Dopo anni di assenza dalla Val d’Aosta decido con ...

Recensione di del 26/08/2012

Lou Bequet

33 € Prezzo
10 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 33 €

Recensione

Dopo anni di assenza dalla Val d’Aosta decido con mia moglie di passarvi un weekend cercando di coniugare il fascino di un breve soggiorno tra montagne con il piacere della buona tavola.
Frugando nella memoria, non trovo ristoranti ove valga la pena di ritornare. I miei ricordi si riferiscono solo a ristoranti di alberghi di varie categorie, che non hanno lasciato alcun segno per la cucina, ma che non ho dimenticato per l'usanza, riscontrata in un albergo ad una stella, di richiedere il pagamento del vino pronta cassa a tavola o per le classiste e risibili gerarchie osservate dal personale in servizio in un famoso hotel a cinque stelle.
Dopo una attenta consultazione de ilmangione.it, scegliamo di recarci a Cogne, ove si trova il ristorante Lou Bequet, che gode di recensioni molto positive.

La buona fama di questo locale ci viene confermata dalla titolare del meublé dove alloggiamo, che prenota per noi l’ultimo tavolo disponibile, a pranzo, dato che a cena non c’è più posto.
Accettiamo, anche se veniamo avvertiti che il nostro tavolo è collocato vicino alla porta d’ingresso.
Con queste premesse, siamo pronti a tollerare una sistemazione disagiata, contando tuttavia sulla buona fama della cucina.
All’ingresso, abbiamo la percezione di un ambiente raccolto, contraddistinto da una piacevole ambientazione di carattere montano.
Rimaniamo subito piacevolmente sorpresi perché il tavolo in cui veniamo fatti accomodare è sì il più vicino all’ingresso, ma ne è sufficientemente distante, tanto che non è avvertibile alcun disagio. Abbiamo così modo di apprezzare lo scrupolo, perfino eccessivo, di chi si era preoccupato della nostra possibile insoddisfazione per una sistemazione “sacrificata”.
Semmai, notiamo la vicinanza con un altro tavolo, al quale poco dopo si accomoderà una coppia con una bimba piccola, che in verità non arrecherà disturbo alcuno.
Al centro del locale campeggia un grande camino dal tono vagamente fiabesco, sopra il quale è appeso un orologio pure decorato come quelli delle fiabe.
Il nostro tavolo è apparecchiato con tovaglia e tovaglioli écru ben stirati. Sono presenti dei sottopiatti di legno, i bicchieri per l’acqua (quelli per il vino, di cristallo luminoso e sottile ci verranno portati insieme al vino), posate dalla foggia originale, un vasetto di lavanda che emana un delicato e fresco profumo, un cestino di pane nero e croccante pane bianco che scopriremo essere fatto in casa.

Il menù, costituito sia da piatti tipici che da preparazioni più originali, è arricchito da varie proposte del giorno elencate su una lavagna posta all’esterno.
Nell’ampia lista dei vini apprezziamo la presenza di una ventina di mezze bottiglie di rosso, per metà valdostane, tra le quali scegliamo un corposo Enfer d’Arvier di un bel colore rubino, mai assaggiato in passato, che e mi riconcilierà con i vini della Val d’Aosta di cui mi era rimasto in memoria un non gradevole sapore acidulo.
Ci facciamo servire anche una brocca d’acqua, buona e fresca come è normale trovare in località di alta montagna.

Tra i primi scegliamo dei tagliolini ai porcini freschi e dei ravioli al castelmagno con vellutata di patate affumicate
Entrambi i piatti ci vengono serviti con la decorazione di un’orchidea: una raffinatezza inaspettata e gradita, che non ha costituito un pretesto per applicare prezzi elevati.
I tagliolini di pasta fresca sono perfetti per consistenza e cottura, ma soprattutto per il saporito e profumato condimento di porcini, il cui aroma è esaltato dalla sfumatura con vino bianco: forse i migliori tra quelli assaggiati in vita mia.
I ravioli mi propongono un sapore mai sperimentato in precedenza. L’affumicatura delle patate non è invadente, ma anzi si sposa in modo equilibrato con il gusto del castelmagno. Anche questo piatto è considerato molto buono sia da me che da mia moglie, tanto da non poter esprimere una preferenza, che in altre occasioni ci ha consentito di concedere a ciascuno il piatto giudicato migliore.

