Da tempo tendo a diffidare dei ristoranti etnici o...

Recensione di del 06/01/2013

Pata Negra

30 € Prezzo
7 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 30 €

Recensione

Da tempo tendo a diffidare dei ristoranti etnici o comunque di cucina straniera in Italia, allo stesso modo in cui diffido dei ristoranti italiani all'estero. Tuttavia, uno, dopo tre anni dal nostro arrivo in queste lande, ci può stare, e decidiamo di provare il Pata Negra, ristorante spagnolo (ma và?).
Situato su una strada diritta quasi a fianco del nulla, dall'esterno è una delle tante cascine lombarde (davamo per scontato) ristrutturate. In effetti, è così, ma l'interno è una sorpresa: è ristrutturata bene e con gusto. Completamente sventrata, si articola su tre livelli, col soffitto a travoni lucidato e riverniciato, conservando la vecchia struttura. Qua e là emergono parti dei vecchi muri, ma le ampie finestrate, e le luci soffuse creano un ambiente riposante e moderno. Bell'arredamento, semplice ma curato, tavoli non affastellati (anche se non troppo), Picasso ovunque sulle pareti. Ovviamente in copia, ma fa sempre un certo effetto, e i suoi tori sono impressionanti anche se fatti "in stile". Scale in legno e balaustre in ferro, modernissime, portano ai primi piani, mentre tende a fili bianchissime scandiscono l'altezza del locale.
Conosco un ritorante, a Milano, che si era posto con un arredamento simile per volersi posizionare tra quelli di alta fascia. Qui, il posto risulterà frequentato per lo più da giovani, e il conto si attesterà su una fascia media. Forse, per Crema, medio/alta, ma comunque accessibile.
Siamo accolti con un sorriso, e veniamo fatti accomodare a un picolo tavolino accanto alla finestra; se fosse giorno, avremmo uno sguardo sul cortile interno: di sera, vediamo solo l'affaccendarsi di qualcuno nel riquadro illuminato della cucina, in cortile.

Io prendo un antipasto di pesce affumicato. Buono quanto lo è il pesce affumicato: qui, la cucina non c'entra, ma è comunque un piatto gustoso, tonno, spada e salmone.

A seguire, optiamo per due Zarzuelas, la tipica zuppa di pesce spagnola, e qui ho la mia prima delusione, non imputabile però al rstorante. Credevo nella versione classica, con lo zafferano, e mi arriva invece quella alla catalana, senza. Il piatto è comunque abbondante, ricco, e gustoso. Il pesce non è granchè come qualità, ma a Crema risulta essere una favola: qui, il pesce è pressoché sconosciuto, e questo ha qualche punto stopposo. Comunque, piatto -come dicevo - gradevole.

Per finire, optiamo per un "tortino con cuore caldo"(assente il cuore)" e gelato di cannella" e, per me, un sorbetto al mojito.
E qui, ho bisogno di conforto. Io non so se quello che mi è stato portato sia fatto nel modo giusto o meno, se sia io a non capire nulla o se la cucina abbia ciccato una portata, ma...non mi è piaciuto.
Ho cercato di immaginare quale procedimento abbia potuto portare ad un simile risultato, e mi è venuto solo questo: versate un mojito ben fatto in una bacinella d'acqua abbondante. Prendete un bicchiere del composto, e fatelo roteare un po' in un recipiente col ghiaccio secco, di quelli con cui fate le granite, assieme a tante foglioline di menta. Quello che ne esce lo mettete in un bicchiere da margarita, e lo date al cliente.
Non so: il sorbetto, per me, è un'altra cosa.

Vorrei invece far notare che il servizio è sempre stato attento, veloce e gentile, anche quando, verso la fine, il ristorante era pieno da scoppiare. Le ragazze ai tavoli schizzavano sulle scale velocissime, sempre sorridenti, e arrivavano al tuo tavolo dandoti un'impressione di calma ed efficienza, e sempre e comunque con un sorriso. In più, il ristorante offre il servizio del vino al calice, ottimo per me che bevo pochissimo con una moglie semi astemia. Così per inciso, anche il bicchiere di vino era abbondante.

Riassumendo: un antipasto di pesce, due zarzuelas, due dessert, un calice di vino, due bottiglie d'acqua, due caffè, per 60 euro. Con un altro antipasto saremmo arrivati a 70, 35 a testa, per mangiare pesce.
Il posto merita, e ha un impatto superiore alle aspettative, la cucina è abbastanza valida (se evitate il mojito), il conto ragionevolissimo.
Ci si può tornare senza rimpianti.
Nei voti, ho volutamente evitato di tenere conto del mio dessert. Sarebbe stato un 6 e mezzo, o un 7=. Ma tant'è, mi sento generoso.

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