Finalmente trovo l'occasione giusta per provare qu...

Recensione di del 24/07/2007

Postale

58 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 58 €

Recensione

Finalmente trovo l'occasione giusta per provare questo notissimo locale di Città di Castello, il "Postale” di Marco e Barbara, insignito di una stella Michelin nel 2000.

Situato appena fuori del centro storico, è facilmente raggiungibile nonché dotato di parcheggio privato. All'arrivo l'impatto è piuttosto sorprendente: trattasi infatti di una vecchia rimessa anni '30 per gli autobus (o meglio i vecchi "postali", appunto), esternamente quasi inalterata, internamente ristrutturata con ottimo gusto. Ne risulta un locale davvero originale, insolito, elegante sì ma nel senso più contemporaneo del termine: le splendide capriate in legno nascondono in sé le luci che illuminano il soffitto, le pareti sono colorate, gli arredi sono sobri, le poltrone minimal in "paglia" nera sono coraggiosamente abbinate a tavoli apparecchiati con tovaglie beige un po’ retrò. Le piccole lampade che illuminano ogni tavolo, sono sospese a sottili cavi d'acciaio e le pareti che separano la grande sala dalla cucina e dai servizi sono di vetro blu traslucido. L'apparecchiatura è sobriamente elegante: bellissimi bicchieri colorati per l'acqua, calici molto sottili per il vino, posateria di design, piattino bianco per il pane, bianchi tutti gli altri piatti che ci saranno portati. Oltre alla grande sala interna c'è una bella pergola esterna, dove ci accomoderemo insieme agli altri clienti, allestita similmente all'interno e ben illuminata da vecchi lampioni a muro stile "fermata dell'autobus"; non stupisca troppo la vicinanza con la ferrovia (tre o quattro metri oltre la siepe!): transitato il treno delle nove, proprio al nostro arrivo, non vi saranno altri passaggi per tutta la sera.

Il servizio è svolto da due gentili e preparati camerieri ma soprattutto dalla splendida signora Barbara, una persona di un'eleganza ed un "savoire faire" davvero eccezionali. Padrona della situazione, disinvolta e sorridente, attenta ad ogni dettaglio e ad ogni cliente: è la direttrice di sala che credo qualsiasi ristorante desidererebbe avere.
Sarà lei a portarci, insieme alle carte, l'ottimo cestino del pane fatto in casa, composto di grissini, mini-crackers, panini al rosmarino, alle cipolle, al pomodoro, pane bianco ed altro, insieme ad un piccolo coccio di goloso burro emulsionato ed aromatizzato alle erbe.

La carta è composta di due menu degustazione: "terra e mare" e "sensazioni", più i piatti per le scelte classiche con antipasti sui 16-20 euro, primi a 15 euro, secondi a 22-24 euro, carta dei dolci a parte monoprezzo a 9 euro.
Sceglieremo, dividendoceli equamente, due antipasti, due primi e due dolci, poco attratti dai secondi piatti decisamente inadatti al clima torrido di questi giorni.

Durante l'assaggio del pane sarò io, purtroppo per me inesperta, a scegliere il vino, in una vasta carta ricca di etichette e di prezzi importanti, ma anche di vini più abbordabili. Seguendo la mia personale predilezione per il Pinot Nero ed incuriosita da un nome a me sconosciuto, scelgo un Falkenstein 2004 di Franz Pratzner - Alto Adige (€ 30,00), non eccelso ma piacevole, soprattutto al naso: speziato ma "semplice" come piace a me. Il vino viene lasciato a disposizione, cosa a me gradita anche a certi livelli, in quanto ritengo debba essere una scelta esclusiva del cliente quella di versarsi il vino al momento ritenuto opportuno.

Iniziamo con un ottimo appetizer: crema di piselli con gelato al gorgonzola; semplicissima e poco elaborata la crema, pregevole scelta perché permette di sentire in purezza il sapore di questo legume. Squisito il gelato, spumoso e delicato, persistente nel finale con il classico sentore muffato del gorgonzola. Con esso ci sono stati offerti anche due calici di bollicine.

