Per puro caso transito in quel di Rovato e mi ferm...

Recensione di del 18/02/2010

Due Colombe

120 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 120 €

Recensione

Per puro caso transito in quel di Rovato e mi fermo a pranzare in uno dei miei locali preferiti; non ho nessuna intenzione e nemmeno sono preparato a scrivere una rece, ma appena esco le dita già viaggiano sulla tastiera a testimoniare qualcosa che non ha funzionato. Tralascio volutamente la descrizione dell’ambiente, mise en place poiché nulla è cambiato dalla mia precedente esperienza.

Ordino acqua S.Pellegrino rigorosamente gassata e fresca, nessun aperitivo né proposto né richiesto, ecco comparire lo chef che, dopo i convenevoli di rito, spiega il menu (tutto visibile sul sito); vi sono tre piatti che m’intrigano particolarmente e quindi oggi si va alla carta con abbinamento al bicchiere, consultando il sommelier, di un bollicine e un fermo friulano.
In tavola sono già presenti i sottilissimi grissini e quindi ecco servite le tre tipologie di ottimo pane fatto in casa, neutro, al rosmarino e al burro, in abbinamento olio EVO del Garda.
A seguire gli appetizer: leggera e delicata la spuma di carote biologiche con olio alla vaniglia e gustoso il centrifugato di pomodoro con scampo, burrata e pesto.

S’inizia a fare sul serio con i sentori orientali della Zuppetta di cozze e crudità di crostacei, brodetto di zenzero e zafferano, dove nel bianco piatto tondo le otto cozze sgusciate e disposte a cerchio racchiudono le quattro crudità di scampi e mazzancolle; l’impiatto è terminato al tavolo, dove da una teiera lo chef versa il brodetto agrodolce composto dall’acqua rilasciata dai mitili durante la cottura con aggiunta di zenzero, caramello e pistilli di zafferano.
Da provare insieme tutti gli ingredienti, cosicché le saporite cozze sode e dalla giusta pezzatura e i freschi e delicati crostacei, che solo ora ricevono il caldo abbraccio del delicato brodetto, restituiscano un piatto delicatamente speziato e di un buon equilibrio.
Nell’attesa ecco che dalla cucina arriva un assaggio di Fagottelli di pasta fresca ai carciofi liquidi, olio nuovo, chips di carciofi e bottarga di muggine, piatto di gusto con cottura ideale della pasta e cremoso il ripieno dei quattro fagottelli, di ottima qualità la bottarga grattugiata su tutto, mentre di taglio troppo grosso le chips fritte che disturbano in fase di degustazione.
E’ del territorio, con uvaggio Pinot Nero e Chardonnay e con una permanenza sui lieviti di sei anni il primo abbinamento scelto. Il Franciacorta Extra Brut 2001 Ferghettina dal un colore giallo carico, un perlage fine e di buona persistenza, sia al naso sia in bocca troviamo i classici sentori dei Franciacorta. Prodotto che si pone nella media qualitativa del territorio ma nulla di trascendentale.

Il piatto più atteso si è rilevato una mezza delusione, perché il Risotto mantecato alle ostriche di Bretagna e burrata pugliese non è riuscito a trasmettere nessuna emozione particolare. Semplice, semplice la preparazione: piatto bianco a forma di conchiglia con riso, straccetti di burrata, quattro ostriche e olio EVO. All’assaggio il riso è in avanzato stato di cottura, la mantecatura con l’acqua delle ostriche è praticamente nulla, così com’è neutro l’apporto dato dalla burrata, superfluo l’olio. L’abbinamento in linea di massima ci può stare, ma oggi quasi tutti gli ingredienti, a parte le ottime e golose ostriche, sembra si siano presi un giorno di vacanza. In definitiva un riso in bianco, anche un po' annacquato, con le ostriche, poco equilibrio a gusto zero.

Si volta decisamente pagina e su di un piatto rettangolare ecco servita la Tagliatina di petto d'anatra, ristretto di mosto d'uva, germogli di erba medica, piccola terrina di foie gras con gli otto pezzi di carne disposti centralmente e contornati dall’erba e dal cubo di foie gras. L’anatra, dai tagli idonei, è cotta a punto giusto e meravigliosamente si abbina con il delizioso foie gras, mentre l’erba medica ben svolge il compito di sgrassare. Ma l’ultimo ingrediente è mal gestito: il mosto d’uva è troppo stucchevole e in quantità elevata, purtroppo non posizionato solamente a margine ma anche sopra la carne stessa, quindi senza possibilità né di scelta né di dosaggio personale.

E’ il Sauvignon Ronco delle mele 2007 – Venica & Venica il secondo abbinamento al bicchiere. Vitigno in purezza, colore giallo paglierino, al naso molto aromatico e con sentori anche fruttati, anche in bocca è molto ricco, grande equilibrio e ottima persistenza. Un buon vino.

Concludo con un ottimo caffè brasiliano accoppiato a della discreta piccola pasticceria composta da gelatine alle erbe e allo zenzero, pasticcino con frutti di bosco, bacio di dama, sottilissimo croccante, piccola spumiglia, crema di lampone e mousse di cioccolato su base di biscotto.

Ecco il conto presentatomi: un antipasto euro 22,00; un primo piatto euro 28,00; un secondo piatto euro 28,00; quattro calici vino euro 36,00; un’acqua minerale euro 3,00; un caffè euro 3,00. Totale euro 120,00.

Come già dicevo all’inizio l’Ambiente è rimasto invariato. Il Servizio è risultato leggermente meno curato e con una spiegazione dei piatti molto più superficiale.
Un passo indietro per la Cucina: antipasto di livello; deludente il riso non solo per la filosofia del piatto ma anche nel minutaggio della cottura; secondo interessante ma rovinato dall’eccessiva e marcatamente dolciastra presenta della salsa. Generalmente una mano fantasiosa che continua a mantenere i classici del territorio e svaria, quest’oggi con alterne fortune, anche con proposte creative.
La Carta rimane completa con una buona scelta, nella norma Prezzi per i degustazione, non sicuramente bassi a la carta.
Discorso a parte i Vini. Già nella prima recensione la cantina mi era sembrata con prezzi sopra la media. Oggi, che qualitativamente siamo andati sì dal discreto al buono, non è possibile presentare un conto del genere. Quattro bicchieri, con non più di 100 cl cadauno esagerando in eccesso, a trentasei euro, nove euro a calice. Personalmente lo ritengo un prezzo spropositato.
Cucina da sei e mezzo ma viste le precedenti esperienze portato a sette e rapporto qualità/prezzo scarso.
E’ la prima volta che esco da questo ristorante con l’amaro in bocca; per carità la giornata storta può capitare a tutti, anche al sottoscritto nell’ordinare determinati piatti o nell’essere nella condizione ideale per degustare, questo è comprensibile pur pagando determinate cifre. Mentre quanto elargito oggi per il vino personalmente mi risulta meno comprensibile.
Comunque amici, sempre “de gustibus”.

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