La voglia di provare questo locale è tanta che anc...

Recensione di del 24/07/2007

D'O

50 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 50 €

Recensione

La voglia di provare questo locale è tanta che anche Oldani la intuisce, difatti riusciamo a spuntare una “tavolata” da nove persone, contro la politica del locale che predilige massimo sei persone per tavolo, per garantire una migliore comunicazione e, non dimentichiamolo, evitare la caciara di alcune compagnie di allegroni. Dalla nostra il fatto che fosse una cena di lavoro.

All’arrivo è lo stesso Oldani che ci accoglie facendoci accomodare, guidati da un giovane collaboratore, al tavolo. I posti a sedere sono una trentina: una ventina sulla sala di destra con cucina a vista, una decina nella saletta a sinistra, purtroppo interrotta dalla presenza massiccia dell’ante-servizi che spezza la sala e la trasforma in una pianta a ferro di cavallo, con i bracci non in contatto visivo tra loro.

La sala è sobria e misurata: spugnato giallo alle pareti, soffitto bianco, illuminazione minimalista con binari in acciaio e faretti. Semplice anche l’arredamento di tavoli in legno con tovaglia e coprimacchia bianchi; bicchiere da acqua tumbler in vetro colorato, presente un calice che verrà sostituito in base alla scelta del vino.

Una volta accomodati lo chef ci presenta il menu, previamente concordato, chiedendo se ci fossero variazioni per intolleranze o altri problemi.


Ricevuto l’assenso, partiamo, a tratti è lo stesso Oldani che serve ai tavoli, con Parmigiana di melanzane caramellate e contrasto al parmigiano: uno sformatino di melanzane caramellate, a tratti con una caramellatura quasi eccessiva, racchiuso da una striscia di pasta sfoglia, piatto giocato sulla contrapposizione caldo/freddo di gelato al parmigiano e crema calda allo stesso e dolce/salato del caramello col parmigiano.

Il primo è un Risotto Carnaroli stagionato con melone, costa di lattuga e porto: un risotto cremoso e dalla perfetta cottura disposto a specchio, è decorato da cubetti di melone fresco, lattuga appassita e riduzione al porto che ha perso tutto il dolciastro del vino per conservare il corpo. Equilibrato, interessante il solito gioco dei contrasti e delle consistenze.

La proposta del secondo è un Medaglione di agnello glassato con bietole e prugna al Calvados: quanto tenero e ben cotto è l’agnello e sapido senza essere eccessivo il fondo, quanto, ahinoi, dure le bietole, fuori stagione, chissà il perché di questa scelta…. Bene la prugna “corretta”.

Concludiamo con Tortino al cioccolato amaro con crema al pepe bianco e sorbetto al peperone: il cioccolato è veramente amaro e si lega bene con la delicatezza della crema: pepe bianco annunciato, ma poco pervenuto, e l’insolito sorbetto di verdura. Ottima l’idea di inserire anche una cialda di cioccolato croccante.

Il servizio è accurato, ma forse un po’ autoreferenziale: un giovane cameriere interrompe la conversazione per presentare il piatto, ma Oldani chiude la cena venendo a sincerarsi dell’esito, e con quattro chiacchiere al momento del conto. Le stoviglie sono di buon gusto, senza eccessi, anche se si gioca un po’ presentando il secondo in una fondina e il dessert in una sorta di scodella bordata.

Buono anche il pane, un saporito integrale che si indovina fatto in casa.

Sobria la carta dei vini: due pagine di bollicine e bianchi divisi per regione, due di rossi, una di vini dall’estero e una di passiti; i prezzi sono ragionevoli si va dai 14 euro in su. La nostra scelta, ragionando con un giovane e pronto sommelier, è stata un Lugana Superiore Sartori per antipasto e primo, Teroldego Riserva Mezzocorona per il secondo e Barolo Chinato Cocchi per il dolce.

Il conto: il menu a 42 euro di cui 8 l’antipasto, 12 il primo, 16 il secondo, 6 il dessert, 16-18 euro per i vini, 34 il Barolo Chinato.

La soddisfazione: il primo approccio convincente con una cucina “creativa”.
Il rimpianto: il gruppo un po’ numeroso e non essere nella sala della cucina.

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