Durante un giro in Vespa domenicale tra le campagn...

Recensione di del 09/10/2011

Trattoria il Gabbiano

55 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 55 €

Recensione

Durante un giro in Vespa domenicale tra le campagne basso Bresciane e Cremonesi, giunta l’ora di pranzo, dopo il consueto incrocio di consultazione guida/ilmangione.it, decidiamo di desinare alla trattoria del Gabbiano; puntiamo quindi il faro tondo della motoretta d’epoca verso Corte de Cortesi, dove ivi giunti parcheggiamo comodamente innanzi al locale nel’amena piazza di questo tranquillo paese campestre. Il ristorante è distinguibile esternamente nella fila di palazzi che lo ospita da un’insegna dipinta sul muro un po’ sbiadita dal tempo e da un gradevole dehors. Varcata la soglia d’ingresso ci troviamo nella prima sala da pranzo fungente anche da enoteca, infatti, su due lati vi sono delle scansie in legno dove trovano posto facendo bella mostra di sè molte bottiglie, tra le quali alcune etichette di notevole pregio e particolarmente ricercate.
Dopo alcuni istanti d’attesa presso il bancone da bar ci viene incontro una gentile cameriera che verificata la nostra prenotazione ci accompagna al desco a noi assegnato.
La tavola è apparecchiata in modo semplice ma con premura, un candido bianco copri-macchia, posateria d’acciaio lucido, bicchieri per l’acqua colorati e calici senza segno d’usura alcuno.

Un flûte di Franciacorta della cantina Breda Sole, accompagnato da dei deliziosi crostini di pane ricoperti da una gustosa crema allo zola sulla quale trionfa una mezza noce, allietano la lettura del invitante menu.
In carta vi son parecchi piatti sia di pesce che di carne: alcuni legati intimamente al territorio ed altri accompagnati dal riconoscimento della chiocciolina Slow Food; vi sono in oltre due menu degustazione proposti a 30 €. Per il pranzo odierno la nostra comanda è à la carte.
Corposa e ben fornita, dai ricarichi altalenanti, la carta dei vini dalla quale scelgo “un commuovente” Chateauneuf du Pape rouge vendemmia 2004 della storica maison La Nerthe, proposto a 50 €. Al calice rosso intenso, al naso gradevoli profumi di frutti di bosco a bacca rossa maturi s’armonizzano con eleganti profumi lattici; in bocca pronto, pieno, sontuoso e gradevolmente allappante. Calice che si presterà perfettamente a ciò che andremo a degustare in seguito.

Venendo alle vivande, mi stupisce sempre il fatto che i miglior culatelli di Zibello li riesca a mangiare quasi esclusivamente fuori dalla zona di produzione. Sublime è l’antipasto: il “culatello stagionato di Zibello” per l’appunto. L’insaccato è affettato in fette sottili e presentato in un bel piatto di ceramica tondo; nel centro v’è un invitante carciofo il cui gusto sposa bene quello del pregiato insaccato, anche se il modo migliore per gustare lo stesso rimane senz’ombra di dubbio al naturale e “pigliato” rigorosamente con le dita. Degne di nota anche le dolci focaccine servite a parte.

D’ottima fattura anche i miei “Marubini con crema di Grana Padano e noci”; piatto tipicamente stagionale dal gusti semplici, decisi ed equilibrati. Porosa spessa e ben cotta la pasta dei marubini.

Proseguo con il cinghiale in umido accompagnato dalla sua polenta abbrustolita; altro piatto ben riuscito, ben cotto e ben presentato, a cui si abbina perfettamente il tipico companatico padano.

Chiudo con una più che ben eseguita crème brûlée, accompagnata da un bicchiere di liquore all’arancia consigliatomi; buono ma non indimenticabile.
Caffè, ed onoriamo il conto molto onesto di 110 € (due aperitivi, due antipasti, due primi, un secondo, un dolce, due bottiglie d’acqua, una di vino, un bicchiere di distillato, due caffè, pane e coperto)
Locale accogliente, autenticamente tipico e amorevolmente gestito; cucina solida con materie prima di indubbia freschezza e lavorate con sapienza. Servizio cordiale, premuroso e mai invadente.
Abbiamo titubato a provar questo ristorante perché ci son giunti pareri contrastanti, noi francamente non possiamo far altro che accodarci incondizionatamente a coloro i quali van parlando bene de il Gabbiano.

Matteo e Patrizia

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