Il lago di Chiusi è un bacino lacustre sito al con...

Recensione di del 08/08/2010

Pesce d'Oro

42 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 42 €

Recensione

Il lago di Chiusi è un bacino lacustre sito al confine fra Toscana e Umbria, nella Val di Chiana senese, poco distante da altri due bacini ben conosciuti, il lago di Montepulciano e soprattutto il lago Trasimeno. E’ facilmente raggiungibile dall’uscita autostradale di Chiusi – Chianciano, seguendo per circa 6-7 km le uscite per Chiusi prima e per il Lago poi (attenzione, il navigatore non lo segnala). La nostra meta è il ristorante “Pesce d’oro”, che promette di farci provare una delle migliori cucine di lago della zona.

Arriviamo alle 12.50 e ricoveriamo l’auto nell’ampio parcheggio sterrato prospiciente il locale. Diamo una rapida scorsa allo specchio d’acqua e al camping che costituisce parte unica di tutto il complesso. Poi, complice il caldo torrido decidiamo di varcare la soglia d’ingresso. Ci viene comunicato che il ristorante apre alle ore 13 e veniamo “abbandonati” a noi stessi fino a quando, in seguito all’arrivo di altri clienti e su nostro sollecito ci viene concessa l’entrata.

L’interno è gradevole, predominano i colori tendenti al marrone e al giallo. I muri sono divisi trasversalmente da una cornice in pietra. La parte superiore fino al soffitto è color giallo tenue, la parte più in basso declina verso il pavimento con un più marcato “terra di Siena”. Il tovagliato richiama lo stesso colore giallo delle pareti e dalle ampie vetrate possiamo dirigere lo sguardo al “quadro” dipinto dal bacino d’acqua e dalle splendide colline che vi fungono da cornice. La mise en place è di semplice fattura per ciò che concerne la posateria e le stoviglie (i sottopiatti peraltro risultano piuttosto consunti e opachi) mentre sale di tono in termini di finezza e qualità nei bicchieri da acqua e vino. Le bollicine che sceglieremo per accompagnare il nostro pasto verranno servite in particolarissimi “Tulipe” dal gambo lungo e sottile. Piccolo cenno di merito per la toilette, linda e ordinata.

La gentile cameriera ci porge i menù, che sono suddivisi in proposte di lago e proposte tipicamente di terra e ci informa che alcuni piatti in elenco sono stati sostituiti da altri. Le variazioni vengono enunciate a voce e sono numerose. Facciamo un po’ di fatica a prender nota mentalmente di tutto. Ci orienteremo comunque su tutte specialità di lago e ordineremo tre antipasti, un primo e un secondo.

La lista dei vini è apprezzabile come varietà e prezzi, anche se parecchie etichette non risulteranno purtroppo essere disponibili. Dicevamo della nostra scelta, siamo desiderosi di bollicine, che si traduce in un Franciacorta Saten Monte Rossa, proposto all’onestissimo prezzo di 23 Euro. Scelta perfetta, si sposerà in modo eccellente con tutte le portate. Spumante dal perlage molto fine, dai sentori floreali delicati e armonici e di gusto davvero elegante e morbido. Lo spumante è stappato al tavolo e viene correttamente fatto assaggiare come da copione. Quello che stona, purtroppo, è che una volta riempito il calice di mia moglie il maitre si rende conto di un minuscolo pezzetto di tappo caduto all’interno. Il calice viene prontamente sostituito ma… il contenuto precedente? In pratica ci siamo trovati con un calice in meno da sfruttare, senza alcun commento o interazione da parte dello stesso maitre. Capisco la sfortunata e particolare coincidenza, forse però avremmo gradito una gestione diversa dell’inconveniente che probabilmente in altri locali avrebbe portato alla sostituzione della bottiglia (anche se mia moglie, nella sua semplice genuinità, era assolutamente disposta a rimuovere il granellino e proseguire con l’assaggio senza alcun problema) o magari ad un piccolo sconto o quant’altro, ma tant’è. Ordineremo inoltre una bottiglia di acqua gasata a complemento.

