Vado controcorrente.
E sono deluso. Non ci to...

Recensione di del 19/08/2011

Hosteria del Cavo

19 € Prezzo
5 Cucina
6 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 19 €

Recensione

Vado controcorrente.
E sono deluso. Non ci torno.
Tuttavia, per amor di giustizia, bisogna fare dei "distinguo" ben precisi, che non inficiano il mio giudizio, ma che lo collocano in un ambito ben preciso, relativo ad un certo gusto.

Mi spiego meglio.
Il ristorante va famoso per i risotti.
Bene, io e mia moglie prendiamo un risotto con bocconcini di puledro al forno (io) ( e già questo "forno" mi rende perplesso) e con pasta di salame la consorte.
5 minuti, e arrivano i piatti. Ehhhhh?
La cosa si spiega presto.

La prima reazione è "Inn minga bun de fà i risott". Poi, mi rendo conto che non tutta l'Italia fa i risotti "alla milanese", e che forse, questi, vanno giudicati in altra ottica.
Di fatto, sono risi in bianco, all'onda, ma col chicco gonfio d'acqua, se pur al dente, nessun condimento assorbito, solo il sentore del vino bianco.
Sopra, ci è stato messo il....sugo? chiamiamolo così. Ma è sovrapposto, non c'è amalgama, i sapori sono separati e distinti. In entrambi i risi.

Riassumendo: riso al dente, piatto abbondante, ma insoddisfazione profonda da milanese deluso. E a nulla vale il posto appena decente, da trattoria con l'immancabile vecchia macchina da cucire e le vecchie macchine da scrivere in bella vista.

Prima, mi sono fatto coinvolgere da un buffet di verdure e cosine varie. Al di là di tutto, insoddisfacente pure quello, almeno per un ristorante. Non cattivo, intendiamoci, ma.....ecco, diciamo: se mi avessero dato le stesse cose in casa di un'amica di mamma, avrei detto che poteva fare di meno ma meglio. E avrei mangiato facendo i complimenti alla cuoca, da cortese ipocrita.

Cerco riscatto nel dolce, e sbaglio probabilmente scelta.
"Pesche ed amaretti" per me. Ahi, bruciaticce fuori, la pesca è poco dolce, e c'è sopra della salsa al cioccolato, che, a mio personalissimo giudizio, non c'azzecca proprio. Crema catalana per la moglie, ustionante fuori e fredda dentro, ma, in definitiva, corretta. Tuttavia, c'è da dire che solo dopo adocchiamo un "torta paradiso con zabaione" che, se togli la torta paradiso, ha un aspetto succulento.

Birra da 33, Menabrea o Menabrea (niente spina) per la consorte, e, per me, che chiedo poco (sottolineato) vino, viene portata una bottiglia di lambrusco che mi si autorizza a bere al bicchiere, e che, poi, non mi verrà neppure conteggiato (vero è che ne ho bevuto mezzo, di bicchiere). Acqua minerale e caffè, per 38 euro totali.

Il padrone ci accoglie con sorriso e disponibilità, ma il menù è a voce (scopriremo poi che si trova in un angolo dell'ingresso, esposto), e questa è una cosa che mi innervosisce sempre, a meno di menù fissi.

Cifra ottimale, ma, se devo fare 40 chilometri per mangiare risotto, ne faccio 50 e vado a Milano dove lo mangio meglio a parità di costo.

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