Cena mangionica last minute

Recensione di del 07/10/2014

Due Colombe

92 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 92 €

Recensione

Gruppo di mangioni d'antan chiamati a raccolta all'ultimo minuto da Nebbiolo75 in trasferta di lavoro a Bergamo.

Risultato: una più che soddisfacente cena in un bel ristorante. E per anticipare del tutto le conclusioni, aggiungo che il servizio, l'atmosfera e tutto l'insieme sono stati anch'essi più che soddisfacenti.

Il ristorante Due Colombe si trova a Borgonato di Cortefranca, piccolo paesino della Franciacorta, a poche centinaia di metri da una delle più famose, per numeri di produzione, cantine della zona.

Insignito di una stella Michelin, il Due Colombe è ospitato in un edificio all'interno di un borgo antico recentemente ristrutturato, in una ambientazione molto suggestiva ed elegante. Per una descrizione sicuramente più completa, anche della cosiddetta “ mise en place “, consiglio di consultare il loro sito internet.

Dopo una breve occhiata al menu, abbiamo deciso all'unanimità di provare il cosiddetto "I Classici del Due Colombe“. Pur se tentati anche dall'altro menu degustazione: “La nostra creatività“.

Mentre il nostro commensale franciacortino sceglieva il primo vino, ci siamo lasciati tentare dal pane servitoci con un olio del lago di Iseo in accompagnamento.

Il saluto dalla cucina che comprendeva il “falso caffè di porcini con spuma di mozzarella di bufala“ e un “cubetto di tonno rosso marinato con brunoise di verdure allo zenzero“ ci ha fatto capire che eravamo sulla buona strada!

“La Patata Viola, il Gambero Rosso ed il Franciacorta“ è stato la prima proposta del menu. Essendomi piaciuti complessivamente tutti i piatti proposti dal Proprietario-Cuoco Stefano Cerveni, mi limito (come per tutti gli altri) a segnalare qualche aspetto particolare. In questo caso: per Franciacorta si intendeva una base semi-liquida ottenuta, appunto, con emulsione di Franciacorta e burro. Originale e gustoso che completava ed arricchiva gli altri ingredienti.

A seguire: “Insalata Tiepida di Pollo Bio, Sarde Essiccate di Monte Isola, Salsa Verde, Pop-Corn di Pollo“ che a giudicare dalle sue parole è, dopo il Manzo all'olio, il piatto che sta più a cuore al Cuoco. I pop-corn sono fatti con la pelle del pollo fatta saltare in padella e resa croccante. A me sono piaciuti. All'ipercritico del gruppetto, meno. Ma è il bello della cosiddetta “variabilità umana“.

Basta ricordarsi sempre il saggio motto mangionico: “sempre di pastasciutta si tratta“.

Abbiamo proseguito con: “Ravioli di Coniglio alla Bresciana, Burro di Malga, Salvia e Parmigiano Croccante“.

L'unico piatto che mi lasciava un po' dubbioso in quanto, per gusti personali, non amo la carne di coniglio. Mi sono ricreduto con piacere! Forse anche perchè nell'insieme dei sapori, la carne si sentiva meno degli altri componenti. Con il burro che era così buono, che secondo me si potrebbe utilizzare anche nelle diete salutistiche.

Infine “Il Manzo all’Olio delle Due Colombe con Polenta“ che era proposto come alternativa al “Tortino di Tinca“. E che ha totalizzato 5 preferenze su cinque commensali.

Carne molto tenera che ricordava la famosa pubblicità del tonno e del grissino.

Alla voce dessert, il nostro menu prevedeva “Semifreddo al Miele d’Acacia, Nocciole Caramellate, Olio Extravergine del Sebino“. Gentilmente ci è stata data la possibilità di scegliere liberamente dalla Carta dei Dolci.

Ed io ho ordinato una “Tartelletta di pasta brisee con mele verdi caramellate al rosmarino e spuma al Calvados“. Originale, fresca e ottimo finale della nostra cena.

Questa piccola cortesia abbinata alla gentilissima offerta di due altri assaggi che ci sono stati omaggiati nel conto finale, fa parte a mio giudizio di quelle attenzioni che fanno piacere, pur non essendo in alcun modo dovute.

Forse l'aver capito che eravamo un gruppettino di semplici appassionati, dilettanti, del cibo, ha spinto il gentile sig. Cerveni a farci queste due graditissime aggiunte: “Crostone di pane alle olive; tiepido di Salmerino; bietole ed erbe aromatiche“, servitoci dopo la patata viola e “Sautè di Mazzancolle su cous cous ai sapori mediterannei“, prima del manzo all'olio.

Con il Crostone, che a detta di un paio di partecipanti, è stato il miglior piatto della serata. E il sautè, vedi foto , che coreograficamente era molto bello, e anche buono, of course!

Coadiuvati dal gentile Sommelier, dopo la bottiglia di Franciacorta extra brut della Cantina Faccoli di Coccaglio, buona e che secondo chi lo aveva ordinato, ricordava per alcune caratteristiche lo Champagne, abbiamo ordinato due vini decisamente non del territorio: un Verdicchio ed un Barbaresco. Molto semplice e poco corposo, ma del resto lo avevamo messo in conto, il Barbaresco Basarin 2010 della Cantina Adriano di Alba. Soddisfacente, anzi a me è piaciuto molto, il Verdicchio Riserva San Paolo 2010 della Cantina Pievalta.

Le conclusioni, tutte positive, le ho già dette all'inizio.

Aggiungo che oltre al cibo e alla piacevole compagnia è stato simpatico ascoltare il proprietario che ci ha spiegato in poche parole lo stile della sua cucina.

Conto finale di 460 euro. 350 per i cinque menu degustazione; 81 per il vino e il rimanente per acqua e caffè.

Novantadue euro a testa per una cena che se penso a certi posti, spesso con vino in caraffa, dove vado per “la compagnia” ne può valere molti di più.

Sicuramente un ristorante da tener sempre presente.

Tenendo anche presente che (vedi ultima precedente recensione di un esperto mangione) l'imperfezione, può succedere anche in ristoranti di alto livello come il Due Colombe. Ma è sicuramente un'eventualità remota!

Foto della recensione

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