L’attesa sarà congrua e allietata dal cestino del pane (toscano, semplice ma fragrante) in cui sono presentati anche due pezzi di focaccina alla patata, realmente gustosa; veniamo ora alla descrizione dei piatti scelti:

Tartare di Boccalone su crema di panna acida.
Delicatissima la tartara di questo - per noi - inconsueto pesce di lago. La crema di panna acida e un filo di olio evo conferiscono il giusto brio alla preparazione. La tartare al palato è freschissima, gustosa e leggera. In accompagnamento due crostini sottili che ci coadiuveranno nell’assaggio. Ottima.

Rotolini di Persico reale farciti con spinaci, salsa al pepe rosa e pistacchi.
Altro piatto dagli abbinamenti tanto curiosi quanto efficaci ed esaltanti. La salsa al pepe rosa regala al piatto quel tocco di speziato che senza dubbio non guasta. I pistacchi aggiungono una nota divertente e sfiziosa. Anche la presentazione nel piatto, pur semplice, risulterà esteticamente gradevole. Eccellente.

Variazione di Tinca.
Ammetto la mia ignoranza e confesso che mi sono cimentato per la prima volta con le carni di codesto pesce e devo ammettere che la scelta dello chef raggiunge risultati entusiasmanti! Abbiamo la tinca presentata in tre versioni. In porchetta, laddove vi sono due fettine di tinca “pressata” e farcita con pistacchi, quasi a guisa di salamino e condite da riduzione di aceto balsamico. In mousse, sia affumicata che tradizionale (splendida da spalmare sui crostini caldi serviti a completamento del piatto) e infine “coricata” in filetto grigliato all’interno di una foglia di spinaci. Probabilmente il miglior piatto della giornata.

Ravioli con ripieno di gamberi, provola affumicata e funghi, su purea di fagiolina di lago.
Il piatto è composto da cinque ravioloni conditi con un sughetto davvero particolare (derivato dalla fagiolina di lago) che insaporisce quasi “selvaticamente” il connubio raviolo-farcia. Proposta improntata ad un utilizzo sapiente di materie prime che di primo acchito possono sembrare stridenti fra loro ma che invece nel corso della partita “carburano” e risultano ottime al palato. Molto buono.

Brustico.
Uno dei piatti più famosi del locale e della tradizione etrusca, meravigliosamente gustoso nella sua semplicità. In concreto si tratta di filetti di Luccio e Persico reale abbrustoliti su fiamma viva ed in seguito spinati e mondati della pelle più tenace. Il risultato è un delicatissimo filetto “protetto” da una pelle croccante e saporita, impreziosito da una semplice emulsione di ottimo olio evo, limone sale e pepe. Non spaventino le piccole lische che inevitabilmente sfuggono alla spinatura più attenta. Sono facilmente individuabili e non costituiscono un ostacolo insormontabile alla degustazione. Proposta eccellente.

Semifreddo al cioccolato ripieno di cocco.
Come sempre è mia moglie a fare da “cavia” per i dolci. Mi riferisce il semifreddo come ottimo e indi mi lascio tentare da un piccolo assaggio. Confermo appieno l’impressione, il dolce da lei scelto è davvero degno di nota e rappresenta una perfetta conclusione del nostro pranzo.

Caffè e amaro Jaegermeister ci danno una mano a “smaltire” e ad attivare la digestione.

L’esperienza vissuta al pesce d’oro è senza dubbio di alto livello. L’entusiasmo scaturito dalla degustazione di un tipo di pesce (quello di lago appunto) non sempre di semplice fruizione, nonché alcuni accostamenti solo all’apparenza azzardati ma in realtà strepitosi, mi fa propendere per premiare di un buon mezzo punto la cucina, soprattutto per controbilanciare, purtroppo, alcune pecche nel servizio come descritto precedentemente. Il ristorante è da consigliare per tutte le occasioni, anche in considerazione della location esterna (il lago di Chiusi) di grande impatto visivo mentre si pranza.

Conto finale di 84 Euro, davvero ben spesi considerando che la parte del leone l’hanno fatta le bevande (vino, acqua, liquori e caffè hanno inciso per circa 30 Euro); altro esempio di come la ristorazione che sia aliena dai grandi centri urbani possa rendere moltissimo e regalare bellissime esperienze ad un prezzo invero accessibile.

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