Oggi, mia moglie ed io, abbiamo intenzione di pran...

Recensione di del 29/12/2009

Trattoria dei Portici

23 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 23 €

Recensione

Oggi, mia moglie ed io, abbiamo intenzione di pranzare alla Trattoria dei Portici a Clusone; ci eravamo già stati una dozzina di anni fa con altra insegna e altra gestione e ne mantenevamo un buon ricordo.
Il locale si trova in uscita dal paese sulla strada statale che va alla Presolana ed al monte Pora, fa parte di una moderna struttura commerciale ed è dotato di un comodo parcheggio che, all’ora di pranzo però è sempre esaurito.
L’unica sala da pranzo è suddivisa in tre ambienti con una quindicina di tavoli di legno, alcuni tovagliati corredati di tovagliette all’americana di paglia; le pareti sono in parte costruite con pietra a vista ed in parte imbiancate color giallo/ocra; sopra un lato sono disegnati alcuni scorci della parte vecchia di Clusone, tra cui Piazza Orologio con l’omonima Torre del Fanzago (anno 1583).
Entriamo e visto che non avevamo prenotato, giustamente(?) veniamo gentilmente fatti accomodare ad un tavolo con le tovagliette di paglia. Nell’assestarci, spostandoci per la sala, buttiamo l’occhio verso la cucina che scopriamo popolata di personale del sud-est asiatico; liberiamo la mente dai pregiudizi con la certezza che lo chef sia riuscito a trasferire se non i rudimenti della ruspante cucina locale, almeno l’abc della buona cucina in generale.
Diamo una sbirciata al menu.
Come antipasti troviamo il canonico tagliere di salumi e formaggi, prosciutto di cervo con funghetti, polenta con lardo e salame nostrano e poi delizia di struzzo e caprino, baccalà carpacciato al pepe verde e limone, sfogliata di patate con alici marinate.
Come primi ci sono foiade ai porcini, casoncelli bergamaschi, pizzoccheri valtellinesi, risotto ai mirtilli, tortelli di branzino al timo, spaghetti con broccoli e code di gamberi, bocconi di patate ripieni di funghi con crema al tartufo, ravioli di limone al burro salvia e pecorino.
Nei secondi si inizia con stracotto di asino alle cipolle e vino bianco, polenta taragna, pasticcio di polenta con porcini e taleggio, carne salada trentina, stracotto di vitello con finferli e polenta per finire con gli scontati costata di manzo piemontese, filetto di manzo argentino e tagliata di bisonte rucola grana e pomodorini.
Eravamo entrati per degustare i prodotti tipici della zona ma la speranza è andata in parte tradita dall’offerta che strizza volentieri l’occhio alla cucina rampante popolata di rucole, pomodorini, gamberetti, carpacci ed ingredienti esotici. Lancio una illazione: essendo collocati su una strada molto trafficata, specie nella stagione invernale, per attirare nuova clientela hanno dovuto rinunciare ai classici piatti di tradizione per aprire alla modernità.

Veniamo al nostro pranzo: come primo scegliamo i casoncelli bergamaschi (7,00 €). Vengono serviti adagiati su un piatto spolverato di parmigiano, conditi al burro e salvia e guarniti di pezzettini di pancetta croccante; cotti al punto giusto, con ripieno di carne non banale non tradiscono l’attesa: appetitosi.
Per il secondo mi lascio tentare dal pasticcio di polenta con porcini e taleggio (9,00 €) mentre la moglie vira su un magatello al Valcaleppio (12,00 €). Il pasticcio di polenta era ben mantecato e correttamente dosato negli ingredienti ma viste le porzioni ha richiesto un certo impegno nella consumazione; il magatello presentato con un saporito sughetto bruno a base di vino e guarnito con una giusta dose di polenta gialla è stato giustamente apprezzato dalla consorte (e non è poco).
Abbiamo accompagnato il pranzo con un acqua minerale frizzante, mezzo litro di Valcalepio rosso, un caffè ed un Averna. Conto finale di 47,00 €.

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