Entro nel parcheggio del ristorante con venti minu...

Recensione di del 06/05/2007

Esplanade

100 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 100 €

Recensione

Entro nel parcheggio del ristorante con venti minuti d’anticipo, ore 20:10. Tra piante e siepi i posti auto non abbondano, ma è sempre possibile lasciare il mezzo in strada, che tra l’altro è una parallela poco trafficata della principale.
Ho il tempo per gustarmi un bellissimo paesaggio, con il sole che tramonta ed illumina di fuoco tutto il lago. Lo stabile del ristorante è una costruzione a due piani indipendente e dedicata interamente a questo, moderna senza eccessi, circondata per buona parte da una striscia d’erba molto curata (ricordava un tappeto), sufficientemente accogliente per ospitare coperti estivi all’aperto; delle colonne ne delimitavano il perimetro ed oltre a queste il lago, sempre affascinante.
Noto una scala tra la siepe alla mia destra, che credo conduca ad un livello superiore del giardino e da questo al piccolo molo di legno, in disuso, che inoltrandosi nell’acqua partendo dalla proprietà per circa dieci metri o poco più, termina dopo una curva a novanta gradi in mezzo al lago.

Entriamo e subito veniamo accolti con grande cortesia. Ci vengono prese le giacche e riposte nell’ordinato ed ampio guardaroba.
Su tutto il pavimento è stesa una verde moquette e la sala nella quale entriamo ha pareti e soffitto di un tenue color panna, concedendosi qualche decoro “artistico”. Le tavole sono rotonde, ampie e spaziate il giusto, in tutto credo trentacinque coperti. Apparecchiate senza eccessiva fantasia, ma di tutto punto, sono ricoperte da una tovaglia intonata al colore della sala, forse con una tinta rosa più accentuata, e cadono morbide fino al pavimento.
Noto alla mia destra un acquario ed una scala a chiocciola che porta al piano superiore (altra sala?), mentre un’altra scende ai bagni, molto curati e spaziosi, piastrellati di bianco e con salviette usa e getta per asciugarsi le mani.
Camerieri in abito, giacca e cravatta davvero cordiali, disponibili ed oltretutto molto giovani. Regolano a mio piacimento l’intensità della luce del lampadario a cono rovesciato che, con un lungo cavo, scende dal soffitto fino al mio tavolo. Tutti i coperti ne hanno uno dedicato.
La luce fioca della lampadina si mescola con quella rossa del tramonto, che può entrare in sala attraverso l’ampia e luminosa vetrata che sostituisce la parete nord, affacciandosi sul prato esterno e da questo al lago. Molto suggestivo e scenografico, intimo.

Nessuna entrée: ci chiedono comunque se gradiamo uno spumante come aperitivo. Ma certo!
Ci portano dopo poco i menu. Il patron è molto prodigo nel consigliarmi sia sulle carni che sul pesce, nonché per la scelta del vino, e mi lascia tutto il tempo che desidero. Persona molto affabile.
Salto i menu guidati, uno dei quali, decisamente abbondante, ricordo in carta a 85 euro, e optiamo per scelte individuali (anche in questa occasione sono con la ragazza).
Mi sono dimenticato di annotare il vino in quanto solo all’ultimo ho deciso di recensire il locale, questa cena volevo gustarmela senza pensieri, ma poi mi sono trovato talmente bene che ho cambiato idea.

Ho scelto, dopo un’esauriente chiacchierata col titolare, un Merlot vendemmia 2002: ricordo la gradazione (14,5°), ma non la cantina. Pardon. Era in ogni caso della zona, vino sconosciuto per me, per un motivo o un altro mai assaggiato, ma ne sono rimasto soddisfatto, puliva bene i sapori in bocca. Viene prima assaggiato dal sommelier, poi versato a me, e successivamente riposto in un cestello metallico su di un tavolino accanto alla tavola. Ok, tralasciando ulteriori convenevoli passiamo alle portate.

Antipasti
Per me una scaloppa di fegato grasso d’oca al Recioto di Soave con pere al vino rosso, gelato al pepe di Szechuan e pane brioche. Un piatto ben preparato, dai sapori netti e distinti, ma che ben si trovano tra loro una volta mescolati in bocca. Il tutto è stato servito su di un piatto bianco e rettangolare, con uno scompartimento dedicato al trancio di pera. Il gelato era dentro ad una ciotolina sopra al piatto. Il cameriere mi ha letto nel pensiero chiedendomi se gradissi un bicchiere di Sauternes.
Alla mia compagna è stato servito un fagottino croccante agli asparagi con fonduta ai tre latti (scritto proprio cosi). Ha detto che le è piaciuto, per quello che ho visto era solo servito con più fantasia e decorazione rispetto al mio.