“Lingua di vitello arrostita, radice di prezzemolo e liquirizia”: ottima la lingua, tenerissima e burrosa all'interno ma croccante esternamente; immagino venga cotta a bassa temperatura e successivamente arrostita nonché resa croccante col burro di cacao. Eccezionale l'abbinamento con un'amarissima salsa di liquirizia disposta sul piatto a rivoletti, insieme al fondo di cottura, nonché a questi sorprendenti bastoncini bianchi simili a patatine ma croccanti ed asprigni: le radici di prezzemolo, mai viste né assaggiate prima.

“Variazione di fegato grasso con pan brioche e composte: un piatto straordinario, partendo dalla qualità eccelsa del fegato, passando per la presentazione e arrivando alle preparazioni che vado ad illustrare. In ordine di degustazione, come consigliatoci dal personale: cono con gelato alla mela, che ne riempie il volume, e mousse di fegato grasso a coronamento, delicatissimo e fresco, presentato avvolto nell'alluminio ed inserito in un bicchierino di vetro; bavarese caramellata, un bocconcino delizioso, anche se a prevalere è forse più la panna che non il foie gras; la classica terrina fatta in casa, ottima, profumata, perfettamente emulsionata, con inserti di morbida mela candita. Ma è nel fegato grasso marinato che si raggiunge l'apice, con una preparazione originale e gustosissima che rende questo piatto indimenticabile. Ad accompagnare il tutto, un buon pan brioche bruscato e delle ottime composte di albicocca e zenzero, prugna, mela cotogna e uvetta.

“Nudi di ricotta caprina, gallinella di mare arrostita, zuppa di granchio e puntarelle” : ottimo questo primo, in cui si richiamano e rincorrono in una gustosa zuppa le palline bianche di ricotta e quelle di gallinella, scioglievoli le prime, croccanti le seconde, inasprite dalle puntarelle semplicemente sminuzzate sopra.

“Tortelli di capretto, pomodori confit e verze disidratate”: il ripieno dei tortelli è semplicemente delizioso, la sfoglia della pasta è sottile ma consistente, i pomodori sono ottimamente saporiti e le verdure, secche come paglia, si reidratano immediatamente in bocca emulsionandosi agli altri elementi, rendendo divertente la degustazione e lasciando un piacevole retrogusto di fresco amarognolo al palato.
Ad una cena così gradita non può non seguire un dessert, per il quale ci facciamo consigliare dalla padrona di casa.

“Soufflé al caffè, anice e salsa calda al cioccolato”: la signora Barbara arriva al tavolo con una bella tazza grande marcata Lavazza, nella quale è incastrato un soufflé marrone molto asciutto; anticipandone simpaticamente la bontà con qualche elegantissima battuta, lo incide al centro con un cucchiaio e lo inonda di cioccolato caldo contenuto in un bricco. Al mio naso arrivano adesso tutti i profumi che compongono il dolce: caffè, anice, cioccolato. Il soufflé è di consistenza quasi eterea, si scioglie in un baleno, e gli aromi rivelano un equilibrio perfetto. Un dolce perfetto.

“Cassata all'italiana con salsa di fragole” : un grande classico eseguito alla perfezione, due abbondanti tranci triangolari con canditi morbidissimi ed un'ottima salsa, servita insieme a freschi pezzetti di more, fragole e mirtilli neri.
Terminiamo con due buoni caffè, serviti in splendide tazzine a specchio, accompagnati da squisita piccola pasticceria: sfoglia di caramello e mandorle, cioccolatini all'arancia, mini cannoli, mini mousse, biscottini al cocco, tartufini e qualche altra delizia che, nonostante la cena abbondante, non è minimamente avanzata.

Il conto: € 35 antipasti, € 30 primi piatti, € 30 vino, € 18 dessert, € 4 caffè, per un totale di 117 meritati euro che rappresenta a mio avviso uno dei tanti meriti di questo locale.

Concludo il racconto di questa bellissima esperienza, che consiglio vivamente a chiunque, con i più sinceri complimenti di una semplice appassionata allo chef Marco Bistarelli ed al suo staff di cucina, cui spero siano giunti già ieri sera, portati dalla calorosa stretta di mano dataci sull'uscio dalla signora Barbara.

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