40 anni sono un traguardo importante, e un caro am...

Recensione di del 05/11/2010

Da Franco

50 € Prezzo
4 Cucina
6 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 50 €

Recensione

40 anni sono un traguardo importante, e un caro amico decide di festeggiare l’evento con una cena al ristorante "Da Franco" di Cologno, posto nella periferia del paese e dotato di un ampio parcheggio che facilita l’accesso. La formula scelta è quella tipica di serate come questa: menu concordato uguale per tutti a un prezzo fisso che, lo dico subito, sarà di 50 euro a cranio. Non poco, ma il menu previsto è tutto a base di pesce, quindi ci si aspettano ottime cose.
Rispetto alle attese, lo dico subito, la delusione sarà grande. Anche perché l’inizio non è male: siamo una dozzina, e ci fanno accomodare in una saletta riservata tutta per noi al piano inferiore, ad un tavolo quadrato ben apparecchiato che consente a tutti di guardarsi in faccia e chiacchierare nel migliore dei modi. Negli appositi cestelli con ghiaccio agli angoli del tavolo è già presente il vino che accompagnerà tutta la cena, un discreto prosecco alla giusta temperatura di servizio. Come stuzzichino ci servono alcune pizze ‘alla marinara'(solo passata di pomodoro, aglio e origano) di ottima fattura, segno che con ogni probabilità "Franco" quando si dedica alla pizza, ci sa fare.

E’ poi il momento dell’antipasto, servito in piatti e pirofile poste al centro del tavolo, da cui ciascuno poi attinge liberamente. Salmone affumicato, souté di vongole, cozze al vapore, insalata di mare, crudo di mare (spada, tonno); tutto di qualità discreta, ma senza neppure un soprassalto di fantasia o di ricercatezza che riesca a discostarsi dal già visto e provato mille volte.

Insomma, qualche perplessità comincia a farsi strada, ma è con l’arrivo dei primi che ogni dubbio residuo si dipana. Infatti vengono serviti dal personale di sala, sempre gentile e attento nel servizio, prima un risotto ai frutti di mare e poi, nello stesso piatto, dei ravioli al ripieno di pesce, presumibilmente branzino. In entrambi i casi il risultato è deludente: il risotto è privo di personalità, slegato nei sapori, arricchito da frutti di mare duri e sostanzialmente insapori; i ravioli, passati di cottura, sono conditi da una salsa al pomodoro senza qualità che però copre completamente ogni altra possibile percezione di sapore.

Il livello generale della proposta culinaria cala ancora con il secondo che, a differenza dei primi, viene portato in tavola già impiattato per ognuno dei commensali, e consiste sostanzialmente in una grigliata mista di pesce. Nel mio piatto erano presenti due gamberoni, un piccolo filetto di spada (credo), un ancor più piccolo filetto di un altro pesce non identificato, e due seppie. Al di là della limitata quantità, anche la qualità lascia a desiderare, in particolare nelle seppie.

A seguire, dopo un sorbetto al limone, è il momento del dolce; ci si aspetterebbe qualcosa di ragionevolmente affiancabile ad una cena di pesce, e magari, perché non sperarlo, in un soprassalto di originalità pensato ad hoc. Invece, ahimè, quello che ci viene propinato è una porzione gigante di tiramisù della casa che è tanto eccessivo e pesante da fare rimpiangere quelli di produzione industriale. Io non riesco ad andare oltre un assaggio, ma a onor del vero devo dire che alcuni amici lo finiscono completamente, e io non posso che ammirarli.
Caffè e amaro concludono la serata e i festeggiamenti in onore dell’amico quarantenne. Compagnia e divertimento dei migliori, ma la proposta gastronomica non è stata una degna cornice.

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