Alta qualità vista lago

Recensione di del 07/12/2014

Esplanade

109 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 109 €

Recensione

Ristorante sul lungolago in una struttura elegante con all’esterno, superato un cancello all’ingresso, qualche possibilità di posteggio nel cortile.

Direttamente sul lago a ridosso di un bel giardino confinante con l'acqua. Nella bella stagione ci viene detto che i coperti restano gli stessi spostati tutti all’esterno.

Per l’occasione, siamo ovviamente all’interno, in una bella giornata di sole, con vista, attraverso la vetrata opposta all’ingresso, sul lago e sulle montagne che lo circondano.

Il nostro tavolo purtroppo, avendo prenotato solo a tarda mattinata, non è tra quelli in prima fila sul panorama già tutti riservati anche se al nostro arrivo alcuni ancora liberi.

In tutto 13 tavoli, di cui quattro fronte lago con vista fantastica, per un totale, con l’allestimento del giorno, di 34 coperti, leggermente stretti nella zona dove siamo sistemati, tanto è vero che un tavolino di appoggio al servizio dei camerieri è talvolta un po’ sgradevolmente posteggiato troppo a ridosso proprio del nostro tavolo.

Fatte quattro chiacchere alla fine con Emanuele elogiando la qualità del pasto, alle sue insistenze per avere anche qualche critica, gli abbiamo palesato questo neo.

Ne ha convenuto dicendo che basterebbe eliminare un tavolo e che da tempo è combattuto tra aumentare così ancora di più il confort e, altra faccia della medaglia, rinunciare di fatto ad almeno due coperti nel caso scegliesse di passare nella zona in questione da tre tavolini per due a due tavoli per quattro se come prevede venissero poi utilizzati, come accadde frequentemente, da coppie.

Sacrificio importante considerato che il ristorante, nonostante il prezzo impegnativo, peraltro giustificato e adeguato al livello, nelle feste e tutti i giorni nella bella stagione è tutto esaurito.

Con 15 persone fisse che lavorano a vario titolo non se l’è sentita finora di rinunciare. In ogni caso, ristorante elegante con tovagliato e posaterie importanti, ricchi tendaggi tutto giocato sui colori chiari, crema e bianco principalmente. Sedie leggermente meno chiare, imbottite in materiale che appare come pelle, con alto schienale.

Appena accomodati ci viene offerto un calice di Franciacorta Costaripa.

Ci vengono poi portati i ricchissimi menù che ci viene riferito vengono modificati quattro volte in un anno. Tra poco cambierà con la versione dedicata alla stagione più fredda.

Inizialmente troviamo la proposta di due degustazioni, una denominata "il piccolo menù" con quattro portate classiche, antipasto, primo, secondo, dolce a 75 euro, e "il menù degustazione" a 100 euro che consente un percorso più articolato con 6 portate più il dolce. Per entrambi si finisce con l'aggiunta di piccola pasticceria.

Decisamente intrigante quello più ricco con piatti a base di gamberi, aragosta, coniglio, dotto e anatra. Tuttavia, considerato che ci sono alcuni ingredienti nella composizione dei piatti che mia moglie non gradisce per suo, discutibile, gusto, optiamo per scegliere alla carta.

E qui si entra in un grande imbarazzo. Tantissime le proposte, dodici antipasti, 11 primi, 9 secondi di pesce e 7 di carne. Tutti piatti elaborati, intriganti alla lettura e che mi apparivano meritevoli di essere provati.

Al momento non ho ricordo di un menù altrettanto ricco in un ristorante di tale livello. Complimenti, sicuramente un grande impegno nell'approvvigionamento e nelle lavorazioni "favorito" dall'assidua frequentazione e dall'elevato numero di coperti che riesce a garantirsi con la qualità e la fama del locale.

La scelta è stata anche argomento di conversazione sempre con il gentile e simpatico Emanuele che strategicamente conta che l'imbarazzo porti a ritornare altre volte per provare altri piatti.