I secondi di carne ci vengono serviti su grandi piatti rettangolari. Ci vengono anche cambiati i coltelli con un tipo più tagliente. Apprezziamo: in altre occasioni coltelli inadatti ci hanno fatto sembrare le carni più dure, ma in questo caso la loro morbidezza non li rende indispensabili.
Il mio maialino da latte è accompagnato da polenta e da una salsa di prugne con una funzione essenzialmente decorativa, cosa che francamente apprezzo considerando che non sempre l’accostamento della frutta con i sapori dei primi e dei secondi piatti ha prodotto risultati a me graditi. Il buon sapore e tenerezza della carne appagano pienamente il mio gusto
Le costine di cervo in salsa di mirtilli scelte da mia moglie sono molto carnose, consistenti, ma non dure.
Il piatto è accompagnato da un contorno di sottili fagiolini, delicate carote e piccole patate al forno.
Come sempre, ci scambiamo assaggi: l’ottima carne ha un sapore particolare grazie alla materia prima, alla cottura ed ai mirtilli, che non risultano invadenti, come qualche volta ci è capitato nei nostri più recenti pranzi al ristorante.

Da ultimo, come dolce chiediamo una porzione di salsa di Cogne in quattro consistenze diverse. La loro diversificazione mi fa pensare ad una sorta di degustazione orizzontale (definizione appresa grazie a ilmangione.it) di quattro varianti del dolce tradizionale a base di panna, cioccolato e uova.
Accompagnate da un assaggio dalle classiche tegole valdostane, le diverse preparazioni (liquida, panna cotta, crema alla grappa, gelato) presentano non solo consistenze ma anche sapori differenti, tutti appaganti il nostro gusto.

In conclusione, data l’elevata aspettativa riposta nei confronti di questo locale, avevo il timore che alla prova dei fatti l’esito potesse essere deludente. Con qualche imbarazzo dato dal fatto che le recensioni molto positive possono apparire superficiali o fasulle, devo riconoscere che la soddisfazione provata è stata anche migliore dell’aspettativa.
La cucina, grazie anche al percepibile impiego di ottime materie prime, ci ha consentito la degustazione sia di piatti classici sia di piatti per noi nuovi, garantendo sempre un livello qualitativo di eccellenza, tanto che non sono riuscito a trovarvi difetto alcuno nonostante l’impegno critico che ho cercato di esercitare.
Il servizio, garbato, cordiale, attento alla soddisfazione del cliente è tale da mettere a proprio agio. Certe raffinatezze sono addirittura incredibili considerando i prezzi praticati
L’ambiente è molto accogliente. Dalla maggior parte dei tavoli si può godere la vista di Cogne e delle sue montagne attraverso finestre panoramiche. Tuttavia anche seduti al nostro tavolo (il meno pregiato occupato per ultimo) ci siamo trovati bene.

La vicinanza con un altro tavolo, per quanto non desiderabile in generale, ci ha consentito di fare quattro chiacchiere con una gentile coppia di valdostani, ai quali abbiamo chiesto un parere sui migliori ristoranti della Valle. Sebbene non conoscessero il mangione.it il loro giudizio ha confermato le valutazioni espresse dai recensori, tanto che i primi tre locali da loro citati sono compresi tra i primi quattro della graduatoria pubblicata nel portale.
In particolare hanno attribuito a Lou Bequet il netto primato nella valutazione del rapporto qualità/prezzo, che, anche a mio parere, è elevatissimo e non è facilmente eguagliabile.
Insomma, un pranzo a Lou Bequet “merita un viaggio” o, quanto meno, una deviazione per chi transiti dalla Valle d’Aosta.

Il conto di 67 euro risulta costituito da 4 euro per due coperti, 20 euro per due primi, 27 euro per due secondi, 5 euro per un dolce, 11 euro per mezza bottiglia di vino.
Ricevuta fiscale n.4394 del 26 agosto 2012

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