Seconda uscita per usufruire della Rassegna Gastro...

Recensione di del 10/11/2007

Antica Osteria Lungoladda

32 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 32 €

Recensione

Seconda uscita per usufruire della Rassegna Gastronomica del Lodigiano presso questa osteria che ha ricevuto numerosi entusiastici consensi. Per arrivarci, se non si ha un navigatore, partendo da Milano si esce, percorrendo l’autostrada, al casello di Lodi, si seguono i cartelli per Lodi Vecchio ed infine, quando si imbocca la statale per Crema si incontra un semaforo. Qui si gira a destra seguendo le indicazioni per Corte Palasio: la strada si fa via via più stretta sino a che nell’ultimo chilometro risulta essere larga come un’automobile con il fosso da entrambe le parti. Il tutto potrebbe essere problematico incontrando un’auto in senso contrario oppure in caso di nebbia: in questo sabato la serata era perfettamente limpida. Arrivati, si posteggia facilmente in un ampio spazio dedicato.

Entrando abbiamo domandato:
C’è SgtPepper?
No, non è ancora arrivato
Ok, ce lo saluti
Si accede quindi ad una sala di media grandezza ben illuminata, con un perlinato di legno scuro alle pareti bianche coperte da numerosi quadri, oggetti della tradizione contadina, piatti di ceramica e sul fondo un bel camino scoppiettante di faville.
I tavoli sono molto ravvicinati, apparecchiati con tovaglie fantasia con sottotovaglie rosse, posate entry level ma numerose, nel senso che erano già disposte per i piatti che sarebbero stati serviti, stoviglie di linea, bicchieri tipo calice, una candela rossa su una base graziosa. Una mise en place molto semplice ed estremamente pulita.

Già presenti sul tavolo un tagliere con sei fette di salumi di tre qualità diverse, una ciotolina contenente rape sott’olio, un’altra ciotola contenente crostini di pane, un cestino di pasta fillo ripieno di una discreta quantità di raspadura e due ciotoline vuote impilate. Insomma, un po’ di affollamento che si è accentuato nel momento in cui sono state portate una bottiglia di acqua minerale S. Pellegrino e una di vino. Quando arriveranno i piatti di portata sembrerà di essere in un ingorgo di piazzale Loreto.

Il servizio è svolto da due giovani ragazze straniere che si danneranno a seguire tutta la clientela allegra e vociante: sempre pronte ad un sorriso, specialmente la più timida che alla fine della serata si meriterebbe una carezza sul viso imporporato dalla fatica e dalla tensione. Il locale a pieno regime diventerà estremamente rumoroso costringendo a vociferare sullo stesso livello oppure a tacer mangiando. Le portate verranno gestite con tempi molto accelerati.

Per quanto riguarda il vino, mi dispiace non aver aderito alla richiesta della ragazza che aveva proposto eventuali alternative; ho preferito aderire al vino proposto dalla Rassegna, un Rosso del Santo, Azienda Agricola Nettare dei Santi, di 11,5% vol., portato aperto al tavolo e tipico della Rassegna: vinello per gerani.

Antipasti.
Mentre stavamo mangiando gli affettati, le rape, la raspadura e i crostini, viene portato al tavolo un piatto di portata con sopra due polpettine della nonna, ovoline di polenta lodigiana al gorgonzola, pipetto rosso di patate con bondiola e un ragù di trippa lodigiana alle verdure. I sapori sono gradevoli, anche se tutto è di semplice qualità. Le ovoline di polenta sono in realtà due fettine ovali di polenta riscaldata con un piccolo medaglione di gorgonzola purtroppo ormai freddo; il pipetto rosso è un po’ troppo “patatoso” senza il sapore di accompagnamento della verza. Normali le polpette e la bondiola; la trippa bella bollente verrà versata nelle due ciotoline (ecco a cosa servivano) pronte all’uso e si dimostrerà di gradevole sapore.

Primi.
Sparecchiato velocemente, le due ragazze ritornano con un piattone contenente del Risotto Carnaroli al pannerone, provolone e raspadura, e quattro grossi ravioli di carne al burro fuso e salvia. La porzione è sufficientemente abbondante, anche se sarebbe stato meglio separare le due vivande per evitare che i sughi si mescolassero; il riso è un po’ troppo cotto e i sapori tendono un po’ ad uniformarsi. Ancora una volta i ravioli sono tiepidi, anche se la farcia è discreta e quindi il tutto si lascia mangiare, senza gli ululati di soddisfazione che la mia commensale è usa emettere.

Secondi.
A seguire un altro piatto contenente coniglio alla cacciatora con polenta mantecata e reale di vitello cremoso con patate alle erbe. Devo fare lo stesso appunto della portata precedente: le due vivande si erano un po’ mescolate per cui le patate erano coperte dalla polenta, il che, per carità, non è nulla di grave ma la cosa appariva un po’ pasticciata. Buono il coniglio, gustoso, ben cotto; non particolarmente valide le fette di vitello, forse “schiacciate” dal sapore dello zampettante animale.

Dessert.
Semifreddo meringato con cioccolata calda.
Purtroppo c’è stata un po’ di latenza tra le pietanze e il dolce che è arrivato, almeno nel mio caso, mezzo spantegato sia da fusione intrinseca, sia dalla cioccolata versata sopra (cioccolata al latte, ahimè!): dato che a me i dessert non piacciono particolarmente e stante l’estrema dolcezza del tutto, personalmente non l’ho gradito lasciandolo tutto sul piatto.
Un caffè per terminare la serata.

La Rassegna ha un po’ i suoi alti e bassi e forse non esprime più quella valenza positiva di un tempo. Nel nostro caso la serata è stata gradevole, in un ambiente molto semplice, con alimenti preparati per una ristorazione collettiva di poche pretese, in quantità abbondante ma non eccessiva tale da consentire di terminare il pranzo. Il servizio rapido è a tratti un po’ in affanno.
Due menu tutto compreso 64 euro. Rapporto qualità/prezzo normale.

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.