ben presto ci accorgiamo che è un'impresa impossibile. I morsi della fame ci obbligano a fermarci a Domaso, anche perché vediamo un parcheggio molto spazioso davanti al ristorante.
Entriamo e a prima vista l'ambiente non è niente di speciale; ma poi ci chiedono se vogliamo stare fuori, e qui la prima sorpresa: un giardino sul lago, con una veduta semplicemente meravigliosa. Alberi qua e là, alcuni fioriti. Uno spettacolo. Ci sediamo e notiamo un frigo pubblicitario con una scritta grande così, e soprattutto un bidone pattumiera che campeggia disinvoltamente davanti a noi. Se però guardiamo il lago, ci mettiamo il cuore in pace.
Ci portano la carta, con una grande scelta di pizze. I prezzi sono stracciati, e ci viene il dubbio che sia bassa anche la qualità. Ma ormai siamo qui.
Due pizze margherita per moglie e figlio; per me, che devo stare attento ai carboidrati, un "lavarello spinato alle mandorle" preceduto da un'insalata mista. La cameriera, una ragazza molto spontanea, mi propone le patatine fritte. Dico di no, per via della dieta. "Ma sono comprese!", replica lei. Pazienza, vuol dire che mi aiuteranno.
Le pizze arrivano in meno di dieci minuti e sono molto grandi. Ma soprattutto sono ottime. Poi arriva il mio lavarello: aperto a libro, spadellato e ricoperto di mandorle a lamelle. Ha un bell'aspetto, ma non solo: è cotto in modo sapiente, fuori è croccante e dentro ha conservato tutti i suoi succhi, è morbido e saporito. Alla fine trovo qualche spina, ma il giudizio resta positivo: un piatto eccellente. L'insalata mista è fatta di romana, radicchio di Chioggia, carotine e rucola. Fresca e ottima. Il condimento è sul tavolo: un olio pugliese e l'immancabile aceto balsamico. Ormai trovare un aceto normale per l'insalata è diventato difficile, forse ce l'avranno a Modena! Ma a me va benissimo l'aceto balsamico, ben sapendo che quello vero è un'altra cosa. E le patatine? Bene, non ci avrei scommesso una lira, ma sono forse la sorpresa più grande. Io non mi aspettavo niente di buono e invece sono strepitose, fritte bene in olio buono (di oliva sicuramente), saporite e per niente pesanti. I miei commensali mi aiutano più che volentieri.
Mi faccio portare un calice di vino bianco a loro scelta: arriva un prosecco mediocre.
Il pane che ci hanno portato è bello a vedersi, ma è stopposo.
Voglio provare un dessert. Al tavolo di fianco hanno servito un tiramisù in una ciotola di duralex. Io però, per una volta, faccio le corna al mio amato tiramisù e scelgo una pannacotta. "Se la giurata dieta debbo tradir, ne voglio altra mercede!" avrebbe cantato Scarpia: il sapore non è male, ma c'è un eccesso di colla di pesce. La delicatezza manca del tutto: il sapore non è male, ma questa pannacotta è compattisima e quasi resistente alla masticazione.
Due caffè e il conto: sono solo 33,50 euro. Le due pizze costano 5 euro l'una, il pesce con patatine 8 euro, l'insalata 4 euro, un litro di acqua gassata microfiltrata per 1,50 euro, il calice di prosecco costava 2 euro, i due caffè 2 euro; e poi ci sarebbero 6 euro di coperto, che normalmente danno fastidio, ma con dei prezzi così si possono serenamente perdonare.
Dell'ambiente ho detto: bellissimo, pur con qualche pecca. Il servizio è da pizzeria, informale ma molto efficiente. Quanto alla qualità della cucina, credo che il cuoco sia un genialoide, perché la pannacotta non era all'altezza, ma il lavarello era stupendo: se lo chiamassero "Le lavaret épiné aux amandes effilées avec frites maison" potrebbero suggestionare chiunque (ma in un altro contesto, ovvio). E le pizze, ripeto, erano ottime e abbondanti.
Il rapporto qualità/prezzo è eccezionale. Non so se sia realistico il prezzo di questo ristorante e pazzesco quello di certi locali di Milano, o viceversa. E non so se e quando ritornerò in questo ristorantino, così lontano dalla strada abituale per le mie vacanze. Però mi ci sono trovato bene.

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