Bel posto? Sicuramente sì. Mangiato bene? Senz'alt...

Recensione di del 17/09/2011

Il Ridottino

70 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 70 €

Recensione

Bel posto? Sicuramente sì. Mangiato bene? Senz'altro. Buon servizio? Eccellente. Prezzo? Corretto. Mi è "piaciuto"? Ah, beh, qui c'è da discutere.
Vediamo di capirci. In centro storico di Crema, il ristorante si apre su una via acciottolata di sassi, strettissima: porta importante, senza vetrine, ci si arriva dopo essere passati per una piazzetta da dove si intravede il giardino. Noi non lo utilizzeremo, perchè il tempo minaccia acqua, e avremo fatto bene: prima di uscire, uno spruzzo avrà bagnato i marciapiedi e rinfrescato oltremodo l'aria, ma l'aspetto è invitante.
All'interno ci sono un paio di sale di modeste dimensioni: veniamo fatti accomodare in una di esse, piccola, quadrata, soffitti altissimi a volte composite, affrescati con disegni seicenteschi, e uno spugnato alle pareti, azzurro dal pavimento fino all'ocra della parte alta. Curiosa soluzione: avrei fatto l'inverso.
Un po' stonato il pavimento, in marmette di pietre, verdi scure? Non vedo bene, sicuramente non in linea col fasto del soffitto.
Pochi tavoli, ben distanziati, ben apparecchiati.
La lista non è amplissima (buona cosa), e non presenta astrusità, ma piatti apparentemente tradizionali, con qualche punta di estro. Essendo la prima volta, optiamo per due menu di mare a 55 euro, uguali per tutto il tavolo, con un prosecco di Valdobbiadene a 22 euro. Il vino non verrà posato sul tavolo, ma, da un tavolo vicino, ci verrà versato nei bicchieri da un cameriere peraltro discreto.
Intanto, nell'attesa, ci viene portato, come benvenuto della cucina, un piccolo canapè con foie gras e marrone candito. Secondo la moglie è una mostarda, per me è solo candito.

Si comincia: apre le danze uno "stuzzichino" che non è altro che un eccellente fritto di totanetti e calamari, con fiori di zucchina, posato su un foglio di carta da pescheria accartocciata. Croccante ma non secco, morbido ma non molle, assolutamente non unto, ripeto eccellente.

Si passa poi a una tartare di tonno con gambero rosso, che, ahimè, reputo il piatto meno riuscito della serata. Pur composta di materia prima eccellente, è esattamente quello che dice di essere: niente più e niente meno. E allora di che mi lamento, dite? Beh, a mio vedere, manca un po' di personalità. Non è dolce, non è salato, non è piccante, non è esotico, non è intrigante, non incuriosisce, parliamoci chiaro, mi delude, se non altro nelle aspettative. Dite che sono un rompino? Può essere, lo ammetto, ma a me il pesce crudo piace, e mi aspettavo una maggiore attenzione. Non dico del sale vanigliato, a cui mi ha abituato un "grosso" chef milanese, ma almeno affumicato, o del succo d'arancia, o schegge di melone, o una punta di zenzero...insomma, "qualcosa".

Et voilà dei ravioli di merluzzo con crema di fave, piatto dal forte sapore, pepato, forse un po' troppo robusto: il salto del sapore è evidente, la tartare e il fritto mi avevano fatto pensare a sapori delicati, qui, invece, andiamo sul pesante. Detto questo, è buono.

Infatti, ecco che il sapore torna ai livelli precedenti, con un dentice con tortino di melanzane. A mia moglie l'accostamento piace, a me lascia assolutamente indifferente: il pesce è buono, il tortino pure, ma assieme non mi dicono nulla.

Il dolce.
Qui ci fanno scegliere: per me un semifreddo di pistacchio e amaretto caramellato, per la consorte un tortino di fichi caramellati. Per il mio dolce, faccio solo un appunto: è sbagliata la posata. Se vi capita, diffidate del cucchiaino: il semifreddo viene servito ancora freddo, e, quindi, duro. Se cercate di staccare un boccone col cucchiaino, esso cederà di colpo, e vi ritrovere un dadino di gelato sui pantaloni. E ringrazierete pure il cielo, vsito che poteva finire sul tavolo vicino. Comunque discreto. La consorte invece mugola dal piacere, ma non fa testo: tutto ciò che è fatto con i fichi la stravolge: persino in (un lontanissimo) viaggio di nozze mi abbandonò sulla spiaggia per seguire un tizio con cestino di fichi...

Ho parlato di "danze": confermo. I camerieri si alternano con discrezione, velocità e precisione. Solo una volta, uno di essi, che arriva con tre secondi di ritardo a portare le posate nuove (vengono cambiate ad ogni portata), riceve uno sguardo che è peggio di una urlata. Il vino arriva puntuale, mi viene raccolto il tovagliolo, scivolatomi dalle gambe, insomma, tre camerieri si alternano con cortesia ed efficienza.
Ma ora, il piatto clou. La piccola pasticceria col caffè. Ovvio, sto scherzando, ma davvero è eccellente: se è fatta da loro, c'è un pasticcere che sa davvero il fatto suo.
Il conto non offre soprese, 141 euro in due. Assolutamente corretto per qualità e ambiente.
Una nota a proposito: i prezzi dei vari piatti alla carta sono decisamente scoraggianti: esiste un primo a ben 28 euro, secondi a 25, insomma, tutto potrebbe far presagire un conto finale attorno ai 100 euro. Tuttavia, abbiamo notato che le porzioni dei piatti alla carta sono decisamente più abbondanti di quelle, pur più che ragionevoli, del menu guidato, al punto che anche una buona forchetta quale mi reputo io troverebbe difficile terminare i tre piatti canonici. Credo quindi che, qualora si decidesse di provare il posto, bisognerebbe valutare al massimo un menu di due piatti più il dolce.

Vediamo di capire meglio, quindi, dopo questa recensione oggettivamente ampiamente positiva, "perchè" ho perplessità.
Forse perchè il ristorante è, diciamo, un po' "freddino": io parlerei di "cortesia", ma non di "gentilezza". Il posto è "elegante" (molto romantico, a proposito, tenetelo presente...), ma non "accogliente". Insomma, tiene un po' a distanza. Del resto, "tutto" l'insieme è incentrato sulla stessa immagine, quindi non si tratta di sbavature, ma di un insieme voluto. Pur nello svacco della moda (soprattutto maschile) di oggi, non andateci in jeans, e, oserei dire, neppure in Lacoste. Mettetevi "almeno" pantaloni e camicia, e quest'inverno passate alla giacca: le signore sono in abito elegante, vi sentireste a disagio. Il ristorante offre (e, a mio giudizio, fa giustamente pagare) una corposa immagine, che è parte integrante del menu.

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