Finalmente, dopo una pausa di un paio di mesi, io ...

Recensione di del 10/04/2008

Crotto del Sergente

45 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 45 €

Recensione

Finalmente, dopo una pausa di un paio di mesi, io e due miei fidi amici troviamo il tempo per uscire a cena e per provare “Il Crotto del Sergente”, ristorante di cui avevamo sentito parlare per l’eccellente rapporto qualità/prezzo e per la presenza all’interno della Guida alle Osterie d’Italia di SlowFood.

Così, dopo una serie di peripezie lavorative, riesco a raggiungere, seppure in ritardo, i miei compari: il ristorante è nascosto nei meandri di Lora, frazione di Como, e per trovarlo occorre un buon navigatore. Fortunatamente la presenza del parcheggio riservato evita ulteriori malumori, che scompaiono definitivamente una volta entrati in quella che era la vecchia cantina di un’osteria e che i coniugi Castiglioni hanno ristrutturato mantenendo la struttura originaria.
L’ambiente è rilassante e trasmette calore: la volta con mattoni a vista, il tavolone in legno, le sedie in paglia contribuiscono a creare un clima conviviale, ideale per una cena tra compagni di mille avventure.
Forse, però, è proprio questa disposizione (con le luci un po’ troppo chiare a far risaltare ulteriormente il bianco delle pareti) che rende il ristorante più adatto per un pasto tra amici piuttosto che per una cena romantica (anche se è doveroso specificare che non ho avuto modo di vedere né l’altra sala, né tanto meno la terrazza estiva).

La mia cena inizia subito con lo strudel di pizzoccheri e capriolo con salsa al Casera, piatto che gioca e bene sui contrasti: tra la forza del sapore di pizzoccheri e capriolo e la delicatezza della salsa al casera certo, ma anche sull’abbinamento ruvido (pizzoccheri) – morbido (capriolo e casera). Piatto ben riuscito, nulla da eccepire.

Si continua con quello che è stato sicuramente il miglior piatto della serata: gli gnocchetti di ricotta e spinaci con crema al gorgonzola, pere Williams e spuma di fegato grasso d'anatra alle nocciole. Qui forse è inutile sprecare parole e limitarsi a dire “sublime”, anche se per un amante del dolce/salato come il sottoscritto è stato fin troppo facile dirlo.

Dopo un primo così, fare meglio risultava difficile: i bocconcini di cervo in crosta di polenta con pera allo zafferano però si rivelano una mezza delusione, dovuta sia al poco sapore della carne, sia alla generale composizione del piatto, dove, onestamente, ogni parte fatica a legarsi con le altre.

La cena si conclude con una fetta di torta al cioccolato, che si guadagna la sufficienza ma nulla di più, e con un digestivo.

Per quanto riguarda il vino, la scelta è caduta su un Teroldego Rotaliano Foradori (2006), ottimo nell’accompagnare tutto il pasto senza sovrastare nessuna delle nostre portate.

Il conto recita un totale di 145,50€, così suddivisi:

- 3 antipasti 30€
- 3 primi 30€
- 3 secondi 42€
- 3 dolci 18€
- 1 bottiglia di vino 18€
- acqua+digestivi 7,50€
- coperto 0€ (almeno così recita la ricevuta…)

Una nota a parte merita il servizio, celere, cordiale e molto disponibile.

Alla fine, l’esperienza al Crotto del Sergente si è rivelata positiva, nonostante alcune incertezze della cucina, sia per quanto riguarda la cucina stessa (davvero memorabile il primo), sia per il servizio, sia per l’ottimo rapporto qualità/prezzo: un’esperienza da rifare, anche e soprattutto per togliersi definitivamente alcuni dubbi circa la preparazione dei piatti.

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