Incuriosito da segnalazioni e recensioni più o men...

Recensione di del 23/02/2008

Carpe Diem

29 € Prezzo
5 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 29 €

Recensione

Incuriosito da segnalazioni e recensioni più o meno positive in rete, decido di visitare questo locale situato nella splendida location di Conversano.

Arrivo poco dopo le 20.30. Il locale si trova nella caratteristica Piazza Castello della cittadina, poco più su la Cattedrale al momento in restauro. Entro, l’ingresso è vuoto, c’è solo il pizzaiolo che cura il forno a legna, faccio accomodare mia moglie.
Nell’attesa di essere ricevuto, noto che l’ingresso è curato, avrò modo di osservarlo in dettaglio al momento del saldo del conto: sceso qualche gradino, troviamo sulla destra il banco di lavoro del pizzaiolo, alto, non a vista, rivestito in legno; in senso antiorario un banconcino tipo bar, e un espositore con numerosi tè, con sulla sommità appoggiata la carta dei tè. Proseguendo un tavolino imbandito, con numerose bottiglie. Altre bottiglie sono poste in alto tutt’intorno. Il lato sinistro è occupato dal guardaroba e dall’ingresso ai bagni. Colori caldi, come caldo e accogliente è il risultato finale. Aggiungo – poiché spesso per i locali non è così – bagni curati, molto puliti, una candela profumata molto discreta completa il quadro.

Dopo pochi secondi veniamo fatti accomodare in sala, quasi vuota data l’ora. Vengono ritirati i cappotti e appesi nel guardaroba. I camerieri sono vestiti col grembiule di servizio, sono molto gentili, accuratamente rasati, i capelli raccolti.

Ci guardiamo intorno: la sala rettangolare, con volta a botte, ha i muri intonacati di bianco fino ad una certa altezza, volte e travi presentano pietra a vista. Dalle finestra a centro sala si può intuire la corte interna utilizzata per il servizio estivo.

Apparecchiatura ordinata, tovagliato grigio damascato, sopratovaglia grigio chiaro. Il ristorante dispone di tavoli quadrati composti in più soluzioni, giustamente distanziati; da qualche gamba che spunta intuisco che sono tavolini tipo bar da esterno. Qualche perplessità sugli abbinamenti e lo stile: posateria Sambonet, bicchieri anonimi di vetro, caraffa da mezzo litro per il vino in vetraccio, piatti CasaJo decorati. Alla sostituzione delle posate, ci vengono portate posate Ikea. E’ presente un sottopiatto di creta decorato, con un centrino di cotone. I centrini dei due coperti sono diversi per dimensione e lavorazione.

Ci viene presentato il menu e portata una bottiglia di acqua naturale in PET. Il menu è in cartone, piuttosto sbrindellato, per essere onesti è a pezzi, gli angoli sono consunti ed atticciati. Speriamo in una prossima ristampa.

La carta offre antipasti, primi, secondi, pizze, dolci. Le bevande sono indicate genericamente, non è presente elenco dei vini, né ci viene presentata carta dei vini.
Non riporto la carta, ma per la sezione ristorante abbiamo antipasti sui 6-7 € (antipasto della casa 20€ minimo due persone), primi da 8-10 €, secondi di carne 14-16 €, pesce secondo disponibilità.

Uno dei camerieri – almeno cinque al servizio in sala – mentre siamo in consultazione del menù, si presenta penna e taccuino alla mano pronto per l’ordinazione. Senza il tempo di proferir parola, spinge per un antipasto della casa, inoltre ci informa che fuori menù sono disponibili dei tagliolini al nero di seppia con fiori di zucchina, gamberi e zafferano. Incuriositi accettiamo, ci riserviamo per i secondi. Il cameriere spinge per un arrosto misto al centro, gentilmente decliniamo.

Come vino, testualmente: “Abbiamo i soliti: Gewurztraminer, Greco, Muller Turghau, Falanghina... vi porto una Falanghina?”. Non convincendomi questa elencazione (mi piace il vino onesto, se devo aprire una bottiglia mi piace saperne un po’ di più sulla cantina e non ultimo sul prezzo, anche se non mi aspetto sorprese), chiedo se hanno una carta oppure fanno servizio al calice. Come risposta: “Vi porto un mezzo litro del vino della casa, uno Chardonnay”. Alzo bandiera bianca e dico che va bene.

Gli antipasti

Mini-quiche alle verdure

Carpaccio di coppa di maialino in salsa di sedano: purtroppo insapore il maialino, salsa al sedano troppo delicata, da non percepirne il sentore.

Carpaccio di porchetta: eccessivamente aromatizzata la porchetta, comunque di buon livello, ben affettata.

Tortino agli spinaci su purea di fave: sapore casereccio, purea accennata e delicata, servito con una julienne di carote.

Tortino di patate e gorgonzola al balsamico: buona proposta, ben amalgamati gli ingredienti, la portata migliore della serata.