All'uscita gli confermerò che ha ragione e presto proporrò una visita ad un gruppo di amici con i quali ci ritroviamo periodicamente per gite gastronomiche di livello.

Alla fine partiamo con le ordinazioni e degustiamo in attesa dei piatti un piccolo benvenuto "millefoglie di granceola e zucca con maionese aromatizzata al curry", una bella partenza, bell'equilibrio di sapori.

Dimenticavo, in aggiunta a cotanto menù, la possibilità di ordinare i piatti classici preparati con il tartufo bianco, carne cruda, tagliolini etc.

Arrivano gli antipasti, "emozioni dal mare", cinque assaggi, rotolino di sogliola, tartare di molluschi, gambero in pasta kataifi, astice con delle verdurine e delle palline di melone, capasanta posata su una sottile crema con il nero di seppia. Bello alla vista e delizioso al palato per quanto riferitomi e per qualche assaggino rubato.

Il mio, "scampi e capesante arrostiti su crema di avocado con verdure, gocce di pomodoro e ostriche", un piatto di una grande armonia, con giochi di sapore che si mescolano e amalgamano con gradevole intensità. Le verdure meglio accompagnate che abbia mai mangiato.

I primi, "cannelloni croccanti farciti al ragù di mare su crema di piselli e olio alla bottarga", un bel piatto con vicino ai cannelloni, quasi fossero fuoriusciti dal ripieno dei calamaretti spillo. Buono anche se tutto sommato, pur nella sua elaborazione, è risultato il piatto meno sorprendente.

L'altro, "baccelli di piselli liquidi con carpaccio di capesante emulsione alla menta e pinoli", un piatto, servito su un'ardesia, straordinario per intrigo di sapori da confezionarsi un po' a piacimento pescando dalla preparazione presentata scomposta. Della pasta verde confezionata nella forma dei baccelli con all'interno la crema di piselli, in un lato del piatto delle capesante tagliate sottilissime con il loro condimento, qualche pinolo tostato sparso insieme a qualche germoglio e delle pennellate di crema di cocco.

I secondi, "rombo in crosta di riso nero con giardinetto di verdure e brodetto di crostacei", grande impatto cromatico, la sezione laterale bianca della polpa del rombo coperta sopra e sotto da una crosta nera di riso con il fondo arancione del brodetto. Ma non solo colore, un bel connubio di sapore.

Più intrigante però il mio secondo, "pernice alle due cotture con salsa al porto e ciliegie profumate alla cannella e fegato grasso d'oca con raviolo del suo fegato".

Sul fondo la salsa rossa con le ciliegie, sopra le cosce della pernice ben cotti e tagli di petto lasciati rosati, completano il piatto la scaloppa con il fegato, un boccone di verdure, credo spinaci e un raviolo ripieno delle interiora. Ogni boccone una delizia, ottima la carne in entrambe le preparazioni, squisito,il fegato e sublime, ma aime'solo uno, il raviolo.

Ho proposto che facciano un primo con i ravioli così preparati.

Alla presentazione un tocco coreografico con un bacchetto fumante di cannella infilzato nella scaloppa.

Sazi e soddisfatti, anche perché abbiamo attinto dai vari tipi di pane portati due volte, saltiamo il dolce e ordiniamo i caffè.

In accompagnamento arriva una selezione di dolci al cucchiaio preparati in bicchierini di vetro o piccoli contenitori in ceramica, yogurt ai lamponi, tiramisù, una mousse di cioccolata e passion fruit e crema catalana, oltre a cinque pasticcini secchi a testa.

Per il vino, dopo aver consultato per curiosità una ricca carta, ho optato per una mezza bottiglia di Lugana Ca dei Frati, scelto da una carta a parte specifica per i formati ridotti, e concluso sul secondo con un bicchiere di rosso Cabernet Sauvignon, apertomi al momento, di una azienda locale.

In conclusione ancora due chiacchiere con, credo, il patron Emanuele, un elogio a questa bella cucina curata dal 1995 da Massimo Fezzardi, e la promessa, non di circostanza, di un arrivederci a presto per continuare un percorso decisamente appagante.

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