Stasera ritorniamo a desinare in uno dei ristorant...

Recensione di del 09/04/2010

Carlo Magno

75 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 75 €

Recensione

Stasera ritorniamo a desinare in uno dei ristoranti Bresciani dai noi prediletti. Poco o nulla da aggiungere su ambiente e location rispetto all’ultima nostra recensione; unico corollario degno di menzione è la mise en place dell’ampia tavola ovale, che ci appare più curata: tovaglia bianca e copri macchia a motivi floreali tone sur tone, fine cristalleria, posateria argenté Broggi, sottopiatto e piattino per il pane in elegante porcellana bianca, candelabro e vaso con composizione floreale.

Al nostro arrivo veniamo accolti dal maître, il quale svolti i convenevoli di benvenuto, e dopo aver affidato i cappotti ad una gentile cameriera, ci accompagna al desco a noi assegnato dinanzi la bellissima vetrata panoramica.
Accomodatici, ci sono porte le carte delle vivande e chiesta la preferenza sull’acqua.
Il menu, sempre in continua evoluzione, è articolato e vi son piatti di terra e di mare; due i menu degustazione tra i quali comanderemo quello denominato “profumi di terra”, proposto a 55 €, comprendente tre portate principali ed il dessert. Per l’occasione chiederò al gentile maître di poter sostituire il primo con un risotto dal nome allettante visto in carta; richiesta prontamente esaudita.
Per il vino d’abbinamento, dopo un’occhiata alla corposa carta dei vini, chiediamo di poter proseguire con qualche calice alla mescita del Franciacorta d’aperitivo offerto; un ottimo Brut Satén della Maison Monterossa. Altro desiderio positivamente accolto.

Un delizioso benvenuto dello chef allieta l’attesa ed apre il banchetto: Capasanta con crema di finocchi, pagro e limone candito.
In una piccola terrina troviamo la capasanta adagiata sopra la crema dal color verde. Il gusto è persistente e molto delicato, il mollusco trova il giusto bilanciamento all’intenso proprio sapore nella fine crema dolciastra.

Proseguiamo con l’antipasto: Sformatino di carciofi violetti con sbrisolona al bagoss, coulis di prezzemolo e scalogno.
Servito in un bel piatto di ceramica troviamo il “tortino” a lato della stoviglia, ricoperto da alcune scaglie di coulis “croccante”, sparsi per il resto del piatto i pezzi di sbrisolona al bagoss. Ottima la presentazione, e molto buona la scelta dei gusti. Bello l’armonioso abbinamento di sapori.

Il primo è il piatto che più ci ha colpito per complessità di sapori e per le capacità dello chef nel realizzarlo. Risotto mantecato al Franciacorta con olio extravergine del Garda, foglie di ostriche, carpaccio di gamberi rossi e riduzione di seppia nera.
In un piatto fondo dall’ampio bordo troviamo un pugno di riso con sopra adagiato un piccolo cilindro rosa; due riverberi neri fendono il color bianco avorio del cereale. Bella la presentazione, ed emozionanti i primi bocconi; la dolcissima e fredda tartare di gamberi smorza e addomestica il caldo e salmastro, dai forti sentori di mare, del riso, creando in bocca molteplici sfumature sensoriali. Troppa la mia golosità ed esaurisco prematuramente i gamberi sicché il riso di per sé risulta eccessivamente salato. Mea culpa, ne farò tesoro prezioso.

Si continua su alti livelli, il sempre efficiente maître de salle serve in tavola e descrive il secondo: Scamoncino di vitello cotto su pietra ollare con salsa di ventresca di tonno e verdure primaverili.
Molto curata anche per questo piatto la presentazione: piccoli bocconi di carne son ben disposti uno sopra l’altro e ricoperti di salsa, una composizione di verdure a contorno. Ottima la materia prima impiegata, "scioglievole" la carne, e molto interessante l’abbinamento. Piatto gustoso e convincente, il gusto del particolare taglio bovino ben si sposa bene con il delicato e persistente sapore della “crema ittica”.

Un meraviglioso predessert distensivo, un piccolo bicchiere contenente del ragù di fragole marinate sul gelato al mascarpone, è un piccolo virtuosismo in cui intravediamo le abili doti in pasticceria dello chef. Virtù che abbiam modo di gustare appieno nel dessert: Mela fondente con mousse al cioccolato fondente.
Da menzionare la piccola pasticceria, ottime le gelatine di frutta ed i petit bon-bon, che accompagna il caffé.
La cena si chiude con un generoso “sniff” di Bas Armagnac.

D’alto livello il servizio: il maître si occupa dei sui ospiti con grande cura e premura, dimostrandosi sempre più che preparato in ogni aspetto nel computo delle sue mansioni, coadiuvato nello svolgimento degli stessi da un più che preparato e professionale cameriere.
La cucina è in costante crescita, supporta da un grande chef ricco di entusiasmo,voglia di fare e con una mano attenta e vivace.
Il conto sempre onestissimo e di 150 € di cui 110 per i due menu degustazione e 35 per la cantina

Matteo e Patrizia

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