Approfittiamo dell’assenza di nostra figlia, lonta...

Recensione di del 21/06/2007

Osteria L'Antico Borgo

26 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 26 €

Recensione

Approfittiamo dell’assenza di nostra figlia, lontana da casa per motivi di studio, per concederci qualche giorno di vacanza in Umbria.
È quasi ora di pranzo siamo in autostrada, nei pressi di Arezzo. Una sbirciatina a una delle immancabili guide segnala, a qualche chilometro dal casello, un osteria situata a Civitella in Valdichiana. Ci piace il nome del paesino e ci lasciamo trasportare fin lì dal navigatore. Naturalmente, lo stupido computer vorrebbe portarci fino davanti al numero civico programmato, rischiando così di catapultarci in una scalinata dai gradini altissimi. Ci fermiamo in tempo e parcheggiamo mandando a quel paese la vocina dell’aggeggio elettronico.

Scendiamo le scale e ci troviamo in una viuzza di questo piccolo paese, forse noto ai più per la conosciuta e dolorosa strage dei Martiri di Civitella del 44.
Ci infiliamo nel piccolo locale, ma decidiamo di accomodarci all’aperto sotto alcuni grandi ombrelloni. Qualche sparuto cliente straniero, ci farà compagnia in questo caldissimo primo giorno d’estate.

Ci viene portata immediatamente la carta delle vivande dalla quale scegliamo dei salumi di Cinta Senese con fettunta e crostino nero per entrambi per poi proseguire con una semplicissima frittata agli asparagi con pecorino fresco di Pienza per mia moglie e della trippa in bianco mantecata al Parmigiano per me.
Nell’attesa, ci viene servito un calice di prosecco e un piccolo benvenuto della cucina costituito da una morbida e delicata mousse di caprino con qualche goccia di buon aceto balsamico.
Dopo poco, giungono in tavola i salumi e sono buonissimi. Contrariamente a quelli a cui siamo abituati al nord, qui si percepisce la selvaticità degli animali allevati in maniera totalmente diversa da quelli delle nostre latitudini.
Il grasso del lardo e del prosciutto ha un sapore deciso ma gradevolissimo e il salame crudo condito con semi di finocchio è da urlo. Un buon olio va ad inzuppare una grande fetta di pane abbrustolito e una cosa tutta da maschi è il crostino con la milza decisamente tradizionale.

Il Prosecco con cui abbiamo deciso di continuare, non riesce a reggere tanto sapore e passo ad un buon Sangiovese del 2001 servito a bicchiere di cui purtroppo non ricordo il produttore.
Arrivano i secondi. Assaggio la frittata che è stata portata a mia moglie e nella sua semplicità è buonissima. Cotta al forno in una piccola teglia antiaderente, ha una crosticina esterna gradevolissima ed è cremosa all’interno, arricchita dal buon formaggio fresco aggiuntovi in abbondanza. La dimostrazione pratica di come un piatto tutto sommato banale, acquisti una grande valenza, se fatto come si deve.
Non trovo aggettivi per la mia trippa. Anche qui un plauso alla mano del bravo cuoco che ha saputo dare leggerezza ed eleganza a un piatto poverissimo.
Chiudiamo con Cantucci e Vinsanto. Finalmente un Vinsanto come si deve. Purtroppo nelle chiacchiere in cui mi sono perso con mia moglie e il titolare del locale, ho dimenticato di farmi indicare il produttore. Pazienza… un’occasione buona per tornarci.

In conclusione: un semplicissimo locale dove dei ragazzi giovani stanno facendo bene e dove lo spazio per crescere è ancora tanto, ma la mano è quella buona.
Conto per due 51 euro. Corretto.

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