Consigliato da un ex-collega, Via del Borgo è da t...

Recensione di del 01/08/2007

Via del Borgo

55 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 55 €

Recensione

Consigliato da un ex-collega, Via del Borgo è da tempo presente nella lista delle mete da provare: Concorezzo non è molto comodo logisticamente per noi, ma visto il periodo estivo confidiamo nella migliore viabilità. Quindi mercoledì 1 Agosto viene prenotato per una serata all’insegna della buona cucina. Raggiungiamo il ristorante che si trova al centro di Concorezzo. L’esterno è abbastanza anonimo perché sulla strada principale si affaccia il retro del ristorante: la particolarità del locale è che si trova all’interno di una casa di corte sapientemente ristrutturata. Il porticato si affaccia su un piccolo giardino e le volte sono chiuse da grandi vetrate: visto il periodo estivo e la bella serata, le vetrate sono aperte e il clima è fantastico. L’ambiente è elegante, ma accogliente: pavimento di cotto, tavoli rotondi di vetro con piccole tovagliette si affiancano a tavoli per due, coperti da bianche tovaglie. L’apparecchiatura è essenziale con bei bicchieri in cristallo e splendidi sottopiatti con fiori dai colori vivaci: la candela rimarrà spenta tutta la sera. Peccato.

Entriamo nel ristorante: piccolo problema…. non trovano la nostra prenotazione. La sala esterna è già quasi piena. Il personale in sala si mostra non particolarmente simpatico, e freddo. Ci viene portato un cesto dei pani che da solo vale il viaggio culinario: il migliore che abbia mai visto ed assaggiato. Dico visto perché è splendido anche dal punto di vista estetico: il cesto è una piccola riproduzione dei cesti per far riposare il pane e racchiude dei piccoli panini alle olive, alle patate, bianco, alle noci, fogliette di farina bianca e farina nera, sfoglie con grani di sale e splendidi grissini. Il tutto è accompagnato da una ciotolina di burro: la qualità è altissima, voto 10.

Ci viene portata la lista dal maître il quale se ne va immediatamente: l’unico punto negativo sembra essere proprio il servizio e sarà una costante di tutta la serata. L’organizzazione in sala è confusionaria: i camerieri seguono indistintamente tutti i tavoli con il risultato che non si instaura alcun rapporto tra i commensali e chi dovrebbe fare da guida in un percorso di piacere culinario. Durante la serata è capitato che posate pulite appena posizionate da una cameriera venissero sostituite dalla cameriera che passava dal nostro tavolo subito dopo. Inoltre il maître non si è mai avvicinato al nostro tavolo per chiedere se la serata fosse di nostro gradimento. Il voto per il servizio si concretizza in un 6 di incoraggiamento perché vista la qualità della cucina sarebbe un peccato saltare questa tappa gastronomica.

Scegliamo quindi dalla lista: mio marito opta per un menu degustazione che ha la possibilità di scelta del secondo piatto tra una carne e un pesce. Da notare che la mia lista non riporta i prezzi, mentre sono indicati in quella di mio marito, secondo i canoni del galateo.
Ci viene, quindi, offerto un bianco frizzante e come entrée, una polpettina calda. La lista dei vini è molto ben fornita: mio marito opta per una mezza bottiglia di Merlot, in quanto io sono astemia.

I piatti del menu sono i seguenti:
- Semifreddo di melone, gambero al forno, prosciutto e dressing al Porto: voto 9, non avremmo scommesso molto su tale piatto ed invece si è rivelato innovativo. Il gelato di melone con piccoli pezzi di prosciutto crudo croccanti adagiato sopra è accompagnato dal gambero rivestito di capelli d’angelo croccanti. Il connubio caldo-freddo e morbido-croccante regala al piatto un’armonia eccezionale.
- Sfoglie di baccalà leggermente affumicato con gelè di rape rosse: voto 7. Buone le sfoglie di baccalà, mentre le gelè di rape rosse non aggiungono molto al gusto, ma solo all’estetica cromatica del piatto.
- Risotto mantecato al pomodoro con cagliata e tartar di crostacei: voto 9. Il piatto viene degustato da me e non da mio marito il quale invece si delizia con il primo scelto da me nella lista e che descriverò dopo. Amante dei risotti, ho apprezzato la particolarità degli abbinamenti: la cagliata fredda si sposa molto bene con il crudo dei crostacei (ultimamente il crudo va molto e soprattutto l’abbinamento con i latticini sembra essere la novità del momento) e con l’acidulo dei pomodori, base della mantecatura.
- Minestrone tiepido di verdure coi frutti di mare al profumo di basilico: voto 7 ½, piatto ben eseguito con vongole e un buon profumo e sapore di basilico.
- Filetto di ricciola grigliata con la salsa tonnata e pomodori passiti: voto 8, la salsa è saporita e dà gusto al trancio di pesce.
- Il Carrello dei Formaggi: lo scrivo con le iniziali maiuscole. Voto 10, uno dei migliori visti in circolazione: moltissime le scelte tra capra, pecora e vacca. Diverse stagionature e tipologie di maturazione: la scelta di mio marito ricade su robiola con fieno, formaggio di capra nella cenere, e ancora capra più stagionato
- Dessert: a scelta dello chef, Russumada di pesche, voto 8, un ritorno all’infanzia. Come predessert, gelatina alla menta con anguria e grani di cioccolato, particolare ed in linea con la stagione.

Dalla carta, io scelgo invece gnocchi verdi di patate ripieni di cacio con salsa d¹acciughe e pomodorini, che vengono scambiati con il risotto. A mio marito sono piaciuti per il gusto pieno, ma equilibrato: voto 7 ½.
Come secondo, scelgo un arrostino annegato di faraona allevata a terra disossata e farcita. Piatto semplice ma ben eseguito, con carne gustosa e morbida, ben lavorata. Voto 7 ½,
Per il dessert vorrei provare un dolce alle ciliegie, ma purtroppo non è disponibile in quanto la stagione non lo permette più. Scelgo un flan caldo di cioccolato con un cuore di salsa ai frutti rossi e un gelato alla fragola, accompagnato da lamponi e fragola freschi. Bello e coreografico il piatto, non rivela grandi sorprese: voto 7.

Il mio dessert è stato accompagnato da una coppa di Moscato di Saracco del 2004: essendo astemia, è la mia unica conoscenza. Buono, ma servito un po’ troppo caldo. Anche la cameriera, unica un po’ più sorridente degli altri, ha riconosciuto che la temperatura non fosse quella ideale.

Niente caffè vista l’ora, chiediamo il conto e ci dirigiamo verso la cassa. Là troviamo lo chef: io grande chiacchierona e amante delle discussioni culinarie, tento di introdurre un argomento, ma anche lo chef, evidentemente bravissimo in cucina ma meno nelle relazioni, non risponde e soprattutto non si sforza neanche di intrattenere gli ospiti.

Il conto: 106 € così suddivisi 44 € il menù (molto conveniente, vista la qualità, le proposte e le porzioni), 14 € il primo, 19 € il secondo e 7,5 € il dessert alla carta, il vino 13,5 €, due bottiglie di acqua San Pellegrino (travasate nella caraffa davanti a noi) 4 € e 3 € la coppa di Moscato.

Un buon ristorante, con un ottimo rapporto qualità/prezzo, sicuramente da provare: un vero peccato il servizio al di sotto delle aspettative. Ci ritorneremo, sperando in un miglioramento. Dimenticavo, il ristorante è associato ai Jeunes Restaurateurs d'Europe, che ci ha riservato sempre (tranne una volta qualche anno fa) gradite sorprese!

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