L’Osteria del Benedet si trova sulla strada statal...

Recensione di del 28/10/2005

Osteria del Benedet

35 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 35 €

Recensione

L’Osteria del Benedet si trova sulla strada statale che da Colico conduce a Sondrio.
Non è la prima volta che ci fermiamo a mangiare, sempre di passaggio da o per Bormio.
Anche se non prenotiamo, non abbiamo difficoltà a trovare posto e ormai ci sentiamo un po’ “di casa”.

Il locale si trova in un antico edificio, già sede in passato di una vecchia osteria.
La più recente gestione risale a quattro o cinque anni fa.
Il sala ristorante si trova al primo piano, vi si accede con una scala ellittica; l’ambiente è rustico ma allo stesso tempo raffinato, sia nelle rifiniture delle pareti, sia nella scelta dell’arredo (mobili antichi o in arte povera), sia nei complementi (fiori secchi in mazzi alle pareti, ceramiche, il dettaglio di un soffitto parzialmente in vetro che lascia intravedere il solaio una volta, probabilmente, adibito a granaio), l’illuminazione, non diretta, è adeguata, su ogni tavolo una candela, prontamente accesa all’arrivo dei commensali.

L’ultima volta siamo andati a festeggiare un compleanno.
L’accoglienza è stata come al solito cordiale ed impeccabile.
Ci viene proposto il menu, che varia stagionalmente, offrendo sia piatti di terra (cucina tipica valtellinese, rivisitata in chiave più raffinata) sia piatti di pesce fresco (straordinariamente buoni, se si pensa che il mare non è dietro l’angolo e che certamente non appartiene alla cultura gastronomica del luogo, con una vasta scelta, specialmente al venerdì), con materie prime di grandissima qualità, come abbiamo sempre avuto modo di constatare.

Siamo in cinque, di cui tre ragazzini.
Non vogliamo appesantirci perché dobbiamo proseguire il viaggio per Bormio, perciò scegliamo come antipasto un tris di funghi porcini (tre porzioni), proseguiamo con i primi: due risotti al casera e vino rosso, due porzioni di tagliatelle di polenta ai funghi porcini (forse si capisce che siamo ghiotti di funghi?), una porzione di cannelloni di patate al casera su vellutata alla salvia.
Che dire, eccezionali! I risotti cotti all’onda, morbidamente mantecati con il formaggio locale, le innovative (almeno per noi) tagliatelle impastate con farina di mais, giustamente “corpose”, i cannelloni di patate, un velluto al palato.

Per secondo ci orientiamo su quattro porzioni di guancia di vitello brasata, si scioglieva in bocca. (La bambina non ha preso secondo).
Abbiamo concluso con tre dessert, due tortini al cioccolato con cuore fondente (un po’ scontati, ma sempre buoni) ed un semifreddo alle noci e miele.
Tutto il pasto è stato accompagnato da un buon nebbiolo, scelto tra le innumerevoli etichette di una fornitissima carta dei vini, dai prezzi assolutamente accettabili.

Non sono in grado di riferirvi il prezzo esatto di tutta la cena, perché mio marito ha la sacrosanta abitudine di non mostrarmi mai i conti al ristorante.
Posso però garantire su un vantaggioso rapporto qualità prezzo, che di solito (esperienze passate), per un pasto analogo, si aggira intorno ad un minimo di 35 euro a testa, per il menu alla carta. Va ricordato che nei giorni feriali si può mangiare a pranzo, anche con menu a prezzo fisso.

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