Tortino di melanzane su guazzetto di pomodori con dadini di pane bruschettati: ben fatto, ripieno di mozzarella, una giusta cottura.

Tortino di alici e pomodorini: il tortino è “secco”, le alici anche se si percepiscono fresche, sono eccessivamente cotte e dure.

Ho voluto dettagliare l’antipasto con commenti singoli perché merita l’impegno per la presentazione e la spiegazione, giustamente rapida, delle proposte. Senza voler togliere nulla ad una buona iniziativa, comunque sono state presentati due carpacci e quattro tortini, quasi tutti i piatti sono stati presentati anche con scaglie di grana e prezzemolo tritato. Sono forme comode e funzionali al servizio, in particolare per un sabato sera, ma ripetitive. Gli ingredienti comunque freschi non portano al palato sensazioni da ricordare. In particolare per la quiche e il tortino di alici si sentiva il probabile contributo del secondo passaggio in forno per essere riscaldati.

Servizio giusto nei tempi: non sono state presentate tutte le portate contemporaneamente ma sono state cadenzate. Cestino del pane sostituito quando vuoto. Eccessiva fretta nel ritirare i piatti non appena vuotati.

Arriva il nostro primo, tagliolini al nero di seppia con fiori di zucchina, gamberi e zafferano. Il piatto presenta la pasta saltata nella panna colorata dallo zafferano, i fiori di zucchina amalgamati in forma di pesto, due gamberi scottati e sgusciati solitari in capo alla pasta completano il quadro.

I gamberi, cotti a parte (non erano amalgamati alla salsa), sembravano una decorazione, non intervenivano minimamente nella costruzione del piatto; il piatto, seppur giusto nella cottura e consistenza, è apparso molto appesantito e influenzato nel sapore dalla salsa alla panna. Un pesto come quello di fiori di zucchina (delicato e dal retrogusto leggermente amarognolo) è stato totalmente surclassato dall’aroma di zafferano. Un piatto ben pensato, sicuramente impegnativo, niente affatto riuscito; da rivedere le proporzioni, panna sicuramente da eliminare.

I tagliolini hanno “ammazzato” il nostro appetito residuo, non procediamo col secondo, passiamo al dolce: un tortino al cioccolato per mia moglie, e una cupola di cioccolato e cocco per me.
Il tortino, presentato con salsa al caffè, ha un cuore caldo di cioccolato. Non ha entusiasmato la mia signora, buono il contrasto caldo-freddo delle due salse. La cupola (crema al cioccolato al latte e al cocco) era molto fresca, consistenza guastata dall’eccessiva presenza della farina di cocco usata come decorazione: ricopriva il tortino, era impossibile da evitare, conferiva quella granulosità a tratti fastidiosa.

Il conto: coperto (4 €), antipasto (20 €), primi (18 €), dolci (9 €), mezzo litro di vino (5 €), acqua (2 €). Totale 58 euro.

Nel dettaglio il giudizio:

Premessa.
Il "Carpe Diem" non l’ho capito. Come target copre dalla “pizza e birra” al “ristorante di tono”. Troppe pretese, il locale secondo il mio parere dovrebbe orientarsi verso una o l’altra direzione. Molto probabilmente è l’impronta della gestione. Tra il fare due cose con medi risultati e farne una ottimamente però, io sceglierei la seconda. Si nota inoltre una certa miopia nella valorizzazione dell’offerto. In ingresso ho notato la carta dei tè, ma non ho notato sia stata proposta. Nello stesso ingresso (ambiente caldo e secco, in particolare per la presenza del forno della pizzeria) ho notato numerose bottiglie esposte, tra cui un Nobile di Montepulciano Riserva del 2001 in formato magnum, la maggior parte dei mangioni sa che vino importate sia e che annata sia stata la 2001... ebbene, il locale non sembra disporre nemmeno della carta dei vini. 10 €/litro per il vino della casa inoltre è eccessivo. Le potenzialità comunque ci sono.

Ambiente. Ambiente curato, ben recuperato, molto pulito, la mise en place dovrebbe essere più omogenea.

Servizio. Esecuzione attenta, personale gentile e puntuale. Un po' invadente in ordinazione.

Cucina. In generale sono contrario a visitare un locale di sabato sera, ma come la maggior parte degli italiani, si riesce ad uscire solamente nel week–end. In questo caso però posso dare un giudizio sereno, non eravamo in fase critica con il locale strapieno. Serata non molto positiva, non posso concedere le attenuanti per il primo (siamo stati tra i pochi in formula ristorante, la maggior parte degli avventori ha preso una pizza), inoltre antipasti e dolce erano preparati in precedenza, sono stati solo impiattati. Non posso dare quindi la sufficienza.

Rapporto qualità/prezzo: il locale mi è sembrato un po’ caruccio rispetto alla fascia in cui si vuol collocare, si va facilmente sui 45 € a persona per un pasto completo senza vino. Non considero nella valutazione la formula pizzeria, che comunque si attesta sui 20 € a testa.

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