Dopo averlo snobbato per molto tempo, ancora oggi ...

Recensione di del 27/06/2009

Due Colombe

96 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 96 €

Recensione

Dopo averlo snobbato per molto tempo, ancora oggi una vera ragione non c’è, decidiamo che è giunto il momento di provare la cucina del ristorante le Due Colombe di Rovato. Lo chef Stefano Cerveni, noto da anni su Brescia e provincia ultimamente è salito agli altari della “cronaca” gastronomica per aver ottenuto la sua prima stella Michelin.
Dopo aver prenotato telefonicamente raggiungiamo il ristorante che si trova nel centro del paese di Rovato, nel cuore della Franciacorta. Una gentile cameriera ci apre la porta e successivamente arriva quella che sembra essere la titolare che si sincera della nostra prenotazione e ci fa accomodare al tavolo.
L’unica sala a disposizione, rialzata rispetto all’ingresso, è un ambiente caldo ed accogliente, di medie dimensioni, con un alto soffitto con travi a vista e nel quale possono trovare posto circa quaranta persone. I tavoli sono distanziati tra loro quel che basta per dare un minimo d’intimità e non dover ascoltare le conversazioni altrui. Le tovaglie, di ottima finitura e materiali, oltre a non essere stirate al tavolo hanno il difetto di non arrivare fino a terra e lasciare quindi scoperte le gambe dei tavoli. Posate e bicchieri sono nella media mentre per le porcellane si nota la ricerca di forme particolari e di design che ben si sposino con la presentazione dei piatti.

Dopo esserci accomodati ed aver declinato un aperitivo a base di Franciacorta, ci vengono portati acqua naturale ed i menu, per i quali il maître si preoccupa di spiegarci le differenti tipologie e possibilità di degustazione. Noi optiamo per un menu creativo al costo di 70,00 € che dovrebbe darci la possibilità di assaggiare i pezzi forti del locale ed avere una panoramica completa sullo stile di Cerveni. Il ristorante offre però molte altre possibilità degustative come il menu Bollicine o quello della Tradizione (consultabili dal sito internet) oltre ovviamente a delle proposte a la carte che hanno un prezzo medio di 20,00 € a portata.

Prima di iniziare la degustazione ci viene servito una delle due entrée (sfortunatamente il personale si dimentica di noi e quindi non ci viene servita la prima delle due entrée che abbiamo supposto essere a base di salmone) che consiste in una crema di cavolfiore con tartufo nero: non poteva esserci inizio migliore, una delicatissima vellutata arricchita nel finale da un paio di scaglie di tartufo nero.

Iniziamo poi con il percorso vero e proprio.
La patata viola, il gambero rosso ed il Franciacorta.
Un gambero rosso crudo e molto fresco è adagiato su un letto di patate viola e delle chips di topinambur. Il tutto viene servito con un’invenzione dello chef che in sostanza è riuscito a “sospendere” le bollicine del Franciacorta nel bicchiere, come se fossero cristallizzate, che successivamente vengono versate all’interno del piatto e danno un ottimo gusto amaro e secco alla grassezza e dolcezza di gambero e patate.

Il secondo piatto sarà diverso per me e la mia compagna.
Io rimango legato al menu e quindi assaggio la crème brûlée al foie gras d'anatra, germogli, fori e aceto balsamico tradizionale di Modena.
Per amanti del foie gras una vera leccornia con l’aggiunta di fiori e germogli che aiutano a pulire la bocca e a sgrassare un po’ il piatto.
In fase di ordinazione la mia ragazza aveva chiesto la possibilità di cambiare questo piatto ed il gentile maître le ha proposto quindi una vellutata di piselli con crudité di scampi e panna acida: non ho provato questo piatto ma mi è stato confermato fosse delicato ma sfizioso.

Successivamente arrivano i tortelli di coniglio, vellutata alle erbe aromatiche, parmigiano croccante.
Forse il piatto meno sorprendente. I tortelli sono molto saporiti, con un ragù pregevole ma a mio giudizio appesantito dalla riduzione al burro presente nel piatto.

È la volta delle capesante "mezzecrudemezzecottee", crema di topinambur, polvere di liquirizia e sale affimicato.
Piatto semplice, dagli abbinamenti non pioneristici ma di sicura riuscita e molto gustoso. Si tratta di due capesante lasciate a mezza cottura adagiate su una crema di topinambur e da intingere in una delicata polvere alla liquirizia.

L’ultima portata prima del dolce è l’anatra laccata al miele e soia con purè di lenticchie di Castelluccio.
Un’abbondante tagliata d’anatra deliziosamente saporita e resa ulteriormente dolce e sfiziosa dal miele versato copiosamente su di essa.

Passiamo poi al dolce.
Una mousse morbida al mascarpone e cioccolato fondente, nella zuppa al passion fruit.
Dolce molto delicato in quanto sia il mascarpone che il cioccolato sono montati a tal punto da dissolversi una volta che vengono portati alla bocca. La classica zuppetta al passion fruit è poi una manna per pulire la bocca e chiudere in bellezza.

Successivamente ordiniamo due caffè, con i quali ci viene portata una discreta piccola pasticceria fatta in casa costituita da qualche tartelletta e delle gelatine. Menzione speciale per il caffè miscela Brasiliana davvero superlativo.
Ad accompagnare tutta la cena, dalla carta dei vini incentrata prevalentemente sul territorio, il maître ci ha consigliato una Malvasia dell’Azienda Zidarich, dopo avergli confessato la nostra passione per Damijan e soci. Ottimo biodinamico che è venuto fuori alla distanza con una piacevole mineralità e dei sentori impareggiabili. La carta dei vini non è ampissima, ma offre comunque alcune chicche da intenditori. I ricarichi purtroppo sono da stellato, ovvero altissimi.

In conclusione si è trattato di un’ottima cena, con alcuni piatti più sorprendenti di altri sia per via della preparazione che degli abbinamenti, mentre le materie prime sono sempre state di altissimo livello.
Il servizio è stato cordiale e solerte, con la sola eccezione che si sono dimenticati di sostituire il tovagliolo alla mia ragazza quando si è alzata per andare ai servizi e che ci hanno dimenticati in occasione della prima entrée.
Il conto totale per due persone è stato di 191,00 € di cui 140,00 € per i due menu, 37,00 € per il vino ed il resto da distribuire tra acqua, molta, e caffè.

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