Recensione di del 13/01/2018

La Stüa de Michil - Hotel La Perla

58 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 58 €

Recensione

Il Ristorante dell’Hotel Perla, da non confondere con la Stua di Michil, resta un sicuro punto di riferimento per sciatori e non. Riferimento che da un paio di stagioni ho un po’ trascurato.

Ma questa volta passando dalla partenza della ovovia del Col Alt intorno all’ora di pranzo, ho deciso che era il caso di ritornarci.

Ambiente ed arredamento, così come le divise dei vari camerieri, uguali al passato.

Sensazione di ambiente lussuoso anche se tutto sommato abbastanza informale. Sfogliando il menu, ho subito riconosciuto uno dei “panini” per i quali spesso mi sovviene il ricordo di questo posto.

Definire panino la “Baguette ricca”, è un po’ riduttivo. E direi che la foto può chiaramente testimoniarlo.

E gli ingredienti lo confermano: prosciutto crudo delle crete senesi, formaggio comtè (non proprio autoctono in quanto francese) e carciofi sott’olio.

Una baguette decisamente ricca! Ben presentata e sicuramente appetitosa; e semplicemente buona. Come sempre. E come sempre avrebbe potuto essere sufficente.

Avrebbe… perchè inevitabilmente sono stato attratto dalla “Jopa”.

Una crema di Ceci di Spello, con calamari e pasta fritta. Che devo ammettere, si faceva “perdonare” i 18 euro di costo; bella, buona, originale. Riuscita sotto tutti i punti di vista. Con la solita differenza tra un buon piatto ed uno con una marcia in più.

E a questo punto, prima di altri apprezzamenti, segnalo l’unica nota negativa; tra l’altro unica di tante volte. E cioè una caduta di stile di un giovane cameriere, forse ancora acerbo.

Caduta, ampiamente compensata dal sommelier che, tra 2/3 bottiglie che mi incuriosivano, ci ha consigliato uno Champenoise della Loira.

100% Chenin Blanc di Francois Chidaine.

Che, considerando tutto, aveva un prezzo, 33 euro, quasi interessante.

Vino che temevamo avanzasse; ma che in realtà è stato gustato fino all’ultima goccia. Come sempre non ho la capacità di usare termini enologici appropriati, ma posso dire che aveva un gusto che proseguiva anche a lungo(persistenza ?) e che variava, migliorando, acquisendo un paio di gradi di temperatura in più: BUONO! Non era Champagne, ma sosteneva bene il confronto con tanti altri “cugini” frizzanti francesi.

Scambiando due parole con il Sommellier, ho scoperto che è possibile acquistare i vini presenti nella ricca e ponderosa lista, ad un prezzo sostanzialmente inferiore; anche se non certo “popolare”.

Una possibilità interessante, vista la vasta e variegata disponibilità di vini non facilmente reperibili.

E, complice mia figlia che per i fatti suoi e nello stesso periodo faceva base a Corvara, ho preso una bottiglia di questo interessante Champenoise ed altre due che mi avevano colpito.

Soddisfatto, acerbo a parte, e contento per il fatto di avere altri due giorni di sci davanti, ho pagato un conto totale di 116 euro con un rapporto Prezzo/Atmosfera soddisfacente.

Sempre un gran bel posto!

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