Primi
Solo per me dei ravioli d’anatra profumati al rosmarino con fegato grasso d’oca. Ottimi, pasta e cottura ok, ingredienti “pregiati” e preparazione accurata. Forse una portata non molto abbondante, tutto sommato giusta, però erano davvero buoni e tre o quattro in più non li avrei rifiutati (uno me lo ha rubato la morosa! Che rabbia).

Secondi
Alla mia donna un petto d’anatra femmina arrostito all’aceto di ribes, miele e scalogni glassati. Ovviamente ci è stato chiesto il grado di cottura e la carne era morbida e cotta nel giusto modo. Non l’ho assaggiato ma si presentava davvero bene e non ne è avanzato per niente.
Io, finalmente, mi sono tolto la voglia e sono riuscito a mangiare questo benedetto piccione. Volevo attendere di visitare un posto dove lo cucinassero in modo soddisfacente, ma è anche difficile trovarlo in carta e quindi quando ho letto la portata subito l’ho ordinato; piccione in tecia allo zenzero, salsa al Porto e raperonzoli di campo. C’era anche una piccola terrina con dentro della zucca, se non mi sono sbagliato, da mangiare comunque a parte.
La carne mi è piaciuta molto. Parlando con il titolare ci è stato detto che, oltre a selezionare il fornitore (ovvio), il piccione non deve mai spiccare il volo per non irrigidire i muscoli e mantenere una carne tenera: non lo sapevo. Nel caso avessi mangiato con le mani la parte di carne con l’osso (coscia), mi è stata poi portata una salvietta per pulirmi, sopra ad un piatto.
Il servizio è stato inappuntabile. Non è caduto in eccessi, ma è riuscito a tenere sempre alto il ritmo, rispettando i tempi corretti e, cosa importante, risultando davvero simpatico e disponibile ad ogni richiesta. Professionale.

Con i dolci prendiamo due calici di Torcolato Maculan 2003. Abbiamo entrambi scelto un gelato alla crema con zabaione caldo fatto al momento. Nell’attesa ci sono stati serviti dei dolcetti ed altri assaggi di pasticceria più importanti.
Purtroppo solo dall’ultima portata arriva l’unica nota stonata, peraltro molto soggettiva: tra gli ingredienti era presente del Moscato, mescolato al resto, e lasciava in bocca un retrogusto molto aspro che non mi ha permesso di gustarlo appieno. Non cattivo, intendiamoci.

Dopo due caffè a testa ed il conto, ci alziamo da tavola, ore 23:30.
Chiedo al patron un menu, giustificando la richiesta. Lui inizia a riempirmi di chiacchiere e da qua parte una proficua e davvero gradevole conversazione sulla gastronomia italiana e su come lui conduca il suo ristorante dal 1977. Oltretutto pubblicizza in modo eccelso concorrenti della zona, dicendomi: “Vacci, devi provarlo assolutamente, ti troverai bene come nel mio locale, spendendo meno” (!). Poi parla dei pregi del suo, di quanto costa mantenerlo sempre allo stesso livello, con sacrifici di tempo e denaro, ed osanna i grandi chef dell’alta cucina italiana. Insomma, un personaggio davvero! Siamo usciti in cortile passando da una porta scorrevole inserita nella vetrata, mi sono acceso una sigaretta mentre mi raccontava come questa estate vorrebbe mettere un tavolo in fondo al molo, sul lago, con cameriere dedicato e protetto dagli sguardi degli altri clienti che, comunque, avranno la possibilità di mangiare all’aria aperta accanto all’acqua. Ho chiesto se potevo già fare una prenotazione adesso, per quel tavolo…
Parlo per un’ora con una persona davvero preparata e competente, nonché onesta ed obiettiva, che racconta con sincerità, senza malizia alcuna; ho trascorso una gradevole serata in un locale di Desenzano che merita.

Il conto: due coperti euro 10, vino Merlot euro 30, acqua euro 3,50, due antipasti euro 40 (25 il mio), un primo euro 18, due secondi euro 60 (entrambi 30 euro), due dolci euro 20, due caffè euro 5 (gli altri due offerti) e due calici di Torcolato euro 14. Totale: 200,50.
A questo punto deduco che siano stati offerti i due calici di spumante come aperitivo e il mio singolo calice di Sauternes e… dimenticavo: pane e dolci fatti in casa.

Un saluto

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