Dopo averci fatto mettere in lista di attesa e ave...

Recensione di del 04/12/2010

D'O

57 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 57 €

Recensione

Dopo averci fatto mettere in lista di attesa e aver a lungo invano atteso di essere chiamati, proviamo a vedere se qualche posto si è liberato all’ultimo minuto per il venerdì sera: purtroppo no, ma gentilmente ci viene fatto notare che sarebbe disponibile un tavolo per il sabato a pranzo. Ovviamente accettiamo, curiosi di assaggiare la “cucina pop” di Davide Oldani (così lui ama definire le proprie creazioni; ci si domanda come il “pop”, che in verità si affaccia appena nei piatti da noi degustati, si possa conciliare con “la tradizione in cucina”, motto che campeggia all’interno del nome stesso del ristorante).
Così ci presentiamo puntuali il sabato a mezzogiorno e mezzo in questo locale situato nella periferia milanese. Suonato il campanello, veniamo fatti entrare e, accertata la prenotazione, ci vengono ritirati i cappotti prima di farci accomodare al nostro tavolo. Inutile insistere sul fatto che non si tratta di un ambiente di alto livello, bensì di una trattoria di buon livello: tutto è molte semplice, forse fin troppo, i tavoli non sono grandissimi e abbastanza (ma non ancora troppo) ravvicinati, la mise en place è molto sobria. Sulla stessa lunghezza d’onda è il servizio, che si dimostra ad ogni modo solerte e puntuale (con qualche piatto servito dallo stesso chef, il cui volto è ormai a molti noto).
Dopo qualche indecisione, optiamo per una scelta alla carta con due antipasti identici e due primi e due secondi differenti che ci divideremo. Accompagneremo il pasto con un Sauvignon Sanct Valentin di San Michele sulla Strada del vino (Alto Adige).

Come si sa D’O non prevede alcune attezioni ormai quasi abituali della ristorazione come appetizer e pre-dessert.
Perciò si inizio subito con la notissima cipolla caramellata, con Parmigiano caldo e freddo: purtroppo si tratta di un piatto, per ideazione ed esecuzione, soltanto discreto e, viste le alte attese, un po’ deludente. Sopra un fondo di pasta caramellata, a nostro gusto quasi stucchevolmente dolce e troppo calda, è disposta una mezza cipolla cotta; sul fondo del piatto la fonduta calda di Parmigiano Reggiano, in realtà soltanto tiepida e in esigua quantità; sopra la cipolla una pallina di sapido gelato fatto con lo stesso formaggio. I sapori sono amabili, rotondi, ma il gioco di temperature è riuscito solo a metà e il gusto è decisamente sbilanciato sul dolce.

Cambio di registro con uno dei primi. Riso mantecato con bottarga di muggine, marrons glacés e scorzette d’arancia: riuscitissima delizia!! La mantecatura di questo risotto in bianco è eccellente, cremosissima, mentre l’insolito abbinamento di sapori si rivela un perfetto equilibrio.
Di nuovo soltanto discreto l’altro primo, un po’ insignificante (anche per la scarsità del condimento): gnocchi arrostiti con fondo di burro bianco, curry e pera.

Anche i secondi si dividono in un alto e in un basso. Solo abbastanza buono lo stinchetto di maiale fondente (ma in realtà poco “fondente”, ovvero non morbidissimo), con scarola brasata e a parte un bicchiere di tisana calda al cedro e aneto, che si rileva forse essere il tratto più riuscito del piatto.
Più riuscito, il bianchetto di faraona arrostito con capesante brasate e spugnole, dal sapore deciso e sapido della carne che ben si sposa con la dolcezza delle capesante.

Tonfo verticale verso il basso con l’unico dolce per entrambi: crema di mais, gelato al cioccolato bianco Ivoire, rosmarino e frutta al fondo. Quasi sgradevole la “crema di mais” che sembra propriamente essere una purea di granoturco crudo (sa di pannocchia), azzeccato l’abbinamento di cioccolato bianco e rosmarino, quasi inesistente l’apporto della mela al forno.
Chiudiamo con il conto e la ricevuta fiscale, pagato direttamente al banco nelle mani dello chef (e rigorosamente in contanti): due cipolle caramellate (23 €), due primi (23,50 €), due secondi (29,50 €), un dolce (6,50 €), una bottiglia d’acqua naturale (2,50 €), una bottiglia di vino (30 €), per un totale di 115 €.

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