Diretti sulla costa Atlantica della Francia per le...

Recensione di del 17/08/2011

Paul Bocuse

184 € Prezzo
7 Cucina
10 Ambiente
10 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 184 €

Recensione

Diretti sulla costa Atlantica della Francia per le vacanze estive, tappa d’obbligo è Lione, la terza città per estensione dopo Parigi e Marsiglia, considerata dai francesi la capitale gastronomica. Città caotica e ricca di scorci architettonici affascinanti è anche una delle più stellate Michelin.
Qui troviamo il tristellato Paul Bocuse che da secoli regna incontrastato con il suo bel ristorante e svariate brasserie sparse per la città. Devo ammettere che, da buon turista pronto a farsi “vendere” qualsiasi cosa, la nostra visita è stata mossa più da curiosità che realmente dalla voglia di assaggiare i piatti di quello che è considerato il più grande maestro di cucina del XX secolo nonché “inventore” della nouvelle cuisine, consapevoli che avremmo preso la classica “sola” da turisti e che del sior Paul nemmno l’ombra se non in foto. E così fu.
Il locale è a circa tre chilometri dal centro di Lione in una bella frazione residenziale lungo il fiume.
Che il servizio sarà al top lo si intuisce già dal parcheggio ove un solerte addetto in elegantissima divisa rossa d’altri tempi si occupa dell’auto, di aprirti tutte le porte e, se è il caso, di scattare fotografie a coppie abbracciate teneramente davanti all’entrata o in posa lungo i murales dipinti con scene di cucina nel giardino antistante l’ingresso. Uno stuolo di camerieri, maître, chef de rang e sommellier si adoperano affinchè la serata sia da 10 e lode. Gli arredi, estremamente ricchi e ricercati, sono di lusso e all’ingresso si può osservare uno stuolo di cuochi al lavoro in una cucina non grandissima, con attrezzature nuove e d’epoca. Tutti i cuochi, salutano e sorridono gli avventori all’ingresso. Prima della cena una signora piuttosto anziana (sarà la moglie di Bocuse?) passa senza troppo entusiasmo a salutare tavolo per tavolo gli ospiti con un sbrigativo “Bonsoir Madame et Monsieur".

Ordiniamo due menu degustazione «I classici» e da una importante, anche troppo (non si beve nulla sotto i 60 euro), carta dei vini peschiamo un Crozes Hermitage Domaine de Thalabert, Syrah del 2006 a 75 euro.
Il menu prevede una bolla di aperitivo servita insieme ad un bignè caldo fatto con farina di ceci e una tazzina da caffè con gazpacho tiepido, mousse di formaggio e gocce di pesto (il pesto in Francia lo ficcano dappertutto come salsa di contorno). Non esiste cesto dei pani. Viene servito solo un panino caldo e fragante di ottima fattura.

In una ciotola con coperchio, chiamata dal maître cassolette, di porcellana troviamo il medesimo gazpacho tiepido con pezzi di aragosta.
A seguire il pollo di Bresse in fricassea con riso, spinaci e spugnole. A seguire una degustazione di eccellenti formaggi e una di dessert entrambe dal carrello. Per me solo frutta con gelato. Due caffè con mini macarons e altri pasticcini.
Totale quasi 400 euro.
Durante la serata applausi per ricorrenze varie, foto di gruppo e tutto quello che i turisti da spennare possono fare all’interno della maison del maestro. Che dire? Tutto buonissimo, perfetto e in porzioni abbondanti, ma piatti di una banalità (o forse dovrei dire «semplicità»?) sconcertante e anche mal presentati. Diciamo una «gita gastronomica curiosa» da fare una volta nella vita. Almeno secondo me.
A fine serata viene regalato il menu come ricordo.
Ah, dimenticavo, se vi venisse in mente di andarci, telefonat. Bocuse è al completo pranzo e cena tutto l’anno.

Stefano Bruzzone

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