In gita nelle Langhe per l’acquisto dell’annata 20...

Recensione di del 02/04/2011

Trattoria nelle Vigne

32 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 32 €

Recensione

In gita nelle Langhe per l’acquisto dell’annata 2007 del “Re di vini, vino dei Re”, su consiglio di un amico produttore proviamo questa trattoria, nella nuova location inaugurata proprio la sera precedente. Prenotiamo per cinque persone alle 12:30, ci presentiamo puntuali. Il locale è sulla cima di un cocuzzolo, sulla strada che sale dal fondovalle e porta a Diano d’Alba. Comodo il parcheggio nell’ampio spazio proprio a lato della sede stradale, collegato con una scala alla stradina che conduce al ristorante. Sul lato di quest’ultima trovano spazio ancora una decina d’auto. Il tutto è immerso nel verde collinare. Entrando nel locale ci si trova nella sala principale, molto vasta ed accogliente. Le pareti colorate di una calda tonalità di giallo, ai lati molte scaffalature con bottiglie di vino, anche di una certa importanza. Tavoli abbastanza distanziati, in legno come le sedie e il pavimento. Dalla sala principale si accede sia all’ampia veranda con vetrata e vista spettacolare sulle vigne che ad un’altra sala, più piccola ma non meno accogliente. Veniamo accolti molto gentilmente da quella credo sia la proprietaria. Nel locale sono presenti ancora pochi avventori, quindi ci è permesso di scegliere il tavolo che preferiamo. Optiamo per la veranda per godere della vista, e ci accomodiamo. Da qui scopriamo che, tramite porte scorrevoli poste ai lati, si accede a due terrazze all’aperto, dove credo possano trovare spazio altri coperti fruibili nella bella stagione. Già comunque, complice la splendida giornata, c’era qualcuno che pranzava all’aperto, non in veranda ma in alcuni ulteriori tavoli posti sul lato dell’entrata del ristorante. Non so se era una soluzione dell’ultimo minuto per permettere di pranzare anche agli ultimi arrivati. Soluzione sicuramente meno scenografica, ma almeno al riparo dalla brezza che forse dava leggermente fastidio all’esterno della veranda.
La mise en place è sobria, tovaglieria bianca e posate classiche. Doppio bicchiere, non proprio della fattura appropriata, ma in fondo siamo in una trattoria.

Veniamo forniti della carta dei vini, il menu invece è fisso, e le portate sono riferite a voce. Buona la scelta delle bottiglie, suddivise per tipologia, con ricarichi abbastanza onesti. Per cominciare scegliamo una Barbera d’Asti Comp du Rouss 2008 dell’azienda Coppo. La ricordavo migliore, forse complice la degustazione di un’annata più felice. Vino che comunque si attesta sugli 86/88 centesimi. Ci viene servita l’acqua, microfiltrata, sia naturale sia frizzante, e cominciano ad arrivare anche gli antipasti. Tutte le portate, anche quelle che seguiranno, sono servite in un unico piatto (oppure due, per i cibi un po’ più voluminosi), il servizio nei singoli piatti è self-service. Veramente abbondanti le porzioni, e complice il classico errore di abbuffarsi con le prime portate molti piatti sono ritirati ancora con del cibo.
Gli antipasti serviti sono stati, nell’ordine: acciughe in salsa di nocciole, pane fritto con lardo aromatizzato, insalata Langarola e tartine di carne cruda battuta al coltello. Un particolare apprezzamento per il contrasto tra il sapore delle acciughe e la cremosità della pasta di nocciole. Buono anche il pane con il lardo, piccole “michette” fritte con sopra adagiate delle fette di lardo, che tendevano a sciogliersi con il calore. L’insalata Langarola è un mix di verdure e dadini di formaggio. La carne, classica portata Piemontese, è stata resa un po’ meno banale servendola sottoforma di piccole “palle”.

Passiamo ai primi, i classici ravioli del Plin al burro e rosmarino, e gli altrettanto classici tajarin al ragù. Il nostro appetito era ormai agli sgoccioli, ma abbiamo apprezzato ugualmente la squisitezza di entrambe le portate. Ordiniamo, a questo punto, una bottiglia di Barbaresco 2006 della cantina dei produttori. Classico, dall’ottimo rapporto qualità/prezzo, 88/90 centesimi. In tre si fermano.

Io e mia moglie, invece, ci facciamo servire anche un assaggio dei secondi: bocconcini di vitello all’Arneis (tenerissimi e gustosi) e arrosto in salsa di nocciole (anche qui fantastico il contrasto della succulenza della carne con la dolcezza e la cremosità della salsa di nocciole). Tiriamo il collo alla bottiglia, e aspettiamo che vada giù il tutto per fare ancora un po’ di posto ai dolci.
Torta di nocciole allo zabaione, sorbetto al limone (non guasta mai), panna cotta con caramello e “mattone”, una sorta di tiramisù un po’ rivisitato. Uno di noi non ce la fa e passa la mano. Per concludere, caffè per tutti, e dopo quasi quattro ore lasciamo il locale.
Conto totale di 160 euro, 32 euro in media, ma i menu senza il secondo sono conteggiati a meno. Unica nota un po’ negativa è il servizio del vino che, anche se fatto in maniera abbastanza professionale, ha la stappatura che non avviene davanti al cliente. Personalmente preferirei il contrario (stappatura “a vista” e servizio magari un po’ così così). Il cameriere, alla mia lamentela, ha risposto che loro sono abituati così, non essendo il locale un ristorante di città, ma mi ha portato immediatamente il tappo. Sulla stappatura della bottiglia sono un po’ fissato, visto un paio di esperienze passate (una vissuta e una vista da estraneo). Ho comunque avuto modo di discutere, di quest’aspetto, via mail con la proprietaria, e ci siamo subito chiariti. Per concludere, un locale consigliatissimo a chi bada alla sostanza e alla qualità. Per chi cerca altro, tra ristoranti “di classe” e relais vari di ultima generazione, le Langhe offrono varie soluzioni. Personalmente, in giornate come questa, preferisco badare a ciò che ho nel piatto e nel bicchiere. Tornerò, senza dubbio.

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.