Arriviamo al Benedett quasi per caso cercando un r...

Recensione di del 09/04/2006

Osteria del Benedet

40 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 40 €

Recensione

Arriviamo al Benedett quasi per caso cercando un ristorante dove fermarci a metà strada nel trasferimento Milano –Bormio per fare riposare le bambine.
Prenoto il giorno prima e causa totale assenza di traffico arriviamo in anticipo in questo locale davanti al quale sono passato centinaia di volte senza peraltro fermarmi mai.
Parcheggiata l’auto a pochi metri e sbarcate bimbe passeggini e nonna entriamo nel ristorante dove ci accoglie solo un cartello che spiega che la sala da pranzo è in realtà al secondo piano. Capito bene: secondo piano.
La raggiungiamo a fatica con il resto della famiglia che mi guarda con odio ma una volta scalati i faticosi gradini cambia radicalmente la musica.

La sala dove ci troviamo e dove ci accoglie il patron del locale è gradevole, soffitti con travi a vista, tavoli ben apparecchiati una piccola saletta con armadi guardaroba e vecchi carretti ad impreziosire la coreografia.
Veniamo fatti accomodare al tavolo dove sono già presenti i seggioloni per le bimbe e subito ci rendiamo conto di essere in un bel posto dove speriamo anche di mangiare bene.

La carta che ci viene presentata fa molto ben sperare e la lista dei vini mi lascia addirittura basito.
Siamo in Valtellina dove purtoppo la cultura gastronomica è ancora legata ai piatti ultrarobusti della tradizione popolare e il vino che propongono anche i pochi ristoranti sopra la media è quasi sempre legato al territorio quindi Sassella, Inferno, Sforzato, etc. Del resto i turisti vengono in Valtellina per mangiare Pizzocheri e Sciatt e per bere i vini cartonati di queste parti, peraltro in alcuni casi ottimi.
Potete quindi immaginare lo stupore di trovarsi una lista dove sono presenti tutti i grandi toscani, i grandissimi piemontesi, i sublimi francesi, etc.
Lista da Ristorante con la R maiuscola che mi mette immediatamente di buon umore.

Io però che non mi sono ancora accorto delle particolarità del Benedet e pensando ad un sia pur buon ristorante tradizionale ordino un Sorel 97 di Nera, uvaggio cabernet sauvignon e nebbiolo, vino profumatissimo persistente e “polposo” in bocca.

Mentre la Patty si prodiga per far preparare una pappetta per la più piccola sistemiamo l’altra con un piatto di affettati che saccheggeremo con gusto e un piatto di pasta al ragout.

Noi ordiniamo:
“Flan di carciofi su crema leggera al parmigiano”.
Ottimamente impiattato, saporito ma delicato il flan splendidamente abbinato alla fondutina di parmigiano. Molto buono.

Per primo:
“Il bitto in pasta fillo con vellutata di verza”.
Il piatto più vicino alla tradizione valtellinese ma sapientemente reinterpretato con mano sicura per alleggerirlo pur nella consapevolezza di una proposta decisamente intensa. Buono.

“Malfatti di ricotta locale e tartufo nero su passatine di radicchio tardivo”.
Splendida la fusione tra la delicata ricotta e il tartufo nero e azzeccato l’abbinamento con l’amaricante del radicchio. Ottimo.

Proseguo con:
“Filetto di manzo Angus allo Sfurzat con créme brûlé al formaggio”.
Materia prima di notevole qualità: ottima la riduzione allo sforzato. Molto buono.

Finiamo con i dolci abbinati ad un calice di passito:
“Tartelletta in crema di limone con salsa d’arancio”, ottima.
“Millefoglie di croccante al cacao con mousse di castagne”, molto buona.

A questo punto il patron viene a spiegarmi la sua storia fatta di esperienze sulle navi prima, nei migliori stellati d’Europa poi, per finire nel tornare a casa e rilevare questo locale, assumere due giovani cuochi di belle speranze confrontandosi o per meglio dire scontrandosi con le resistenze della clientela locale che fatica a comprendere la sua proposta e la diffidenza dei turisti che cercano in realtà la tradizione dei pizzoccheri e della polenta.
Lavoro duro ma che la passione per la ristorazione e il passa parola dei buongustai dovrebbero alla fine rendere il giusto merito.
Mi porta alla fine a visitare la cantina interrata e su due livelli dove conserva con amore le meraviglie indicate nella carta dei vini e poco richieste dalla sua attuale clientela.

Servizio attento e disponibile anche alle richieste meno ortodosse ma che con due bimbe al seguito diventano necessità.
In tre adulti più una bimba mangiante con una bottiglia di vino e tre vini da dessert abbiamo speso 134 euro.
Siamo rimasti piacevolmente sorpresi da questo Benedett e contiamo di tornarci più spesso.

Nick

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